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Il ruolo del RUP come Responsabile dei Lavori negli appalti pubblici è al centro della sentenza  n. 6504/2021 della Sezione IV della Suprema Corte di Cassazione, che analizza le azioni anche del Coordinatore Sicurezza e del Direttore Tecnico di Cantiere, a seguito di in infortunio. 

Nell’anno 2017 venivano condannati dalla Corte di Appello di Caltanissetta CH.G (coordinatore Sicurezza), M.M. (Direttore Tecnico del Cantiere) e L.G. (RUP) per lesioni personali colpose, avendo cagionato l’infortunio ad un pedone che, transitando su strada pubblica, inciampava su una trave di legno non segnalata, posizionata trasversalmente alla carreggiata, su cui insisteva il cantiere. 

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Nello specifico a CH.G (coordinatore Sicurezza) veniva contestata: 

  • la violazione dell’art. 92 comma 1 lett. A) ed e) del D.Lgs. 81/2008 per omessa verifica rispetto alla regolarità della recinzione di cantiere e della delimitazione della trave; 
  • La mancata segnalazione al committente ed al responsabile dei lavori dell’inosservanza dell’Impresa rispetto agli obblighi di cui all’art. 96 comma 1 lett. B del D.Lgs. 81/2008. 

Al RUP ed al Direttore Tecnico del cantiere veniva contestata la mancata vigilanza sull’operato del Coordinatore Sicurezza rispetto ai commi 1 e 2 del richiamato art. 92. 

Dalle risultanze processuali del Primo Grado di Giudizio, riportate dalla Corte d’Appello, il cantiere si trovava su strada pubblica aperta al transito pedonale; la tavola in legno era stata posizionata senza che gli operai dell’impresa avessero cura di segnalarne l’intralcio con nastro segnaletico o lampada per le ore notturne, prevista all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento. Il cantiere era delimitato dalle sole transenne mobili poste all’inizio ed alla fine della strada, si presentava in disordine e privo di segnalazione dei pericoli in essere. 

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L’infortunio occorso con la caduta a seguito dell’inciampo sulla trave, materializzava il rischio evidenziato nel PSC. 

Risulta altresì che il RUP accompagnava solitamente il Coordinatore Sicurezza, anche durante l’ultimo sopralluogo prima dell’infortunio, in cui doveva essere segnalato lo stato di disordine del cantiere e le mancanze rispetto alle misure di mitigazione previste nel PSC. 

Il Direttore dei Lavori aveva sottoscritto un incarico in cui si prendeva la responsabilità anche in merito al comportamento dei lavoratori del cantiere e sulle norme di sicurezza da osservare in fase di esecuzione. 

RICORSO 

Il Direttore Tecnico ricorre in Cassazione evidenziando come gli sia stata attribuita la responsabilità penale

 

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