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Le operazioni di scavo possono rappresentare all’interno del cantiere un rischio sia per gli operatori che vanno ad operare manualmente o tramite l’utilizzo di macchine; tipologia e natura del terreno, reti interrate, ordigni bellici sono solo una parte delle interferenze che devono essere prese in carico ed analizzate preventivamente.

Nonostante questo i dati rilevati all’inizio degli anni duemila ben il 12% degli infortuni mortali rilevati nel settore delle costruzioni riguardava l’ambito del movimento terra con un picco del 3% del totale riferibile alle attività di scavo.

I dati con il passare degli anni non sono migliorati, nonostante una diminuzione di infortuni mortali in ambito Edile, e nel triennio 2011-2013 la percentuale di infortuni è aumentata dal 3% al 7%.

La legislazione vigente non prevede normative specifiche per le attività di scavo ma possiamo citare un elenco di Leggi che sono di stretto interesse (in tutto o in parte) rispetto all’argomento specifico:

d.lgs. n.81/2008

dpcm 412/1997

dpr n. 321/1956

dpr n. 320/1956

dm dei Lavori Pubblici 11 marzo 1988 e Circolare del Ministero dei lavori Pubblici 24/09/88 n. 30483

dm 14 gennaio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2008 – S.O. n. 30 NUOVE NORME TECNICHE PER LE 15 Capitolo II

dpr del 14 settembre 2011, n. 177

Legge n. 178/2012

Partendo proprio da quest’ultima, inerente la problematica delle bonifiche da orgigni bellici proprio durante le attività di scavo, vogliamo ricordare i nostri approfondimenti in materia:

La bonifica ordigni bellici nelle attività di scavo è infatti forse l’unico argomento che non viene trattato all’interno della guida edita da INAIL “Riduzione del rischio nelle attività di scavo” di particolare interesse per il Datore di Lavoro ma anche per il Committente.

La pubblicazione offre un’ampia spiegazione sul rischio instabilità direttamente correlato alla tipologia del terreno in essere nella prossima area di lavoro e i fattori organizzativi da attuare prima e durante le operazioni di scavo.

La linea passa poi all’analisi del rischio che potrebbe originarsi da fattori ambientali interferenti, fino ad arrivare alla descrizione delle principali opere provvisionali di sostegno e sistemi di protezione.

Il testo completo della pubblicazione è disponibile nell’area download dell’articolo.

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