distacco del personale
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Sul tema del distacco del personale proponiamo la risposta al quesito pervenuto alla nostra Redazione:

QUESITO

Un fornitore XXXX controllato al 100% dalla ditta WWW, in base ad una scrittura privata tra di loro sottoscritta facendo riferimento al seguente capoverso che riporto:

in base al d.lgs 56/2017 non si configurano come attività affidate in subappalto le prestazioni rese in favore di soggetti affidatari in forza di contratto continuativi di cooperazione servizio sottoscritti in data anteriore alla indizione della procedura di gara

sostiene che non occorre fare il distacco del personale se impiega personale della controllante.

RISPOSTA

Per poter dare riscontro al quesito proposto, occorre fare qualche indispensabile premessa: la prima è che la risposta finale verterà esclusivamente sul “lato tecnico” della domanda in quanto, sotto il profilo giuslavoristico, così come è stata sinteticamente prospettata la situazione, potrebbero emergere altri profili di riflessione sui quali occorre probabilmente ragionare a parte; la seconda premessa afferisce alla carenza di elementi sulla tipologia dell’appalto e sui singoli profili professionali dei lavoratori oggetto di quello che, dal quesito, pare essere un “prestito” di lavoratori da una società ad un’altra.

Nel quesito si è voluto porre l’accento sostanzialmente sul nuovo Codice dei Contratti Pubblici, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, puntando l’attenzione sull’art. 150, c.3, lett. c-bis) che brevemente si riepiloga:

(..)

  1. Le seguenti categorie di forniture o servizi, per le loro specificità, non si configurano come attività affidate in subappalto:

(..)

c-bis) le prestazioni rese in favore dei soggetti affidatari in forza di contratti continuativi di cooperazione, servizio e/o fornitura sottoscritti in epoca anteriore alla indizione della procedura finalizzata alla aggiudicazione dell’appalto. I relativi contratti sono depositati alla stazione appaltante prima o contestualmente alla sottoscrizione del contratto di appalto.

A chi risponde, pare che si sia erroneamente inquadrato il problema.

Ragionando per piccoli passi: ammettiamo (con qualche dubbio) che, nel rispetto delle previsioni normative del Codice dei Contratti Pubblici, non ci troviamo davanti ad un subappalto ma ad uno “spostamento” di lavoratori (definiamolo così). Orbene, se per il Codice non emergono problematiche, occorre comunque riferirsi all’art. 30, d.lgs. n. 276/2003 in cui viene specificato chiaramente (e finalmente) che l’istituto del “distacco” costituisce quella fattispecie in cui “un datore di lavoro per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di un altro soggetto per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa”.

Manifestandosi questa fattispecie, occorre evidentemente dare luogo a tutti gli adempimenti previsti per l’istituto giuridico citato, inclusa, ad esempio, la specifica comunicazione al centro per l’impiego.

Risposta al quesito sul distacco del personale: si, la fattispecie citata è da considerarsi un distacco.

Sul punto occorre approfondire alcune nozioni. Il distacco di lavoratori in edilizia è regolamentato da norme piuttosto rigide che, però, “allargano” un po’ “le maglie” nel caso ci si trovi davanti alla c.d. Rete di Imprese che consente la “circolazione” di lavoratori da un’impresa all’altra; tuttavia, tale “libertà” è invece sottoposta a specifiche norme, in primis la costituzione, a tutti gli effetti di legge, di un soggetto giuridico nuovo (una sorta di incubatore di società), con tanto di iscrizione alla CCIIA.

Non si ritiene che la semplice “scrittura privata” sia sufficiente né contemplata dalle norme attualmente cogenti.

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