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Gli interventi all’interno degli edifici storici hanno una notevole complessità derivante dai fattori ambientali diretti ed indiretti che devono essere correttamente analizzati in via preliminare ed a seguito di esperienze negative del passato più o meno recente.

Abbiamo già parlato in precedenza de “Il rischio incendio nei cantieri di restauro” e dei precedenti incidenti occorsi negli ultimi 25 anni; l’incendio ai Teatri Petruzzelli e La Fenice rispettivamente dell’anno 1991 e 1996, al molino Stucky del 2003, al Castello di Moncalieri nel 2008, ci ricordano quanto sia difficile operare in un contesto edilizio come quello italiano.

La sensibilità su questo punto è notevolmente aumentata nel corso dell’ultimo decennio, così come la capacità di poter attuare una progettualità maggiormente condivisa al fine di non tralasciare anche il minimo aspetto di analisi onde evitare che lo stesso possa comportare poi un disagio/pericolo/danno che possa aumentare esponenzialmente proprio per la criticità dei luoghi.

A tale riguardo sintetizziamo l’intervento del R.U.P. per il cantiere di allestimento della SS Sindone Enrico Bertoletti, durante il Forum Sicurezza 2015 in Torino, che ha analizzato le maggiori problematiche e soluzioni apportate durante la fase progettuale ed esecutiva del cantiere di cui sopra.

L’Ostensione della SS Sindone è tutt’ora in corso presso il Duomo della città di Torino fino al giorno 24 giugno 2015 ed a fronte di 67 giorni di durata dell’evento la progettazione dell’allestimento ha riguardato ben nove mesi di lavoro ininterrotto. Oltre al valore religioso del sacro lenzuolo, è doveroso ricordare l’incendio che nell’aprile del 1997 si sviluppò all’interno della Cappella posta tra la Cattedrale e il Palazzo Reale, che non riguardò direttamente la Sindone (provvisoriamente trasferita all’interno del Duomo, che comunque per motivi di sicurezza dovuti alla stabilità delle strutture fu trasferita dai Vigili del Fuoco.

Le caratteristiche generali dell’Evento parlano di 2.500 visitatori/ora per un numero totale stimato di 4.000.000 di visitatori totali, tali valutazioni hanno inciso fortemente sulla parte progettuale del cantiere che è stato programmato in un unico Lotto suddiviso in cinque “sotto lotti”:

-GIARDINI REALI E PREFETTURA;

-SALITA/DISCESA DUOMO;

-PADIGLIONE ACCOGLIENZA;

-INTERNO DUOMO;

-PENITENZIERIA.

Il Coordinamento è stato affidato ad un unico soggetto e sono state affrontate numerose interferenze dirette ed indirette che hanno comportato notevoli difficoltà nell’analisi globale dello stato dei luoghi, delle necessità prima e dopo l’allestimento.

Le interferenze maggiori possono essere così sintetizzate:

– presenza durante i lavori di altro cantiere della Regione Piemonte all’interno dei Giardini Reali;

– attraversamento su spazi attivi esterni costantemente aperti al Pubblico;

– attraversamento della Galleria Sabauda;

– presenza soggetti terzi (es. RAI, Politecnico Torino per illuminazione Sindone).

Questo ha comportato una vera e propria fusione progettuale tra la sicurezza da garantire durante il cantiere di allestimento e la sicurezza vera e propria dell’intero evento.

Oltre a problematiche legate alle interferenze, sono state valutate preventivamente tutte le operatività che avrebbero potuto generare delle problematiche sul patrimonio monumentale esistente.

Per quanto concerne il palco interno alla Cattedrale per il passaggio dei pellegrini, la cui struttura portante  era da sempre stata realizzata con una struttura temporanea in muratura, al fine di ridurre il disagio ed il rischio per l’accesso dei materiali all’interno del Duomo, tale progettualità è stata modificata con l’allestimento di una struttura metallica che ha reso più difficoltoso l’ingresso dei materiali all’interno ma che potrà evitare ogni forma di polvere dovuta alla demolizione in modo da evitare che la stessa stazioni all’interno della Cattedrale trasformandosi in un pericolo sia per i visitatori che per le opere d’arte.

Come si evince da quest’ultimo esempio riportato dal R.U.P. Enrico Bertoletti, per la quasi totalità dei cantieri che si sviluppano su edifici storici siano essi di restauro o di allestimento eventi, l’analisi dei fattori interni/esterni e delle interferenze risulta basilare al fine di poter trovare il giusto equilibrio tra la riduzione del rischio diretto/indiretto ed il mantenimento dei requisiti essenziali per la buona conservazione dei luoghi e delle opere d’arte presenti.

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(foto copertina cantierepro.it)

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