Sicurezza delle mascherine
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La sicurezza delle mascherine è un argomento sotto l’occhio del ciclone in questi ultimi quindici giorni, e lo sarà ancora di più quando andranno eventualmente a giudizio gli esposti che iniziano a fioccare verso i Datori di Lavoro che, si accusa, non hanno fornito ai loro lavoratori di idonei DPI.

Visto il mio inquadramento professionale come Professionista che opera, si occupa e Forma in ambito di sicurezza in cantiere, non mi voglio soffermare più di tanto sulla definizione di Dispositivo di Protezione Individuale o di come usarli correttamente tramite un’opportuna formazione, ma voglio sottolineare come l’indossare una cosiddetta mascherina (non certificata) non implica l’agire in sicurezza e nemmeno concede di poter ridurre le distanze dagli altri.

Queste poche righe derivano infatti da più di un’occasione in cui, all’interno di un supermercato, mi sono trovato mio malgrado faccia a faccia con altra persona che, evidentemente convinta che l’utilizzo di qualcosa davanti alla bocca (così, permettetemi, definisco le mascherine non chirurgiche o facciali non certificati) potesse consentirgli beatamente di ovviare alle misure da rispettare sulle distanze tra persone… ma andiamo con ordine:

Voglio citare testualmente quanto indicato dal Ministero della Salute in merito ala sicurezza delle MASCHERINE CHIRURGICHE E FACCIALI DI PROTEZIONE delle VIE RESPIRATORIE per cercare di comprendere in poche parole come ciò che la popolazione sta inquadrando come mascherine o che stiamo così ardentemente cercando di trovare in giro o sul web, abbia un valore di protezione nullo o almeno scarso, se non sono certificate in base alla vigente normativa:

mascherine

Le mascherine chirurgiche hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi e ricadono nell’ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i..
Sono utilizzate in ambiente ospedaliero e in luoghi ove si presti assistenza a pazienti (ad es. case della salute, ambulatori, ecc).
Le mascherine chirurgiche, per essere sicure, devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019 (scaricabile gratuitamente dal sito https://www.uni.com), che prevede caratteristiche e metodi di prova, indicando i requisiti di:
– resistenza a schizzi liquidi
– traspirabilità
– efficienza di filtrazione batterica
– pulizia da microbi.
La norma tecnica di riferimento UNI EN ISO 10993-1:2010 (scaricabile gratuitamente dal sito https://www.uni.com) ha carattere generale per i dispositivi medici e prevede valutazione e prove all’interno di un processo di gestione del rischio.

FFP2 e FFP3

I facciali filtranti (mascherine FFP2 e FFP3) sono utilizzati in ambiente ospedaliero e assistenziale per proteggere l’utilizzatore da agenti esterni (anche da trasmissione di infezioni da goccioline e aerosol), sono certificati ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche armonizzate (UNI EN 149:2009, scaricabili gratuitamente dal sito https://www.uni.com).
La norma tecnica UNI EN 149:2009 specifica i requisiti minimi per le semimaschere filtranti antipolvere, utilizzate come dispositivi di protezione delle vie respiratorie (denominati FPP2 e FPP3), ai fini di garantirne le caratteristiche di efficienza, traspirabilità, stabilità della struttura attraverso prove e test tecnici.

altre mascherine

Ogni altra mascherina reperibile in commercio, diversa da quelle sopra elencate, NON E’ DISPOSITIVO MEDICO NE’ DISPOSITIVO DI PROTEZIONE INVIDUALE, può essere prodotta ai sensi dell’art. 16, comma 2, del D.L. 18/2020, sotto la responsabilità del produttore che deve comunque garantire la sicurezza del prodotto (a titolo meramente esemplificativo: che i materiali utilizzati non sono noti per causare irritazione o qualsiasi altro effetto nocivo per la salute, non sono altamente infiammabili, ecc.).

Per dette mascherine non è prevista alcuna valutazione dell’ISS e dell’INAIL. Le mascherine in questione non possono essere utilizzate in ambiente ospedaliero o assistenziale in quanto, non hanno i requisiti tecnici dei dispositivi medici e dei dispositivi di protezione individuale.

Chi la indossa DEVE COMUNQUE RISPETTARE LE NORME PRECAUZIONALI SUL DISTANZIAMENTO SOCIALE E LE ALTRE INTRODOTTE PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA COVID-19.

 

SICUREZZA DELLE MASCHERINE E D.L. 18/2020

Si è molto parlato anche della deroga alla produzione di mascherine con procedimento non certificato, da auto-certificare con protocollo di richiesta a INAIL e ISS:

Purtroppo come ben evidenziato anche da alcuni canali di informazione generalista tra cui il Dataroom di Milena Gabanelli, ad oggi INAIL ha convalidato solo il 4% circa delle autocertificazioni e relativi prodotti che sono stati presentati alla sua attenzione.

SICUREZZA DELLE MASCHERINE E RISPETTO VERSO GLI ALTRI

Chi non è del settore può iniziare a comprendere come l’acquisto e l’utilizzo di materiale non certificato, ha scarsissima valenza in termini di sicurezza per la propria incolumità e soprattutto quella degli altri. Non sono un Medico Competente e lungi da me addentrarmi nei meandri tecnico/normativi ma è chiaro come i DPI per la completa protezione da questa tipologia di virus siano solo i facciali FFP3 o DPIcon prestazioni superiori.

Quindi chi non ha la possibilità di reperirli per utilizzarli nei momenti di acquisto della spesa al supermercato piuttosto che per gli altri usi consentiti dal DPCM, deve considerare che si, può usare altri metodi di fortuna per proteggere il respiro ma che tali metodi potrebbero avere sicurezza scarsa, per non dire nulla.

Dunque, come ben sottolineato da INAIL e dal Ministero della Salute nel passaggio di cui al primo paragrafo,  si deve ancor di più

 RISPETTARE LE NORME PRECAUZIONALI SUL DISTANZIAMENTO SOCIALE E LE ALTRE INTRODOTTE PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA COVID-19

perchè in quei momenti, avere un qualcosa davanti alla bocca che non sia certificato e adatto all’uso, comporta un abbassamento della percezione del rischio e l’esposizione propria e delle persone vicine a gravi problematiche.

Politici, addetti ai lavori e giornalisti devono aiutare la popolazione anche a comprendere l’utilizzo corretto di questi strumenti; la sicurezza delle mascherine transita anche da indossare gli apparati in modo corretto, a protezione di naso e bocca e non posizionate in modo sommario davanti alla bocca o naso o, ahi noi, tolte al di fuori degli ambienti chiusi.

State a casa e rispettate il DPCM ma soprattutto rispettate anche la vostra salute e quella di chi vi è vicino, assimilando maggiore consapevolezza sulla sicurezza delle mascherine.

Collegamento al sito tematico Nuovo coronavirus - Cosa c'è da sapere

 

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