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La motosega a catena portatile è una macchina, azionata da un motore a combustione interna o da un motore elettrico, sostenuta manualmente dall’operatore e utilizzata per effettuare il taglio del legno nelle operazioni di abbattimento alberi, taglio di rami e di legna da ardere.

La macchina è sostenuta dall’operatore con entrambe le mani sulle apposite impugnature. Il campo di applicazione principale è quello della manutenzione forestale ma è anche usata nei cantieri stradali per la manutenzione del verde, per il taglio di elementi lignei di medie o grandi dimensioni nelle lavorazioni in cantiere, relativa ad esempio alla costruzione di tetti in legno.

Questo approfondimento riguarda le motoseghe a catena portatili con motore a combustione interna, in genere, a due tempi alimentato con una miscela di benzina ed olio aventi cilindrate comprese tra 30 e 120 cm3.

La norma tecnica UNI EN ISO 11681-1 “Macchine forestali – Requisiti di sicurezza e prove per motoseghe a catena portatili – Parte 1: Motoseghe a catena per lavori forestali”, individua i requisiti di sicurezza di queste macchine.

ELEMENTI COSTITUENTI

La motosega è costituita fondamentalmente da un gruppo motore, un organo di taglio ed un sistema di impugnatura. Il moto è trasmesso mediante un pignone ad una catena tagliente che
scorre su una barra di guida scanalata. Sono di seguito descritti i componenti della motosega.

IMPUGNATURE

L’operatore manovra la macchina tramite le due apposite impugnature, in grado di permettere una presa sicura; le impugnature sono connesse al corpo della macchina tramite supporti antivibranti. Dall’impugnatura anteriore è possibile azionare il freno della catena mentre sull’impugnatura posteriore è presente il comando dell’acceleratore.

MOTORE

Il motore a combustione interna, genera il moto per la rotazione della catena tagliente ed è interamente protetto da ripari fissi contro il pericolo di contatto con le parti in movimento, idonei anche a impedire il surriscaldamento del vano motore, unitamente al sistema di raffreddamento ad aria con il relativo filtro. In genere, il motore si avvia “a strappo”, tirando una fune dotata di impugnatura.

Il moto è trasmesso dal motore alla catena attraverso l’albero motore; tra il pignone su cui gira la catena e l’albero motore è interposta una frizione centrifuga che si innesta automaticamente quando il motore viene accelerato. Con il motore a regime minimo, quindi con il comando dell’acceleratore rilasciato, la catena resta ferma.

Serbatoi

La motosega è munita di:

  • un serbatoio del carburante, dotato di un tappo che impedisce la fuoriuscita del carburante in qualsiasi posizione di lavoro e durante il trasporto; il tappo è dotato di un dispositivo di trattenuta (ad esempio una catenella o una piccola corda) per evitarne lo smarrimento;
  • un serbatoio dell’olio, che alimenta il sistema di lubrificazione automatico della catena; il sistema di lubrificazione permette di erogare la giusta quantità di olio proporzionalmente alla
    velocità di scorrimento della catena.

È possibile che la motosega sia dotata di un sistema aggiuntivo di lubrificazione manuale, azionabile tenendo la motosega nella normale posizione di lavoro.

DISPOSITIVO DI TAGLIO

Il dispositivo di taglio è costituito dalla catena e dalla sua barra di guida, chiamata anche pala o spranga. Per limitare l’attrito tra la catena tagliente e la barra di guida e per facilitare il taglio è presente il sistema di lubrificazione automatico della catena.

L’organo di taglio vero e proprio è costituito dalla catena tagliente, formata da maglie di guida, maglie di collegamento e maglie di taglio in successione. La catena può avere maglie di taglio differenti in base al tipo di taglio che deve essere effettuato; essa è scoperta oltre il carter di protezione del pignone motore e gira in senso orario (in uscita dalla parte superiore della pala).

Alla base della barra è montato uno sperone (chiamato anche artiglio, arpione o rocchetto dentato) che deve essere protetto contro il contatto accidentale, al fine di impedire il superamento
della massima profondità di taglio e di minimizzare la possibilità che la motosega strattoni l’operatore in avanti. La motosega deve essere dotata di mezzi di regolazione della tensione della catena (tendicatena), che per l’usura e per il surriscaldamento può allentarsi.

Bibliografia: scheda 20 CPT Torino

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