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L’analisi della prevenzione delle cadute ha avuto inizio, per la Regione Liguria, con la pubblicazione della Legge Regionale 5/2010 inerente le “Norme per la prevenzione delle cadute dall’alto nei cantieri edili” (scaricabile nel download).

Il titolo appare “fuorviante” in prima lettura a causa della terminologia “cantieri edili” che sembra escludere valutazioni progettuali preventive ed esecutive, mentre alla lettura della Norma, di per se estremamente sintetica rispetto alla legiferazione in merito di altre Regioni, si può notare il legislatore abbia dato in sintesi gli ambiti di intervento ove debba essere previsto un sistema di ancoraggio permanente e sicuro per tutte quelle coperture di altezza superiore a mt. 2,00 rispetto ad un piano stabile.

Tali obblighi sono individuati per:

– nuove costruzioni;

– ristrutturazioni;

– ampliamenti;

– manutenzioni.

Relativamente a quest’ultimo punto la Norma, contrariamente ad altre Regioni, non specifica da quale grado di manutenzione si debba adempiere alla valutazione della copertura ed alla predisposizione del sistema di ancoraggio permanente, ma include sia la manutenzione ordinaria sia quella straordinaria.

Il Progettista ha il compito di sviluppare un elaborato planimetrico ove sono indicati i punti con dispositivi di ancoraggio unitamente all’accesso e modalità di transito in copertura.

A questo punto all’interno della Legge c’è un’evidente contraddizione legata al presupposto che si richiama una documentazione da prodursi a corredo del titolo abilitativo urbanistico, composta anche da:

* certificazioni dei prodotti installati;

* dichiarazioni conformità e corretta installazione;

* autorizzazione ad installare rilasciata dal produttore dei dispositivi;

* attestazione in merito alla capacità degli installatori di eseguire i lavori in quota con riferimento alle specifiche linee guida ISPESL.

Chiaramente detta documentazione di corredo non poteva essere prodotta in ambito di Progetto.

Anche il comma 2 dell’art. 3 della Legge appare quantomeno generico sotto alcuni aspetti, a partire dal soggetto richiamato “responsabile dei lavori”; non si comprende infatti chiaramente se il soggetto sia il Committente (o soggetto integrativo nominato R.L.) o il Datore di Lavoro dell’impresa installatrice, piuttosto che il Datore di Lavoro dell’Impresa manutentrice che andrà ad operare sulla copertura a lavori ultimati per eventuali necessità manutentive o simili.

Questo chiarimento avverrà, come vedremo più avanti, a mezzo di Circolare a firma della Regione stessa, Dipartimento Programmi Regionali, Porti, Trasporti, Lavori Pubblici ed Edilizia relativa anche alla L.R. 43/2012 (scaricabile nel download) che è andata ad integrare/modificare la sopracitata L.R. 5/2010.

Viene infatti modificato il campo di applicazione, relativo a:

“a) nuova costruzione;

b) sostituzione edilizia;

c) opere edilizie comportanti il rifacimento totale dell’orditura principale della copertura;

d) manutenzione ordinaria o straordinaria comportanti il rifacimento totale dei manti di copertura.”

Con esclusione delle serre così come definite dall’articolo 1 della legge regionale 1° giugno 1976, n. 17 e s.m.i., essendo identificate come impianti e non come manufatti edilizi.

Il comma 2 dell’art. 2 indica che anche per i campi di applicazione richiamati sopra e comunque in ogni ambito di lavoro che preveda il rischio di caduta dall’alto, “è in ogni caso consentita l’adozione dei sistemi di protezione previsti dal d.lgs. 81/2008 e successive modificazioni ed integrazioni”.

Questa frase viene chiarita all’interno della richiamata Circolare n. 9 del 25.09.2013 (scaricabile nel download) che indica la non obbligatorietà, pur nell’adozione di qualsiasi sistema di protezione previsto dal D.Lgs. 81/2008, sull’utilizzo di dispositivi di ancoraggio permanenti.

L’articolo 3 chiarisce la contraddizione presente nell’originaria L.R. 5/2010 per quanto concerne la documentazione da fornire in fase di progetto ed in fase post ultimazione delle opere.

Devono essere allegati al Titolo Abilitativo Urbanistico:

a) elaborato planimetrico contenente l’individuazione dei punti di installazione dei dispositivi di

ancoraggio, degli accessi e dei percorsi;

b) relazione di calcolo di verifica della resistenza dei punti di ancoraggio rilasciata dal progettista

stesso o da altro professionista abilitato.

Alla conclusione dell’opera sarà obbligo dell’installatore rilasciare al Committente:

a) dichiarazione di corretta installazione;

b) manuale d’uso dei sistemi installati con l’indicazione dei dispositivi di ritenzione che possono essere

usati in abbinamento con il sistema installato;

c) programma di manutenzione del sistema anche in base a quanto previsto dal costruttore.

Non viene fatto alcun cenno in merito all’obbligo di legge per l’adeguamento degli elaborati progettuali ad eventuali varianti su posizionamento e/o tipologie di punti di ancoraggio installati.

Appare chiaro che comunque il Progettista dovrà provvedere alla redazione di elaborati progettuali “esecutivi” aggiornati alle modifiche apportate in fase esecutiva.

(RIPRODUZIONE VIETATA A FINI COMMERCIALI – POSSIBILITA' DI CITARE L'ARTICOLO O PARTI DI ESSO A FINI INFORMATIVI CON OBBLIGO DI CITARNE LA FONTE ED IL RELATIVO LINK)

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