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Obbligo recinzione di cantiere e le conseguenze per l'accesso di un soggetto non addetto ai lavori all'interno della zona di lavoro, sono al centro di questa sentenza della Cassazione. 

Con sentenza n. 188/14 del 2.12.2014, il GUP presso il Tribunale di Gorizia dichiarava sentenza di non luogo a procedere nei confronti di tutti i soggetti (responsabile unico del procedimento, coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, i datori di lavoro nonché responsabili tecnici delle ditte subappaltatrici), coinvolti nei lavori di riqualificazione di un ospedale i quali, a seguito del ritrovamento di un paziente deceduto all’interno dell’area di cantiere, era stati imputati del reato di omicidio colposo in regime di cooperazione colposa.

Nello specifico la vittima,  dopo essersi allontanata senza autorizzazione e in autonomia dal reparto nel quale era ricoverata nonostante fosse un soggetto non autosufficiente, decedeva all’interno del cantiere per infarto determinato da disidratazione.

 

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