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Il parapetto provvisorio può essere considerato una delle protezioni più manomesse o carenti in ambito di cantiere. Dispositivo efficace contro il rischio di cadute dall’alto di operatori e utensili. Richiede, normalmente, scarsa manutenzione derivante dall’assenza di meccanismi e semplicità tecnologica. Soluzione non impattante sotto il profilo architettonico e ambientale. Vediamo quali sono le caratteristiche e le normtive che regolano questo apprestamento:

Descrizione

Protezione del bordo di copertura o di parti aperte della copertura dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a 200 cm rispetto un piano stabile (vani scale, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc.). Composto da montanti fissabili a parti sporgenti della copertura e traversi da inserire in appositi alloggiamenti. Esistono in commercio sistemi più complessi che possono essere applicati a falde inclinate e montati su elementi fissati in fase di realizzazione della copertura e in dotazione dell’immobile.

Caratteristiche

  1. Essere costituito da materiale rigido e resistente, in buono stato di conservazione. Deve avere consistenza rapportata alle sollecitazioni d’impiego e derivanti dalla pendenza della copertura;
  2. Avere altezza utile non inferiore a 100 cm;
  3. Essere costituito da almeno due correnti orizzontali, uno superiore ed uno intermedio (posto a metà altezza tra pavimento e corrente superiore);
  4. Essere resistente nel suo insieme e in ogni sua parte al massimo sforzo cui può essere sottoposto, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua funzione;
  5. Avere fascia continua poggiante sul piano di calpestio di altezza non inferiore a 15 cm;
  6. Per coperture di forte pendenza (superiore a 50°) il parapetto deve essere pieno e di altezza superiore a 100 cm (altezza rapportata all’inclinazione della falda);
  7. Avere sistemi di fissaggio per soletta sporgente e cordolo sporgente verticale (blocco a ganascia fissa o regolabile);
  8. Avere sistemi di fissaggio a piastra verticale o inclinata (per blocco alla parete perimetrale o alla soletta della copertura);

La norma EN 13374 classifica tre diverse categorie di parapetti, in relazione alla pendenza e alla lunghezza della falda inclinata:

A (pendenza non superiore al 10°);

B (pendenza da 10° a 30° e lunghezza falda fino a 2 mt);

C (pendenza da 30° a 45° e lunghezza falda fino a 5 mt.)

In commercio esistono prodotti conformi a tale normativa e differenziati in relazioni alle caratteristiche della copertura d’impiego.

Impiego

DPC avente la funzione di impedire la caduta dall’alto del lavoratore e di materiali, utensili, attrezzature di lavoro.  Adatto alla protezione di aree di transito e lavoro, manutenzioni che utilizzano materiali,  utensili o attrezzature che per caratteristiche, modalità di impiego o alimentazione, sono a loro volta motivo di esposizione a rischio. I dispositivi possono essere impiegati esclusivamente secondo le modalità di montaggio e utilizzo previsti dal costruttore e in tal senso certificati.

Criticità

Richiede sistemi di protezione complementari sia durante la fase di montaggio, sia durante lo smontaggio. Per questo motivo il sistema non è adatto ad attività di monitoraggio-ispezione e per interventi di manutenzione di breve durata, per i quali meglio si adatta la movimentazione con DPI anticaduta. L’impiego di questa tipologia di protezione è vincolata alla capacità del bordo di copertura di sopportare i sistemi di fissaggio dei montanti così come forniti dal costruttore e certificati. Generalmente i prodotti disponibili sono poco compatibili per coperture a falda senza cordoli o bordi perimetrali.  Per tetti con bordo libero e falda inclinata i costruttori prevedono parapetti montati su alloggiamenti specifici in dotazione dell’opera (sistemi di aggancio fissi ai quali i montanti si inseriscono). Naturalmente tutte le varie componenti del sistema (elemento di ancoraggio, montanti) devono essere coordinate per assicurare le condizioni di garanzia certificate dal costruttore.

Alternative

  • Ponteggio sul perimetro
  • Parapetti fissi
  • Reti di sicurezza

Ispezioni

Alloggiamenti di fissaggio dei montanti, montanti, correnti, fascia parapiede. In particolare dovrà essere verificata periodicamente (in funzione delle tecnologie e dei materiali) la pulizia degli alloggiamenti e delle componenti fisse di bloccaggio dei montanti. In caso di mantenimento della componente provvisoria del parapetto in area coperta risulta di minore importanza la verifica delle condizioni della stessa.

Norme di riferimento

D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81

Art. 126, parapetti

allegato IV (requisiti dei luoghi di lavoro)

Art. 1.7.2.1, parapetto normale.

Art. 1.7.2.2, parapetto normale con arresto al piede.

Art. 1.7.2.3, parapetto equivalente.

UNI EN 13374

Sistemi di protezione temporanea dei bordi – Specifiche di prodotto e metodi di prova. ISPESL Linea guida per la scelta, l’uso e la manutenzione dei sistemi collettivi di protezione dei bordi. Novembre 2006

 

Bibliografa: Regione Toscana, D.G. Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Settore Prevenzione Igiene e Sicurezza sui luoghi di lavoro.

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