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La delimitazione del cantiere con idonea recinzione viene definita dall’art. 109 del D.Lgs. 81 del 2008 che recita “Il cantiere, in relazione al tipo di lavori effettuati, deve essere dotato di recinzione avente caratteristiche idonee ad impedire l’accesso agli estranei alle lavorazioni”; il soggetto individuato a provvedere è il Datore di Lavoro delle Imprese Affidatarie e delle Imprese esecutrici (anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti). Pena l’arresto sino a due mesi o ammenda da 548,00 a 2.192,00 euro questi ultimi predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili” così come recita l’articolo 96 comma 1 lettera B del D.Lgs. 81 del 2009”.

E’ ovviamente compito dei medesimi soggetti, il mantenimento delle condizioni ottimali della recinzione durante tutta la durata dell’opera, elemento spesso sottovalutato che comporta la possibile creazione di varchi nel perimetro e la conseguente possibilità di accesso anche involontario.

Le stesse dovranno altresì essere dotate di idoneo sistema di segnalazione tramite cartellonistica di avviso e divieto e di sistema di illuminazione che ne garantisca l’individuazione a traffico pedonale e/o veicolare sia nelle ore notturne, sia nei casi in cui si abbia scarsa visibilità ambientale anche nelle ore diurne.

Per quanto richiamato sopra, nei casi di segnalazione luminosa garantita da lampade a batteria, la manutenzione e la verifica del corretto funzionamento di queste ultime sarà a carico dei Datori di Lavoro per tutta la durata dell’opera.

Prima di analizzare le tipologie di recinzione di cantiere, va sottolineato come possano esservi richiami specifici all’interno di regolamenti di riferimento (es. Regolamento Edilizio Comunale) che prevedono caratteristiche dimensionali e di scelta del materiale costituente la recinzione, in base alla localizzazione del cantiere sul territorio.

Questo per ovvi motivi può comportare una seconda analisi in merito ad ogni successiva necessità di modificare la perimetrazione della stessa a causa di variate esigenze di cantiere, sia da un punto di vista esecutivo sia da un punto di vista di aggravio dei costi della sicurezza.

Nella cantierizzazione su centro storico, proprio le eventuali specifiche inserite all’interno del Regolamento Edilizio, potrebbero comportare l’impossibilità di adeguare in fase successiva il cantiere, comportando quindi la necessità di fase progettuale, di un’adeguata analisi dei luoghi e dei regolamenti da parte del Coordinatore per la Sicurezza e se non nominato, del Datore di Lavoro.

Nel caso in cui la perimetrazione installata debba essere temporaneamente modificata per sopravvenute esigenze o per accesso di mezzi di cantiere con ingombro maggiore di quanto previsto, dovrà essere predisposta una vigilanza a terra di operatore al fine di garantire la sicurezza ed impedire l’accesso all’area per tutta la durata dell’operazione.

La tipologia di materiale costituente la recinzione può essere influenzata da regolamenti specifici, partendo da presupposto che la stessa può avvenire con:

*pannellatura di legname;

*rete plastificata;

*rete zincata;

*new jersey in plastica;

*new jersey in cemento;

*pannellatura di lamiera.

La recinzione da cantiere in plastica è sicuramente quella maggiormente utilizzata in modi spesso non rispondenti alle necessità di impedire l’accesso a soggetti terzi e soggetta a maggiore manutenzione; deve essere allocata su struttura portante in legname o elementi metallici, che siano comunque adeguatamente sicuri rispetto all’esterno del cantiere. In questo caso l’uso comune che spesso viene fatto di tondini di armature “riciclati” quali sostegni della rete plastificata è inidoneo a garantire i minimi requisiti di resistenza richiesti dalla normativa. Inoltre la mancata protezione degli stessi potrebbe comportare un aggravio dell’eventuale infortunio occorrente a soggetti terzi al cantiere che inavvertitamente potrebbero arrivare a contatto con la recinzione.

La pannellatura in legno viene richiesta sovente per opere in centro storico e non è raro rinvenire Regolamenti Comunali che ne prevedano caratteristiche di continuità tali che può essere preclusa l’illuminazione di parte del cantiere anche in ore diurne. In questo caso dovrà essere integrata l’illuminazione naturale con sistemi di produzione di illuminazione artificiale.

La rete zincata posta in opera su supporti in cls prefabbricati è indubbiamente la soluzione che garantisce maggiore modularità anche per future modifiche/integrazioni del perimetro.

Spesso però per garantire maggiore visibilità o per altre motivazioni la rete zincata viene integrata con la recinzione plastificata richiamata sopra; tale modifica deve essere valutata in via preliminare accertandosi di non innescare con la sovrapposizione un “effetto vela” a cui i piedini in cls potrebbero non essere verificati, comportando il ribaltamento della stessa.

Lo stesso rischio può intervenire nell’installazione di recinzione in pannellatura metallica continua, che garantisce maggiore durabilità per interventi di lungo periodo e minori oneri manutentivi.

L’utilizzo di new jersey in plastica è ricorrente nella cantierizzazione stradale, con particolare riguardo ai regolamenti specifici della viabilità riferiti all’Ente Gestore, che indicano nello specifico il materiale di riempimento degli stessi per ridurre la possibilità di rischi indiretti (es. congelamento dell’acqua nel caso di opere in periodi invernali).

Similmente i new jersey in cemento sono utilizzabili in alcune tipologie di cantieri, sempre con riferimento a Regolamenti Specifici che possono essere in vigore nell’area e/o sulla viabilità confinante.

Garantiscono maggiore protezione per eventuali interferenze esterne ma per ovvi motivi devono essere previsti in perimetrazioni atte a non subire consistenti variazioni durante l’intera opera.

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