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Le principali motivazioni che implicano la messa a terra del ponteggio possono essere racchiuse in tre casistiche specifiche relative a: notevoli dimensioni, massa da proteggere, massa estranea.

MESSA A TERRA – CASO 1 “notevoli dimensioni”

L’articolo 81 del T.U. D.Lgs. 81/2008 cita testualmente che:

“1. Tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonché le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere progettati, realizzati e costruiti a regola d’arte.

2. Ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto, i materiali, i macchinari, le apparecchiature, le installazioni e gli impianti di cui al comma precedente, si considerano costruiti a regola d’arte se sono realizzati secondo le pertinenti norme tecniche.”

Il soggetto incaricato dell’effettiva verifica rispetto alla protezione da fulmini di impianti, edifici, strutture, attrezzature è il Datore di Lavoro, così come sancito dall’art. 84 del T.U. D.Lgs. 81/2008 (il mancator rispetto di dalle articolo comporta arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro).

Per stabilire se il ponteggio in questione, in essere come struttura posta all’aperto, sia di NOTEVOLI DIMENSIONI, deve essere eseguita una verifica rispetto alla Norma CEI EN vigente, in cui si può stabilire se il rischio relativo al fulmine supera quello richiamato dalla Norma.

MESSA A TERRA – CASO 2 “massa da proteggere”

Nel caso in cui sul ponteggio siano installati apparecchi o componenti elettrici di Classe II, lo stesso può definirsi una MASSA e quindi necessita di protezione contro contatti indiretti.

MESSA A TERRA – CASO 3 “massa estranea”

Premettendo che la realizzazione dello stacco dal piano di calpestio con basette in legno o pvc (vedi articolo PUNTI DI APPOGGIO, BASETTE ED ELEMENTI DI RIPARTIZIONE – clicca e leggi)  non è di rilievo ai fini di isolamento del ponteggio, quest’ultimo potrebbe essere identificato come una MASSA ESTRANEA (parte metallica che presenta una bassa resistenza verso terra, non dell’impianto elettrico).

Nel caso in cui la resistenza a terra calcolata sia ≤ 200 Ω il ponteggio deve essere collegato a terra anche se lo stesso è appoggiato tramite “piedini”; la valutazione della resistenza deve essere eseguita con idonea misurazione.

Nel caso in cui la superfice di calpestio sia caratterizzata da:

*asfalto;

*ghiaia;

*lastricato in roccia-marmo-simili;

la resistenza sarà sicuramente maggiore di 200 Ω non facendo rientrare il ponteggio come MASSA ESTRANEA.

Premesso che durante la stesura del P.S.C. sarà il Coordinatore a valutare quali saranno le caratteristiche presenti nella zona di installazione e quindi in quale dei casi richiamati sopra si vada a collocare il ponteggio, definendo l’eventuale necessità dell’installazione dell’impianto contro le scariche atmosferiche, rimane in capo al Datore di Lavoro (così come indicato all’art. 84 del T.U. 81/2008) la valutazione dei rischi derivanti da fulminazione e contatti indiretti verso i propri lavoratori, attivandosi anche nel caso che tale operatività risulti (erroneamente) mancante all’interno del PSC.

L’impianto di messa a terra e protezione dalle scariche atmosferiche dovrà essere realizzato e corredato da Dichiarazione di Conformità ai sensi della vigente normativa da parte di installatore qualificato che provvederà anche alla relativa Denuncia agli Enti competenti.

Nell’area download dell’articolo è disponibile lo schema di sintesi.

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