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L’installazione e operatività di gru all’interno del cantiere può essere fortemente influenzata dal vento; condizioni ambientali e orografiche unite in alcuni casi con il complesso sviluppo urbano, possono innescare fenomeni di natura temporanea particolarmente violenti.  La velocità di questo agente atmosferico è stata tradotta a livello tabellare da Francis Beaufort nel 1806 con una specifica Scala.

Scala di Beaufort

I valori che caratterizzano la Scala di Beaufort sono però relativi all’intensità del vento percepita ed ha un diretto rapporto con la velocità del vento rilevata. La velocità di una singola raffica di vento è il valore medio della velocità del vento, misurata in un intervallo di tempo di tre secondi – la velocità di una raffica di vento è superiore alla velocità media del vento (misurata in un intervallo di tempo di 10 minuti) così come definita dalla norma EN 13000.

Velocità del vento

La velocità del vento è fortemente influenzata dall’orografia terrestre e dalla rugosità del suolo; maggiore è il valore di quest’ultima e minore sarà l’intensità del vento e viene misurata in classi:

Attenzione però ad evitare di essere tratti in inganno dall’assenza o scarsa intensità del vento ove la classe di rugosità è più alta e quindi la velocità del vento ridotta; nel caso in cui si intervenga all’interno di città può generarsi il cosiddetto effetto ugello con il vento che acquista velocità transitando tra gli spazi liberi lasciati dagli edifici.

In questo frangente una valutazione della velocità a terra del vento scarsamente rilevante potrebbe non essere corrispondente per l’intera altezza in cui si va ad operare.

Valutazioni del Coordinatore

Fatta questa premessa sulle caratteristiche del vento vediamo come quest’ultimo sia un fattore da analizzare con la dovuta attenzione da parte del Coordinatore Sicurezza che deve porre attenzione in sede di progettazione verso questo aspetto ed i rischi che ne potrebbero conseguire per l’intera opera.

L’analisi delle caratteristiche ambientali dell’intera area circostante al futuro cantiere risulta basilare, proprio per gli specifici fattori indicati in premessa e l’intervento del vento potrebbe ridurre considerevolmente le distanze di sicurezza rispetto ad altre interferenze ambientali (es. reti elettriche aeree) e fisiche (edifici) sia nelle fasi di montaggio e smontaggio della gru, sia durante l’operatività della stessa.

Questo dovrà essere evidenziato all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento PSC e dovranno essere indicate tutte le procedure atte alla riduzione di questo rischio.

Non è compito del Coordinatore procedere ad un’analisi sulle procedure di dettaglio per la riduzione del rischio individuato ma è compito del Coordinatore verificare che in base alle indicazioni fornite nel PSC, le stesse siano state tradotte ed analizzate all’interno dei Piani Operativi di Sicurezza dei soggetti coinvolti e che li stessi utilizzino mezzi idonei alla vigente normativa.

Ad esempio per le gru a torre la norma prevede il posizionamento di un anemometro fisso che consente al sistema di operare fin quando non si superano i valori impostati da fabbricante, o comunque che segnali all’operatore il valore della velocità del vento in modo costante al fine di procedere all’interruzione delle movimentazioni nel momento in cui la velocità superi quella indicata nel libretto del fabbricante della gru.

La vigente normativa esula dall’installazione dell’anemometro le gru automontanti con un’altezza sotto gancio inferiore a 30 m misurata con jib orizzontale ma se il Coordinatore Sicurezza valuta che l’area di installazione e lavoro della gru automontante sia comunque oggetto delle variabilità indicate in premessa (es. effetto ugello) è necessario che indichi comunque (all’interno del PSC) l’installazione di un anemometro sulla gru, che consenta all’operatore di verificare le condizioni ambientali in atto.

Concludendo dunque il Coordinatore Sicurezza deve procedere a:

  • valutare lo stato dei luoghi in cui sarà allestita l’area di cantiere e ove lavoreranno i mezzi tra cui la gru;
  • analizzare l’incidenza del fattore vento rispetto allo stato dei luoghi riscontrato;
  • valutare l’incidenza del fattore vento rispetto ad altre interferenze ambientali (es. linee elettrche aeree – edifici);
  • evidenziare il rischio all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC);
  • evidenziare l’eventuale necessità di sistemi di rilevamento da posizionarsi sulla gru all’interno del  Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC);
  • dare ordine ai soggetti esecutori dell’installazione dell’anemometro nel momento in cui viene valutato un rischio ambientale aggiuntivo (es. effetto ugello) anche per quelle tipologie di gru che non sono assoggettate per normativa.

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