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La reazione a una situazione di emergenza che si sviluppa a seguito di un infortunio, risente per ovvi motivi di molti fattori a partire dal carattere della persona chiamata ad “assistere” l’infortunato. Le procedure che ogni azienda stabilisce in base a vari criteri e fattori si tramutano in percorsi che hanno come fine ultimo quello di informare e formare correttamente i lavoratori affinchè gli stessi in una situazione si stress possano procedere con il giusto livello di consapevolezza, senza farsi prendere la mano da azioni che potrebbero rivelarsi fatali in primis per l’infortunato.

Sapere dunque cosa fare ma soprattutto cosa non farerende il soccorritore consapevole dei limiti entro cui il suo intervento deve permanere, onde evitare conseguenze anche per se stesso, originate da  manovre o iniziative sbagliate o una prudenziale inattività limitandosi alla semplice chiamata dei soccorsi.

Come pone in evidenza la pubblicazione INAIL dedicata ai lavoratori Il primo soccorso – Schede di comportamentoil collega soccorritore può, anzi deve, agire nei casi in cui si renda necessaria la prima messa in sicurezza del lavoratore infortunato. La pubblicazione tratta traumi e infortuni tra i più comuni nei luoghi di lavoro:

  • mancanza di respiro e di attività cardiaca;
  • trauma cranico e lesioni alla colonna vertebrale;
  • infarto cardiaco;
  • ferite ed emorragie;
  • amputazioni;
  • fratture;
  • lussazioni;
  • ustioni;
  • colpo di calore e colpo di sole;
  • folgorazione/elettrocuzione;
  • crisi epilettica;
  • inalazione/ingestione di sostanze tossiche;
  • danni agli occhi.

Il documento richiama anche il contenuto della cassetta di primo soccorso, tema ampiamente trattato nell’approfondimento sottostante:

 

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