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Il Consiglio Nazionale Ingegneri con interpello (n. 01/2016) richiede alla Commissione Interpelli del Ministero del lavoro due quesiti relativi alla corretta interpretazione del D.Lgs. 81/2008 in merito all’articolo 90 “Obblighi del Committente o Responsabile dei Lavori” che ai commi 9 e 10 recita:

comma 9

“…Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o ad un lavoratore autonomo:

a) verifica l’idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalità di cui all’ALLEGATO XVII. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi del certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva82, corredato da autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall’ALLEGATO XVII;

b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’ALLEGATO XI, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese del documento unico di regolarità contributiva, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e dell’autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato;

c) trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all’articolo 99, il documento unico di regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante l’avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b).”

 comma 10

“ In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100 o del fascicolo di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti, oppure in assenza di notifica di cui all’articolo 99, quando prevista oppure in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese o dei lavoratori autonomi, è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo. L’organo di vigilanza comunica l’inadempienza all’amministrazione concedente.”

Nello specifico l’interpello è sviluppato in due specifici quesiti, il primo relativo alla corretta interpretazione della dicitura “in assenza di documento unico di regolarità contributiva” e se la presenza di un DURC irregolare equivalga ad assenza di DURC e quindi se le opere possono procedere senza che i competenti uffici comunali abbiano acquisito il DURC regolare di imprese e lavoratori autonomi.

A tale riguardo la Commissione evidenzia nella risposta all’interpello che come specificato nella recente normativa per il DURC on-line, “l’assenza di documento unico di regolarità contributiva” è da intendersi come mancato rilascio dello stesso.

Con tutta probabilità all’interno del quesito posto è stato utilizzato un termine fuorviante nel porre il primo quesito indicando il termine DURC “irregolare” che per ovvi motivi non può essere rilasciato e quindi presente/assente in cantiere, visto che l’emissione on-line da parte dei competenti Enti avviene solo all’avvenuta verifica della regolarità contributiva stessa. Probabilmente per DURC “irregolare” si voleva intendere un Documento che abbia perso la sua efficacia temporale.

L’acquisizione del DURC da parte del Committente o del Responsabile dei Lavori è una delle condizioni obbligatorie ai fini della verifica dell’idoneità tecnico professionale ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 81/2008 richiamato sopra e la procedura si distingue tra intervento Privato o intervento Pubblico.

Nel primo caso il Committente o del Responsabile dei Lavori richiede direttamente il DURC all’Impresa, mentre nel secondo caso viene acquisito “d’ufficio” direttamente dalla Stazione Appaltante; per opere private la Commissione del Ministero del Lavoro sottolinea come sia decaduto l’onere di trasmissione del DURC all’amministrazione concedente da parte del Committente o del Responsabile dei Lavori.

Per il secondo quesito posto dal Consiglio Nazionale Ingegneri in merito al periodo “l’organo di vigilanza comunica l’inadempienza all’amministrazione concedente” chiarendo come l’amministrazione concedente ha il dovere per sospendere l’efficacia del titolo abilitativo sia in caso di inadempienze accertate direttamente, sia segnalate dall’organo di vigilanza.

Il testo integrale dell’Interpello è disponibile nell’area download dell’articolo.

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