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Le tecniche ed i materiali per ancoraggi hanno subito nel corso degli anni modifiche e cambiamenti legati all’evoluzione tecnologica. Nelle strutture in legno sono stati utilizzati chiodi, viti, incassi, collanti, nelle murature perni, chiodi, zanche metalliche di varia conformazione; nell’acciaio le unioni fisse sono state realizzate con chiodi o saldature mentre quelle rimovibili con bulloni; nel calcestruzzo vengono utilizzati elementi meccanici o chimici, inseriti in fori praticati con utensili a rotazione o a percussione. Nel caso delle costruzioni composte acciaio-calcestruzzo è frequente l’impiego di connettori pre-installati, saldati all’estradosso delle travi di acciaio, che restano inclusi nel successivo getto della soletta di calcestruzzo.

La direttiva 89/106/CEE ha permesso di compiere un primo passo in avanti nel senso che ha reso di fatto obbligatoria la marcatura CE per tutti i prodotti ad uso strutturale. Essi infatti sono elementi critici in quanto la loro perdita di efficacia nelle applicazioni a cui sono destinati può provocare morte o lesioni gravi e di carattere permanente e devono (DM 14/1/2008 “Norme tecniche per le costruzioni”) essere:

• identificati univocamente a cura del produttore, secondo le procedure applicabili;

• qualificati sotto la responsabilità del produttore, secondo le procedure applicabili;

• accettati dal Direttore dei lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di qualificazione, nonché mediante eventuali prove sperimentali di accettazione.

La direttiva 89/686/CEE ha un approccio differente in quanto prende in considerazione l’elemento da fissare, che per essere considerato DPI deve essere rimovibile, e non la struttura, esclusa dal campo di applicazione.

Questi concetti sono chiaramente esplicitati nella UNI EN 795.

I prodotti costruiti secondo le norme UNI EN 516 e UNI EN 517 sono “ibridi”, nel senso che sono prodotti da costruzione a cui si applica la direttiva 89/106/CEE ma su di essi possono essere collegati i dispositivi di protezione individuale. In tal caso i suddetti prodotti dovranno soddisfare anche i requisiti specifici previsti nella direttiva 89/686/CEE.

I sistemi di ancoraggio costruiti secondo le circolari del Ministero del Lavoro 85/78, 44/90 e 132/91 riguardanti i ponteggi fissi sono consolidati, basta far riferimento alle indicazioni tecniche contenute all’interno delle stesse.

Ci sono, infine, una grande varietà di prodotti che non rientrano in nessuna delle categorie precedenti. A questi bisogna dedicare particolare attenzione.

Scopo della presente guida è quello di definire in maniera chiara e sufficientemente esaustiva il concetto di ancoraggio ovvero del termine più frequentemente utilizzato dagli operatori di settore tramite il quale si identifica il sistema con cui con l’elemento da fissare viene collegato, permanentemente o no, ad una struttura.

In questa guida l’ancoraggio è inteso come il sistema comprendente il materiale base, l’ancorante e l’elemento da fissare.

Ciò non significa che per altre attività i contenuti del presente documento non siano applicabili ma andranno valutati caso per caso sotto la responsabilità del datore di lavoro.

(fonte INAIL)

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