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Con le recenti Circolari INL (circolare 3/2021 del 9 novembre e con la recentissima circolare 4/2021 del 9 dicembre u.s.), l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha voluto, da un lato confermare il proprio impegno al contrasto degli incidenti sul lavoro per il quale, con le modifiche apportate dal d.l. n.146/2021, oggi si trova ad affiancare le Regioni e le loro articolazioni di vigilanza, dall’altro ha voluto fornire indicazioni di carattere operativo al proprio personale ispettivo, con specifico riguardo all’articolo 14 del TUSL e, per essere maggiormente precisi, alla sospensione dell’attività imprenditoriale nel caso di lavoro nero o di violazioni in materia di sicurezza.

La circolare 4/2021 rappresenta più che altro “un atto interno” allo stesso INL con il quale si vuole chiarire che l’ampliamento di competenze (che, peraltro, non fa che riportare l’ente alla sua originaria natura di organo ispettivo su ogni aspetto del lavoro, nato ancor prima del Ministero stesso), sarà caratterizzato da un graduale ma intenso accrescimento delle potenzialità ispettive, passando da specifiche attività formative ma, principalmente, da un sensibile incremento dell’organico specializzato.

https://youtu.be/ZG1jA1-_nBk

In poche parole: gli ispettori oggi più avvezzi alla materia giuslavoristica amplieranno le loro competenze, la loro formazione e saranno via via affiancati da tecnici specializzati.

A fronte di un anno talmente drammatico da aver visto 1000 morti sul lavoro in 10 mesi, il messaggio è chiaro: lo Stato affianca le Regioni in ciò che stava per assumere i contorni di una strage continuativa.

Circolari INL - CHE E’ SUCCESSO?

In molti si chiedono perché, così all’improvviso, il Ministro del Lavoro abbia voluto, sostanzialmente, stravolgere quella che è stata una riforma costituzionalmente “ponderata” e che ha portato, con la Legge 833/1978 "Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale", anche al decentramento regionale delle competenze di vigilanza sulla materia della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, facendo prevalere (correttamente) il concetto di prevenzione rispetto al concetto di repressione.

https://youtu.be/AdlJXLuhkCY

Purtroppo, dopo tanti anni (non contiamoli, è meglio), occorre rilevare alcune evidenze, più o meno sotto gli occhi di tutti:

  • Dal 1978 in poi, le norme sulla sicurezza sul lavoro hanno subìto dei cambiamenti “epocali”, dovendosi anche adattare alle volontà comunitarie le quali solo per alcuni versi coincidevano con principi meramente legati alla prevenzione;
  • Le Regioni e Autonomie non si sono comportate, nel corso degli anni, in maniera omogenea, creando spesso situazioni di sperequazione rispetto all’approccio normativo e differenti comportamenti ispettivi. Ci si ritrovava ad avere Regioni estremamente virtuose e profondamente attente alla materia prevenzionistica ed altre – magari anche confinanti – dove l’approccio alla sicurezza è stato molto più blando, se non addirittura assente.  

Lo Stato, dunque, ha deciso di supplire anche al lento depauperamento organico che, da circa dieci anni, ha caratterizzato i Servizi di Prevenzione delle Aziende Sanitarie, affiancandogli il personale ispettivo già in forza all’INL e quello che sarà assunto nel corso del 2022.

Circolari INL - COSA CAMBIA?

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