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Il quadro normativo nazionale che si riferisce alla progettazione dei sistemi anticaduta può essere riassunto così come segue:

– D.Lgs. 81/2008 (Normativa nazionale);

– Norme Tecniche UNI-EN;

– Normativa Regionale;

– Regolamenti Locali di Igiene.

Lo sfalsamento normativo è presente nella considerazione che ad oggi solo le seguenti Regioni-Province hanno adottato Leggi o Regolamenti specifici su tale argomento:

– Provincia di Trento;

– Regione Lombardia;

– Regione Piemonte;

– Regione Toscana;

– Regione Emilia Romagna;

– Regione Umbria;

– Regione Veneto;

– Regione Liguria;

– Regione Sicilia.

Per questo articolo analizziamo proprio l’ambito normativo della Regione Lombardia partendo dalla Circolare n. 4/SAN/2004 che forniva le indicazioni all’Autorità competente (ASL) al fine di attivare azioni specifiche propedeutiche alla diminuzione degli infortuni per cadute dall’alto che hanno rappresentato negli anni 1999-2002 il 30% del totale degli infortuni mortali nel territorio regionale (cfr. registro degli infortuni mortali in Lombardia – Reports di analisi degli eventi per gli anni 1999-2002, "Salute e ambiente in Lombardia – sesto rapporto”).

Queste indicazioni relative all’aggiornamento/integrazione del regolamento edilizio e di igiene e la collaborazione con la Polizia locale nelle verifiche di cantiere, doveva portare ad una significativa collaborazione tra ASL ed Amministrazioni Comunali.

Il proseguo normativo legato alla Circolare richiamata sviluppava due successive norme:

* DELIBERA GIUNTA REGIONALE 23 LUGLIO 2004 N°7/18334: Interventi operativi per la promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia per il triennio 2004-2006 (Conferma quanto già affermato con la circolare n°4/SAN/2004);

* DELIBERA GIUNTA REGIONALE 17 SETTEMBRE 2004 N°VII/18747: protocollo di intesa tipo tra ASL e Comune relativo ai controlli in materia di promozione della salute e della sicurezza dei cantieri edili, in particolare per la prevenzione delle cadute dall’alto (Vengono definite le modalità attuative di intervento).

L’ultimo atto di aggiornamento normativo si riferisce al DECRETO n. 119 del 14/01/2009 “Disposizioni concernenti la prevenzione dei rischi di caduta dall'alto per il contenimento degli eventi infortunistici nel comparto edile” nel cui allegato sono dettagliate:

1. Accesso alla copertura 2. Installazioni di sicurezza per accesso a luoghi elevati 3. Accesso sulle coperture di edifici industriali, commerciali, agricoli 4. Dispositivi di ancoraggio 5. Le soluzioni adottate 6. A lavori ultimati 7. Edifici con estese superfici finestrate 8. Informazioni 9. Fascicolo dell'opera

Tralasciando le indicazioni tecniche specifiche dei punti 1,2,3, appare importante evidenziare alcuni richiami presenti anche in normative specifiche di alcune delle altre Regioni e cioè:

– “L'azione di mantenimento di tali requisiti è a carico del proprietario dell'edificio e verrà esercitata sulla base di adeguati programmi di manutenzione eseguiti da personale specializzato seguendo le prescrizioni del fabbricante”;

– Obbligo di presentazione di elaborato tecnico specifico da allegare alla richiesta di autorizzazione urbanistica o informativa (ex Concessione Edilizia/D.I.A);

– Nel caso di progettazione di edifici con ampie superfici finestrate (pareti a specchio), sarà compito del Progettista indicare nell’elaborato grafico di progetto le attrezzature fisse previste per eseguire i futuri lavori di manutenzione in condizioni di sicurezza.

Relativamente a quest’ultimo punto, a differenza di altre normative regionali, si specifica come “l’elaborato di progetto” debba essere sviluppato dal Progettista e non anche dal Coordinatore per la Sicurezza e che lo stesso abbia “vita propria” solo nel caso in cui non sia necessario redigere il Fascicolo dell’Opera, mentre in caso contrario viene “inglobato” all’interno di quest’ultimo.

(in allegato "download" tutta la cronologia normativa richiamata)

F.to Redazione Tecnica

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