Per analizzare correttamente i lavori in prossimità di linee elettriche aeree occorre in premessa sottolineare se le condizioni di partenza riconducono a:

  1. cantiere (così come previsto dal T.U. D.Lgs. 81/2008 – titolo IV);
  2. ambienti di lavoro diversi dal cantiere (così come previsto dal T.U. D.Lgs. 81/2008 – art. 26).

Nel caso in cui l’operatività non ricada all’interno degli obblighi di redazione del PSC, è il Datore di Lavoro/Committente che procede a:

  • opportune verifiche di idoneità;
  • informazione inerente rischio specifico;
  • coordinamento e cooperazione;
  • valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI).

CRONOLOGIA NORMATIVA

Lo sviluppo della legislazione in vigore rispetto a tale rischio è rimasto inalterato per decenni, a partire dal DPR 164/1956 che poneva il limite di mt. 5 per opere da eseguirsi su linee elettriche, salvo realizzazione di specifica protezione da installarsi previa segnalazione all’esercente.

Il T.U. 81/2008 ha sviluppato in dettaglio questo limite posto dal DPR 164/1956 (abrogato):

In relazione alla loro tensione nominale i sistemi elettrici si dividono in:

  • sistemi di Categoria 0 (zero), chiamati anche a bassissima tensione, quelli a tensione nominale minore o uguale a 50 V se a corrente alternata o a 120 V se in corrente continua (non ondulata);
  • Categoria I (prima), chiamati anche a bassa tensione, quelli a tensione nominale da oltre 50 fino a 1000 V se in corrente alternata o da oltre 120 V fino a 1500 V compreso se in corrente continua;
  • sistemi di Categoria II (seconda), chiamati anche a media tensione quelli a tensione nominale oltre 1000 V se in corrente alternata od oltre 1500 V se in corrente continua, fino a 30 000 V compreso;
  • sistemi di Categoria III (terza), chiamati anche ad alta tensione, quelli a tensione nominale maggiore di 30 000 V.

Qualora la tensione nominale verso terra sia superiore alla tensione nominale tra le fasi, agli effetti della classificazione del sistema si considera la tensione nominale verso terra. Per sistema elettrico si intende la parte di un impianto elettrico costituito da un complesso di componenti elettrici aventi una determinata tensione nominale.

Tab. 1 Allegato IX

Distanze di sicurezza da parti attive di linee elettriche e di impianti elettrici non protette o non sufficientemente protette da osservarsi, nell’esecuzione di lavori non elettrici, al netto degli ingombri derivanti dal tipo di lavoro, delle attrezzature utilizzate e dei materiali movimentati, nonché degli sbandamenti laterali dei conduttori dovuti all’azione del vento e degli abbassamenti di quota dovuti alle condizioni termiche.

NORMATIVA IN VIGORE

La nuova edizione della norma CEI 11-27 (IV edizione – 2014) al punto 6.4.4 e la norma EN 50110-1:2013 sono gli ultimi riferimenti validi relativa ai lavori elettrici ha fornito le disposizioni normative integrative:

ZONA DI LAVORO SOTTO TENSIONE (DL) (definizione 3.3.2 della CEI 11-27)

Spazio, delimitato dalla distanza DL, intorno alle parti attive nel quale non è assicurato il livello di isolamento atto a prevenire il pericolo elettrico.

ZONA PROSSIMA (Dv) (definizione 3.3.3 della CEI 11-27)

Spazio esterno alla zona di lavoro sotto tensione delimitato dalla distanza DV.

ZONA DI LAVORO NON ELETTRICO (DA9) (definizione 3.3.4 della CEI 11-27) Spazio esterno alla zona prossima delimitato dalla distanza DA9.

 

 

 

Obbligo di deposito in cantiere dei documenti relativi ai provvedimenti attuati.

RISCHIO

• mancanza di sopralluoghi preliminari dell’ambiente di lavoro;

• mancata pianificazione;

• mancanza di opportuna segnaletica;

• errori di procedura;

• carenza di formazione, informazione e addestramento degli addetti;

• carenza di vigilanza dei preposti;

• mancanza di coordinamento e comunicazione tra i vari soggetti coinvolti.

Nell’area download dell’articolo sono disponibili le tabelle riassuntive riportate sopra e la pubblicazione INAIL – Lavori in prossimità di linee elettriche aeree: valutazione del rischio e misure di prevenzione.

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