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Cosa accade ai documenti predisposti per i sistemi anticaduta, nel caso di successive modifiche alla sagoma dell'edificio?. Ecco quali valutazioni e operatività nel caso in cui possano essere eseguiti successivi lavori atti a modificare l’involucro.

La Normativa nazionale e quella specifica attiva su alcune delle Regioni Italiane delinea in alcuni casi le procedure che il conduttore/gestore/proprietario dell’immobile deve attivare nel caso di modifiche o integrazioni al sistema anticaduta installato, ma non vi sono espressi richiami ad una valutazione specifica della materia nel caso di autorizzazioni successive atte a modificare le facciate dell’edificio (Es. pergolati, nuove terrazze, sistemi di impiantistica esterni, ecc…).

Come spesso accade a livello nazionale è il “precedente” che crea la giurisprudenza e dalla stessa viene poi integrata/modificata/creata la parte della normativa esistente mancante o valutata “incompleta” a seguito di certe tipologie di infortunio.

Vista anche la diversità della normativa locale in materia e che la stessa è stata approvata con tempistiche differenti negli ultimi dieci anni, queste valutazioni dovrebbero attivare uno spunto di riflessione in tutti i soggetti coinvolti a partire dal competente Ufficio Comunale che va a recepire (come previsto in alcune normative regionali) gli atti progettuali dei sistemi anticaduta per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni di coperture, per arrivare sino al Professionista.

Poniamo ora un esempio per chiarire queste possibili variabili che possono intervenire successivamente alla progettazione dei sistemi anticaduta e analizziamo in modo logico quali sono i soggetti coinvolti e quali dovrebbero essere i loro comportamenti “attivi” atti ad eseguire ogni valutazione/modifica necessaria per garantire l’opportuna sicurezza.

Cercando una sintesi tra le diverse normative regionali in materia, partiamo dal Tecnico che ha depositato in origine la progettazione esecutiva del sistema anticaduta e delle eventuali linee vita; il Professionista, sia esso il Progettista dell’intervento o il Coordinatore per la Sicurezza (o il Direttore dei Lavori in alcuni casi specifici), ha eseguito ogni valutazione necessaria sullo stato attuale della copertura e della sagoma dell’edificio, realizzando la raccolta/compilazione di ogni documento necessario che è parte integrante del Fascicolo dell’Opera e depositato anche al competente ufficio comunale (ove previsto) .

Per opere successive che vanno a modificare la sagoma dell’edificio e quindi di conseguenza le valutazioni tecniche richiamate sopra, il Professionista non ha titolo a conoscere/integrare tale documentazione con esclusione del caso in cui sia il medesimo Tecnico che in due tempistiche diverse si è occupato della copertura e successivamente della sagoma.

In quest’ultimo caso appare logico che lo stesso nel progettare la modifica della sagoma dell’edificio (se la stessa modifica parametri precedentemente verificati per la progettazione del sistema anticaduta) e provveda ad effettuare una successiva analisi ed a comunicare ogni variazione materiale e progettuale del sistema anticaduta al conduttore/gestore/proprietario.

Nel primo caso invece il Professionista è assolutamente incolpevole per ogni modifica della sagoma, eseguita rispetto allo stato dei luoghi in cui lo stesso ha verificato e progettato il sistema. Sarà il conduttore/gestore/proprietario che dovrà allertarlo richiedendo un’ulteriore prestazione relativa alla verifica ed eventuale aggiornamento del progetto del sistema.

Il Progettista del nuovo intervento sulla sagoma dovrà quindi sincerarsi dal conduttore/gestore/proprietario che in copertura non vi sia installato un sistema anticaduta che potrebbe essere inficiato da ciò che va a progettare e quindi appare naturale, anche nel rispetto di quanto previsto dal D.Lgs. 81 del 2008, che nel caso di presenza del sistema anticaduta, il Professionista provveda a contattare il Tecnico firmatario di tale documentazione e che sia eseguito uno o più incontri atti a procedere alla nuova progettazione in sicurezza e se nel caso provvedere a tutte le modifiche possibili al sistema anticaduta e relativi elaborati.

In tutto questo il conduttore/gestore/proprietario è comunque parte attiva e nel caso in cui le due figure professionali richiamate sopra non provvedono ad attivarsi nel modo corretto, deve provvedere ad allertarle.

Una componente attiva in questa filiera dovrebbe essere prevista anche nella modulistica relativa alla presentazione delle varie tipologie di pratiche edilizie agli uffici comunali competenti; come avviene in alcune Regioni in cui devono provvedere al recepimento della progettazione del sistema anticaduta o comunque alla verifica del deposito della documentazione “esecutiva” del sistema installato, sarebbe propedeutico che nella richiamata modulistica vi fosse una sezione dove per tipologie di intervento sull’esterno venga richiesto se lo stesso altera la sagoma dell’edificio e se quest’ultimo è dotato di progettazione sistema anticaduta. Tutto questo potrebbe fungere da ulteriore warning al Professionista nel caso in cui in via preliminare certe valutazioni non siano state effettuate.

Per ultimo evidenziamo come quanto sopra riportato, non essendo una casistica evidenziata all’interno delle normative, è stato indicato come una “buona pratica” che il Tecnico può tenere in considerazione al fine di rispettare le precedenti figure professionali intervenute nell’edificio, il conduttore/gestore/proprietario ed evitare eventuali problematiche future derivanti da mancate valutazioni in sede progettuale.

 

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