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La realizzazione di strutture in c.a. si compone di tre figure operative impiegate nell’intera filiera che, per ovvie ragioni, sono i soggetti più esposti a rischi non di poco conto derivanti dall’esecuzione di queste tipologie di lavori.

POMPISTA 

Figura solitamente basilare per le fasi di getto, c’è da sottolineare come funga da spartiacque nella delimitazione tra la mera fornitura di materiale in cantiere e la sua movimentazione. In questa ipotesi, se il pompista è interno alla filiera produttiva del cantiere e va ad utilizzare pompe in dotazione alle Ditte inserite all’interno dei lavori, il trasporto e lo scarico del cls. sarà da ricondursi alla mera fornitura (evitando l’onere della redazione del POS e valutazione idoneità tecnico professionale della Ditta fornitrice).

Se invece il pompista è l’autotrasportatore addetto al trasporto e fornitura in loco del materiale, la Ditta fornitrice rientrerà negli obblighi previsti dal Titolo IV del D.Lgs. 81/2008.

CARPENTIERE E FERRAIOLO

Sono le figure addette alla realizzazione delle lavorazioni propedeutiche ad opere strutturali in c.a. La differenza nei ruoli è legata alle specifiche operatività dove il ferraiolo ha il compito di aiutare il carpentiere lavorando ed assemblando le armature per quanto concerne la posa del ferro. Altre lavorazioni in cui il carpentiere ha un ruolo predominante sono la realizzazione di casserature (con successiva rimozione) ed il getto o vibrazione del cls.

Vista la particolarità delle opere sono numerosi i rischi a cui sono sottoposte le figure richiamate a partire da:

  •  rischio chimico considerata la particolare natura del materiale lavorato;
  • rischio d’esposizione al rumore, soprattutto nelle fasi di lavorazione delle armature metalliche e la possibilità di tagli e abrasioni anche nella fase di posizionamento.

Spesso inoltre le opere di allestimento vengono sviluppate in altezza, generando il rischio di caduta dall’alto dei lavoratori; in ultimo il rischio elettrico, che può materializzarsi per numerosi motivi (es. macchine non idonee alla protezione, taglio di cavi di alimentazione area cantiere, ecc.).

Questo insieme di pericoli deve essere processato al fine di ridurre il rischio a cui carpentiere, ferraiolo e pompista sono sottoposti; come per altre tipologie di lavorazioni, il Datore di Lavoro deve garantire l’obbligatoria formazione ed informazione ai lavoratori, idoneità delle attrezzature utilizzate, la predisposizione di opere provvisionali, laa consegna di specifici DPI e la verifica dell’attuazione delle procedure da parte dei suoi operatori.

Valutazioni simili anche per il coordinatore sicurezza (ove nominato) che deve valutare le interferenze all’interno di queste lavorazioni. Procedure che saranno dunque racchiuse all’interno dei DVR aziendale, degli eventuali DUVRI o POS inerente a PSC.

In ultimo è disponibile nell’area download dell’articolo uno schema redatto dalla Regione Piemonte su buone pratiche operative per carpentiere, ferraiolo e pompista.

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F.to Redazione Tecnica