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Il DdL (datore di lavoro) deve sempre predisporre obbligatoriamente misure di protezione collettiva, ai sensi dell’art. 148 c. 1 D.Lgs. 81/2008 e smi, ovvero ha la facoltà di valutare caso per caso quali misure di protezione (collettiva o individuale) adottare?. Questo è il quesito oggetto di interpello 06/2019, presentato dalla Federazione Sindacale Italiana dei Tecnici e Coordinatori della Sicurezza.

Quest’ultima, sostiene come tale “obbligo risulta in contrasto con quanto indicato nell’art. 111 c. 1 let. a) del D.Lgs. 81/2008 smi per il quale il datore di lavoro, in caso di lavori in quota, deve dare priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale ma non l’obbligo di predisporle sempre“.

La Commissione ricorda in primis la serie di articoli del D.Lgs. 81/2008 interessati dal tema oggetto di interpello:

articolo 15 D.Lgs. 81/2008

La priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale.

articolo 75 D.Lgs. 81/2008

I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

articolo 111 D.Lgs. 81/2008

 al comma 1, lettera a), statuisce la “priorità” delle “ misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale” ed al comma 6, prevede che “Il datore di lavoro nel caso in cui l’esecuzione di un lavoro di natura particolare richiede l’eliminazione temporanea di un dispositivo di protezione collettiva contro le cadute, adotta misure di sicurezza equivalenti ed efficaci […]. Una volta terminato definitivamente o temporaneamente detto lavoro di natura particolare, i dispositivi di protezione collettiva contro le cadute devono essere ripristinati

articolo 148 D.Lgs. 81/2008

 al comma 1, stabilisce che “Prima di procedere alla esecuzione di lavori su lucernari, tetti, coperture e simili, fermo restando l’obbligo di predisporre misure di protezione collettiva, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego” ed al comma 2 prevede che: “Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire la incolumità delle persone addette, disponendo, a seconda dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso di idonei dispositivi di protezione individuale anticaduta

Da un’analisi puntuale la Commissione interpelli ritiene che non sussista nessun contrasto tra il richiamato art. 111 e l’art. 148; la norma di cui all’art. 148 si può intendere come una disposizione speciale,  mentre quanto indicato all’art. 111 del D.Lgs. 81/2008 si inquadra come norma prevalente rispetto a quest’ultima. 

Il citato art. 148 dD.Lgs. 81/2008, rubricato lavori speciali, nel caso di lavori in quota su coperture, lucernari, ecc, stabilisce l’obbligo da parte del DdL di predisporre DPC (dispositivi di protezione collettiva) nel caso in cui le superfici non siano in grado di garantire a livello di tenuta statica la sicurezza degli operatori, il tutto originato da una puntuale valutazione del rischio.

Il testo dell’interpello è disponibile nell’area download dell’articolo.

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