vajont
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Vajont in dialetto ertano significa “va giù”, l’etimologia di un nome che ha segnato il destino di migliaia di persone prima, durante e dopo il Disastro. Il 09 ottobre ricorre l’anniversario di una delle più grandi sciagure che abbiano colpito l’Italia nel primo dopo guerra, un disastro tanto grande quanto doveva essere la magnificenza di un progetto, un cantiere ed una diga che per l’epoca e per tipologia sarebbe diventata (per l'epoca) una tra le più alte del mondo.

IL GRANDE VAJONT

Nell’Italia post bellica c’era necessità di risorse energetiche ed iniziò una corsa sfrenata delle Società Elettriche (all’epoca private) nell’individuare luoghi dove poter “reperire” energia. Nella realtà dei fatti la ricerca in molti casi e sempre per il medesimo motivo, era già iniziata negli anni trenta, ed è proprio in quel periodo che iniziano i primi studi di fattibilità da parte dell’Ing. Carlo Semenza e del Geologo Carlo Dal Piaz per il progetto “Grande Vajont”.

 

Gli studi portarono ad un lungo percorso progettuale commissionato dalla SADE (Società Adriatica di Elettricità) che subisce un arresto negli anni della Guerra, per poi procedere nuovamente spedito negli anni cinquanta portando alla realizzazione di una diga che andava a sfiorare i 270 metri di altezza.

LA DIGA

La diga non ha ceduto, contrariamente al credo popolare di un ricordo ormai offuscato dal tempo; la diga ha resistito

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