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Autocostruzione e recupero dei beni comuni sono sicuramente due degli aspetti nel settore edile che potrebbero svilupparsi maggiormente nei prossimi due anni. Molti sono gli Enti Locali che negli ultimi venti anni hanno cercato una quadra tramite leggi o normative specifiche; non ultima la Regione Toscana che ha prodotto le “Linee di indirizzo per la sicurezza nei cantieri di autocostruzione e di autorecupero” nell'anno 2015..

Vengono definiti autocostruzione e autorecupero “particolari metodologie edificative di abitazioni nelle quali i protagonisti del processo produttivo sono gli stessi committenti, cittadini italiani e stranieri.”

I soggetti attuatori sono quindi singoli o nuclei familiari costituiti in Imprese anche in forma di Cooperativa (con esclusione delle Associazioni di Volontariato) e come associazioni di promozione sociale “nei settori ambientale-turistico, culturale-educativo e di ricerca etica e spirituale, sociale, socio-sanitario, sanitario, sportivo-ricreativo, della tutela dei diritti”.

La Legge Regionale 42/2002 disciplina le condizioni di iscrizione in una sezione dell’apposito Registro Regionale.

Ma arriviamo al nocciolo della Delibera che è più di interesse per il lettore che si sarà già posto il primo problema inerente il l’inquadramento di tali “soggetti” in base al D.Lgs. 81/2008.

La Regione definisce gli “autocostruttori” come Committenti dell’Opera ed altresì Impresa Esecutrice della stessa mentre alle associazioni di promozione sociale si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3 comma 12 bis del d.lgs. 81/08  “Nei confronti dei volontari di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, dei volontari che effettuano servizio civile, dei soggetti che prestano la propria attività, spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese, in favore delle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni sportive dilettantistiche di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, e all’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, nonché nei confronti di tutti i soggetti di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 21 del presente decreto. Con accordi tra i soggetti e le associazioni o gli enti di servizio civile possono essere individuate le modalità di attuazione della tutela di cui al primo periodo. Ove uno dei soggetti di cui al primo periodo svolga la sua prestazione nell’ambito di un’organizzazione di un datore di lavoro, questi è tenuto a fornire al soggetto dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti nei quali è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla sua attività. Egli è altresì tenuto ad adottare le misure utili a eliminare o, ove ciò non sia possibile, a ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del soggetto e altre attività che si svolgano nell’ambito della medesima organizzazione”, come modificato dalla legge 98/2013.

Nel caso in cui oltre al soggetto “autocostruttore”, vadano ad operare in cantiere anche altre Imprese esecutrici, quest’ultimo dovrà attivarsi al fine di nominare il Coordinatore per la Sicurezza e relative ottemperanze.

Le linee guida indicano anche i limiti operativi degli “autocostruttori” che devono in via preliminare produrre il Progetto di autocostruzione/autorecupero a firma di Professionista abilitato e in fase operativa non possono, salvo ottenimento preliminare della formazione obbligatoria prevista dal D.lgs. 81/08 e dagli specifici Accordi Stato-Regioni:

“1. installare/utilizzare attrezzature complesse per le quali abbiano effettuato una specifica abilitazione (piattaforme elevabili, gru a torre, macchina movimento terra, pompe per il calcestruzzo ecc.) di cui all'Accordo Stato-Regioni sulla formazione, siglato il 22 febbraio 2012 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 marzo 2012 n. 60.

2.montare/smontare ponteggi.”

3. .. installare e certificare impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, gli impianti di protezione antincendio ed elettronici in generale ai sensi del D.M. 37/2008”.

Da una prima analisi il testo, che per certi aspetti può essere considerato innovativo e meritorio di futuri sviluppi, lo stesso appare debole da un punto di vista di “warning” lanciato ai cittadini che si potrebbero costituire in tale tipologia di organizzazione o associazione.

I pareri sono stati infatti entusiastici per molti punti di vista da Associazioni locali che hanno evidenziato l’innovatività del principio per cui le “opere in economia” possono essere applicate anche per realizzazioni più importanti rispetto alla limitata manutenzione ordinaria; è palese che per lo stesso testo, la lettura di un soggetto non totalmente consapevole di termini, definizioni e obblighi, possa indurre a pensare ad una “libertà operativa” non esistente prima.

Rimane però il giusto inquadramento che la Regione stessa dà a tale tipo di “soggetto” definendolo come Committente e come Impresa Esecutrice, obbligando quindi al rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla normativa di riferimento e limitandone l’operatività, salvo specifica formazione.

La lettura delle Linee Guida è ovviamente ben diversa se effettuata da un addetto ai lavori che, ben consapevole del rispetto degli obblighi nella definizione di “Impresa Esecutrice” può ritenere il testo non così innovativo ed anzi involutivo rispetto informazione  sugli adempimenti che realmente sono dietro a quel tipo di definizione rivolta proprio al cittadino.

E’ la Regione stessa infatti che andrà a costituire un nucleo tecnico di valutazione a monitoraggio e verifica dell’efficacia di tale linea ai fini di un futuro perfezionamento.

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