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La responsabilità come Datore di Lavoro di fatto è al centro della sentenza n. 8859/2020 della Cassazione (Sez. 4) sul tema del lavoro nero in cantiere, in cui si affrontano le posizioni dei due datori di lavoro interessati da questa assurda vicenda. 

 IL FATTO 

Dal Tribunale di Asti venivano condannati per omicidio colposo del lavoratore in nero X, con violazione della disciplina antinfortunistica e distruzione/soppressione parziale di cadavere, gli imputati A e B nelle loro qualità di datori di lavoro di fatto delle rispettive imprese operanti all'interno di un cantiere in Venaria Reale (TO). 

La Corte d'Appello riformava parzialmente la sentenza dichiarando di non doversi procedere nei confronti del Datore di Lavoro di fatto B, per la condanna relativa alla sottrazione e distruzione/soppressione parziale di cadavere. 

A seguito del rinvenimento casuale, da parte di due cacciatori, di un cadavere con il volto schiacciato da un divano, e successive indagini si sono potuti ricostruire i fatti così come segue; il lavoratore in nero X era stato ingaggiato da altro operaio abusivo operante all'interno del richiamato cantiere presso Venaria Reale, in cui operavano le imprese di cui al Datore di Lavoro di fatto A e B. 

 

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