b7814fdc0c8bdf14b7a3d004c2a3ce14

Il susseguirsi delle ultime Sentenze e chiarimenti in merito alla competenza di Tecnici diplomati non ha intaccato il settore della sicurezza nei cantieri ma appare chiaro che “per osmosi” il problema potrebbe traslarsi anche al mondo dei Coordinatori che per esigenze di mercato e profonda crisi di settore ha visto affacciarsi numerosi professionisti che in precedenza preferivano demandare tale aspetto a colleghi che si occupavano della materia da maggior tempo. Questo unito alla necessità di porre chiarezza in merito a titoli di studio non riscontrabili in ambito UE sta implementando una “polveriera” già purtroppo ben alimentata dalla crisi generale. Riceviamo a riguardo e pubblichiamo una nota firmata pervenuta alla redazione i cui contenuti sono meritevoli di riflessione vista l’oggettività e pacatezza con cui viene analizzato il problema:

“Gentile redazione, chi scrive è un Geometra Libero Professionista che ormai ha alle spalle diversi anni di professione in cui ha potuto vedere quelle che sono state le trasformazioni e le problematiche che il settore dell’edilizia ha affrontato, soprattutto nell’ultimo decennio.

Mi occupo prevalentemente di sicurezza nei cantieri, linea di lavoro che ho scelto in un momento dove era possibile “scegliere” la/le tematica/che da poter sviluppare a livello lavorativo. Sono quindi parzialmente toccato da quella che è oramai una guerra di competenze che si sta accentrando sulla progettazione e Direzione Lavori delle strutture ma sono altresì convinto che l’effetto domino non si fermerà solo a questo aspetto. Ritengo da Professionista che più di ogni altra Legge o Sentenza su competenze, dovrebbe essere utilizzato il pragmatismo e la deontologia professionale che a mio modesto parere appare sempre più in via di estinzione, oltre al buonsenso che non guasterebbe mai.

E’ chiaro che bisogna avere il coraggio di affrontare il problema ma siamo sicuri che le competenze siano veramente (in questo momento) IL PROBLEMA??. In una situazione generale dove si parla solo di aziende e dipendenti, è evidente come i liberi professionisti vengono inseriti all’interno di un sandwich pericoloso, dove l’unico modo per uscirne dovrebbe essere quello di combattere “insieme” evidenziando le problematiche di una categoria, invece di “perdere tempo” in questa guerra tra poveri o tra cani e gatti (sic!) che sembra in questo momento poco fine a se stessa. E’ evidente come sia necessario un chiarimento, Geometri, Super Geometri, diplomati tecnici che la UE non riconosce, sono il frutto probabilmente di un lassismo che per troppo tempo ha caratterizzato il sistema associazionistico e politico che doveva risolvere per tempo il problema, forse sottovalutato dal fatto che in “tempo di pace” e con risorse che apparivano inesauribili, c’era lavoro per tutti a prescindere dalla natura della prestazione stessa.

Al tempo stesso ci sono “competenze” non scritte che derivano dall’esperienza nel singolo settore di lavoro (vedi la sicurezza) che spesso vengono ignorate/sottovalutate dal laureato che si ritiene maggiormente tutelato vista la sua formazione, mentre sono ben presenti nella mente di Diplomati Tecnici forse proprio perché sono consapevoli di possedere una diversa formazione scolastica (è chiaro che può accadere anche il contrario).

Potrei chiedere quindi se è nato prima l’uovo o la gallina, assimilando il primo agli aspetti delle competenze /titoli di studio ed il secondo alla necessità di chiarirle ora e con questa urgenza, solo per “effettiva carenza di lavoro”.

Scrivo alla vostra redazione che si occupa di sicurezza nei cantieri, proprio perché anche se le competenze in questo campo sono chiare (almeno ad oggi) è facile presupporre che a breve i “litigi” inizieranno anche per l’esercizio del ruolo di Coordinatore. Ho letto con stupore in un passato articolo (TITOLI DI STUDIO DI CUI ALL’ART.98 DEL D.LGS. 81/08 ndr) l’elenco dei titoli di studio riconosciuti per l’esercizio l’ottenimento dell’abilitazione al ruolo di Coordinatore ed è chiaro che possono essere facilmente riscontrati all’interno titoli di studio che sinceramente poco hanno a che vedere con il mondo edile.

E’ facile presupporre che stante l’andamento del settore che ancora non fa vedere la luce in fondo al tunnel e quindi la drastica riduzione degli incarichi, a breve arriveremo al punto dove i laureati/diplomati con titoli maggiormente affini al mondo delle costruzioni si troveranno ad affrontare la presenza di laureati/diplomati che poca esperienza hanno nel campo in questione (a prescindere dalla bontà del titolo di studio riconosciuto dalla Legge).

Questa premessa solo per chiedere e chiederci se vogliamo litigare per le competenze passando attraverso tutti i settori dell’edilizia (mentre il nostro settore di lavoro “va scomparendo”) o se c’è la volontà di analizzare oggettivamente tutte queste problematiche e dargli un ordine di grandezza in modo da affrontare una crisi devastante e cercare di venirne a capo!?.

Per mio conto, prima delle competenze, norme, sentenze e simili dovrebbe essere ben presente in ogni singolo professionista ciò che rappresenta la parola deontologia, ormai desueta ma che proprio nei momenti di crisi come questo potrebbe garantire un appiglio a cui aggrapparsi per mantenere un certo grado di spessore.

La professionalità nell’evitare incarichi su argomenti che non si imparano in pochi giorni di lavoro o con qualche lettura, ma ammettere i propri limiti e comportarsi di conseguenza e con la consapevolezza che se ci si mette come neo-patentati alla guida di una Formula 1, i risultati sono facilmente prevedibili…

Sappiamo tutti che il ruolo di Coordinatore può essere affrontato in vari modi, con presenza più o meno consistente in cantiere e quanto questo possa influire su un conto economico e relativa offerta al cliente…. Ma la domanda è sappiamo tutti quali sono le conseguenze delle nostre azioni, sia da un punto di vista civile e penale? e quanto realmente la produzione puntuale di elaborati legati all’incarico, possa costare in termini di tempo e quindi economici? Per non parlare poi dell’opera di informazione che costantemente necessitano le committenze private.

Perché non proporre invece di inveire gli uni contro gli altri!?:

* un elenco pubblico (anche da tenersi presso ogni Ordine o Collegio) dove qualsiasi Professionista abilitato al ruolo di Coordinatore possa effettivamente verificare l’effettiva avvenuta formazione obbligatoria per altri colleghi con cui si sta confrontando economicamente per un affidamento;

* una detrazione fiscale (di impatto sicuramente ridottissimo rispetto a quelle già presenti) per chi è disposto a installare sistemi anticaduta e linee vita sulle coperture in base alle varie norme regionali e nazionale;

* una detrazione rispetto all’imposta di registro in caso di vendita dell’immobile in cui sia presente il Fascicolo dell’Opera e/o appunto i sistemi anticaduta.

In fin dei conti “arricchiamoci (e non demonizziamoci) delle nostre reciproche differenze” (Paul Valèry)”.

Lettera firmata.

© >contatta la redazione<

Potrebbero interessarti anche:

ESSERE ARCHITETTO ALL'ALTRO CAPO DEL MONDO – IL "SAFETY IN DESIGN" IN AUSTRALIA. L'IMPRESA AFFIDATARIA: ANALISI, OBBLIGHI, IDONEITÀ TECNICO PROFESSIONALE. FASCICOLO DELL'OPERA, OBBLIGHI NORMATIVI E BUONE PRASSI.

      

©CANTIEREPRO.COM TUTTI I DIRITTI RISERVATI. RIPRODUZIONE CONSENTITA PREVIA AUTORIZZAZIONE DELLA REDAZIONE
F.to Redazione Tecnica