pressioni del committente
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Analizziamo la sentenza 1937/2020 Sez VII in cui viene affrontato il ricorso in Cassazione rispetto alla condanna di omicidio colposo da parte dei Datori di Lavoro dell’operaio infortunatosi mortalmente. In breve,le pressioni del committente (eventuali) non può essere utilizzato come motivo attenuante.

La Corte di Appello di Palermo condannava alla pena di anni quattro di reclusione ciascuno, per il reato di omicidio colposo, i signori PE e PS che propongono ricorso in Cassazione impugnando la decisione della richiamata Corte.

La Cassazione nel definire i ricorsi inammissibili osserva che:

  • i motivi di ricorso sono i medesimi indicati per l’Appello;
  • la Corte d’Appello aveva correttamente evidenziato la gravità del fatto e la colpa grave degli imputati;
  • le pressioni del committente (eventualmente esercitate) per il rispetto delle tempistiche di ultimazione del lavoro non “possiedono alcun valore significativo ai fini di una diversa considerazione dei fatti;
  • i ricorrenti avevano lasciato che il lavoratore operasse in evidenti condizioni di pericolo.

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