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La Provincia di Trento ha affrontato il tema dell'ETC e prevenzione delle cadute dall’alto con Legge Provinciale n. 03/2007 che è diventata l'attuale normativa di riferimento unitamente al successivo Regolamento Tecnico.

ETC TRENTO – LP 22/1991 e LP 03/2007

La Provincia di Trento può essere annoverata come il primo legiferatore locale che ha affrontato l’argomento della prevenzione delle cadute dall’alto già nella LP 22/1991; all’art. 91 ter limitava infatti la validità delle Denunce di Inizio Attività e del certificato di abitabilità all’osservanza delle norme sulla sicurezza sul lavoro in merito all’operatività sulle coperture degli edifici.

Detto articolo è stato richiamato anche dall’ultima normativa di riferimento in materia (LP 03/2007) e prevede come campo di applicazione tutti quegli interventi volti alla realizzazione di nuova edificazione o su immobili esistenti prevedendo la redazione dell’Elaborato Tecnico della Copertura (ETC), ove vengono indicati i posizionamenti punti di ancoraggio. A conclusione delle opere il rispetto delle norme anticaduta del regolamento tecnico e la conformità dell’installazione dei punti di ancoraggio, riguardo a quanto previsto dallo stesso regolamento, vengono asseverati da Tecnico abilitato. Il mancato deposito del richiamato ETC e di quest’ultima asseverazione in fase di comunicazione di fine delle opere, rende quest’ultima inefficace anche ai fini dell’agibilità dell’immobile.

ETC TRENTO – REGOLAMENTO D.P.P. 25 febbraio 2008, n. 7- 114/Leg

La normativa di riferimento si traduce dunque nel Regolamento Tecnico che contiete:

“a) le misure preventive e protettive da adottare nella progettazione e realizzazione di interventi edilizi riferiti a nuove costruzioni o ad edifici esistenti per garantire, nei successivi lavori di manutenzione sulla copertura, l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in condizioni di sicurezza;

b) i contenuti dell’elaborato tecnico della copertura nonché gli adempimenti ad esso collegati;

c) i requisiti dei punti di ancoraggio, muniti di marcatura CE e attestato di certificazione CE. 7.

Il regolamento tecnico è direttamente applicabile e prevale sulle disposizioni dei regolamenti edilizi comunali in contrasto con esso”.

Tale Regolamento è stato pubblicato in ultima stesura con DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 25 febbraio 2008, n. 7- 114/Leg “Regolamento tecnico per la prevenzione dei rischi di infortunio a seguito di cadute dall'alto nei lavori di manutenzione ordinaria sulle coperture”

Il documento include tutte le casistiche di intervento non rientranti in:

·manutenzione ordinaria di edifici esistenti;

·lavori non sottoposti a titoli abilitativi urbanistici;

·strutture e manufatti i cui dislivelli di copertura, calcolati dal punto più elevato di quest’ultima a terra (l’area alla quota di calpestio deve comunque essere libera da ostacoli fissi), non siano superiori a mt. 3,5;

Il progetto con le relative soluzioni tecniche preventive e protettive deve comporsi di planimetrie/prospetti/sezioni con l’indicazione degli ingressi al fabbricato, dei percorsi, degli accessi alla copertura con indicati nel dettaglio tecnico (natura, dimensioni e materiali) i sistemi di arresto.

Tale documentazione andrà ad integrare, sia in via preliminare che al termine dei lavori, il Fascicolo previsto dal D.Lgs. 81/2008 e del Libretto del Fabbricato se previsto dalla normativa di riferimento provinciale in materia di urbanistica.

Il Progetto dovrà essere allegato in via preliminare al titolo abilitativo urbanistico e al termine delle opere dovrà essere allegata alla richiesta di agibilità o comunque depositata in Comune, con:

a) una relazione, redatta da professionista abilitato, con il calcolo di verifica della resistenza degli elementi strutturali della copertura alle sollecitazioni trasmesse dagli ancoraggi ed il calcolo di verifica del sistema di fissaggio;

b) certificazione, anche in copia, del produttore dei dispositivi e linee di ancoraggio o dei ganci di sicurezza da tetto installati, secondo quanto previsto dall’allegato A del Regolamento;

c) dichiarazione di conformità, del professionista abilitato o dell’installatore, riguardante la corretta installazione di eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio o ganci di sicurezza da tetto in osservanza delle norme di buona tecnica, delle indicazioni del produttore e di quanto indicato al riguardo in progetto;

d) progetto della cartellonistica identificativa, posta presso l’accesso alla copertura, da cui risulti l’obbligo all’uso dei sistemi, dispositivi e degli apprestamenti collocati per prevenire le cadute dall’alto;

e) il manuale delle misure di sicurezza per prevenire le cadute dall’alto che illustrerà graficamente (anche con supporto di documentazione fotografica) le modalità per: accesso alla copertura, uso apprestamenti fissi installati, il programma manutentivo indicato dal fabbricante, cartellonistica installata.

Copia del manuale di cui sopra dovrà essere detenuta dal Proprietario o conduttore dell’immobile e messo a disposizione dei soggetti che interverranno o comunque dovranno accedere in copertura; in caso di compravendita il documento dovrà essere consegnato al nuovo acquirente; nel caso di nuovo intervento in copertura tutta la documentazione dovrà essere aggiornata.

Il Regolamento DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 25 febbraio 2008, n. 7- 114/Leg dettaglia anche le caratteristiche tecniche e i requisiti minimi da rispettare in ambito progettuale, a partire dai percorsi che possono essere interni o esterni al fabbricato e di natura permanente o non permanente.

Nel percorso orizzontale interno di larghezza minima mt. 0,60, illuminato con almeno 20 lux, ogni ostacolo fisso non rimuovibile deve essere segnalato/protetto e ogni lato prospiciente il vuoto deve essere protetto contro la caduta. Per i percorsi verticali saranno garantiti tramite l’uso di scale fisse a gradini e ove non esistenti o impossibili da progettare per vincoli costruttivi, può essere concesso l’uso di scale fisse-retrattili-portatili.

Per i percorsi non permanenti del tipo: scale vincolate alla zona di sbarco, apparecchi di sollevamento certificati per il trasferimento di lavoratori in quota, apprestamenti, devono essere individuati spazi in grado di ospitare tali soluzioni.

Gli accessi alla copertura sono di tipo interno o esterno. Gli accessi interni si diversificano in base alla realizzazione di nuove edificazioni o ad interventi su patrimonio edilizio esistente.

Nel primo caso dovranno essere rispettati i limiti dimensionali di 0,70*1,20h per aperture verticali e se di un lato minimo pari a mt. 0,70 e superficie minima di 0,50 mq. nel caso di accessi interni orizzontali. Nel caso di accessi da progettare su patrimonio edilizio esistente, ove non sia possibile per vincoli costruttivi il rispetto del dimensionamento minimo di cui sopra, potranno essere prese in considerazione dimensioni diverse che garantiscano comunque il passaggio in sicurezza.

Nella zona di accesso deve essere apposta segnaletica identificativa con obbligo di utilizzo del sistema anticaduta, l’identificazione e la posizione dei dispositivi e le modalità di ancoraggio.

La progettazione del transito e stazionamento deve garantire dall’accesso al passaggio fino alla sosta, la presenza di:

a) linee di ancoraggio;

b) dispositivi di ancoraggio;

c) ganci di sicurezza da tetto;

d) parapetti;

e) passarelle e andatoie per il transito di persone e materiali;

f) reti di sicurezza;

g) impalcati.

L’impiego di dispositivi di ancoraggio puntuali o di ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o qualora le linee di ancoraggio non risultino installabili per le motivazioni relative a vincoli costruttivi imprescindibili. Nell'area download è scarcabile il Testo in vigore per la Legge Provinciale e il Regolamento richiamato. Nel download è possibile scaricare il testo vigente delle Normative richiamate.

F.to Redazione Tecnica

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