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La sentenza n. 43829/2018 ci consente di inquadrare chi è il datore di lavoro all’interno della struttura pubblica. A causa dell’infortunio occorso ad un dipendente comunale e relativa condanna del Dirigente, la Suprema Corte evidenzia il perimetro di responsabilità.

IL FATTO

Nell’anno 2013 il Tribunale di Ancona condannava il Responsabile dell’Ufficio LL.PP. del Comune di Filottrano per il reato di Lesioni Personali Colpose in relazione a:

Art. 115. Sistemi di protezione contro le cadute dall’alto

  1. Nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva come previsto all’articolo 111, comma 1, lettera a), è necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione idonei per l’uso specifico composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, conformi alle norme tecniche, quali i seguenti:
  2. a) assorbitori di energia;
  3. b) connettori;
  4. c) dispositivo di ancoraggio;
  5. d) cordini;
  6. e) dispositivi retrattili;
  7. f) guide o linee vita flessibili;
  8. g) guide o linee vita rigide;
  9. h) imbracature.
  10. Il sistema di protezione deve essere assicurato, direttamente o mediante connettore lungo una guida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali.

 

Art. 77. Obblighi del datore di lavoro

  1. Il datore di lavoro:
  2. h) assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI.

 

Art. 122. Ponteggi ed opere provvisionali

  1. Nei lavori in quota, devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose conformemente ai punti 2, 3.1, 3 dell’allegato XVIII.

Al Responsabile dell’Ufficio LL.PP. era stato contestato di aver omesso di far installare idonei Dispositivi di Protezione Collettiva o in alternativa idonei DPI per prevenire il rischio di caduta dall’alto. L’infortunio di generava a seguito dell’intervento di un operaio comunale sulla copertura di un edificio del locale cimitero per la manutenzione del manto e sigillatura della prima fila dello stesso. Secondo la ricostruzione emersa in Primo Grado, l’operaio infortunato

non aveva ricevuto nessuna direttiva da parte dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune

ed a seguito di una richiesta di informazioni integrative sulle procedure da tenere durante la lavorazione, era stato indicato da altro Tecnico del medesimo Ufficio di operare senza l’utilizzo del ponteggio. La Corte di Appello concedeva le circostanze attenuanti e riduceva la pena inflitta in Primo Grado ad € 200,00 di multa.

 

RICORSO

Il condannato responsabile dell’Ufficio comunale LL.PP. ricorreva in Cassazione con i seguenti motivi:

  1. Denuncia l’errata applicazione degli articoli 77,115,122 del D.Lgs. 81/2008. Era stata la condotta negligente dell’operaio comunale a generare l’infortunio perché non aveva utilizzato il ponte su cavalletti presente sul posto e comunque non aveva interrotto le lavorazioni pur ritenendole pericolose.
  2. Evidenzia come l’altro Tecnico Comunale (che aveva dato indicazione di eseguire l’opera senza ponteggi – ndr) ricopriva il ruolo di vero e proprio Preposto ma non era stata ritenuta valida la sua delega ad operare in materia di sicurezza.
  3. La motivazione della sentenza è contraddittoria rispetto a quanto emerso dalla testimonianza dell’infortunato.

 

DIRITTO

Relativamente al motivo di ricorso n. 1 e 3 la Cassazione unisce le risultanze di esame valutata la loro interconnessione; Sono motivazioni congrue e logiche, aderenti alle emergenze probatorie ed incensurabili in questa sede, attenendo al merito della vicenda processuale che motivano la responsabilità del Responsabile dell’Ufficio LL.PP.

L’altro Tecnico “sottoposto” a quest’ultimo, pur rilasciando una testimonianza per molti versi inattendibile aveva confermato che l’ordine al lavoratore infortunato di intervenire per una urgente manutenzione del manto di copertura era stato dato previa indicazione proprio del Responsabile dell’Ufficio LL.PP; tale ordine, così come confermato proprio dall’infortunato, prevedeva la sigillatura con cemento dell’intera prima fila in gronda del manto di copertura con l’utilizzo di cemento.

La Corte d’Appello aveva così potuto evidenziare che il lavoratore infortunato non aveva simulato l’incidente o che comunque avesse agito di propria iniziativa verso necessità non indicate dal competente Ufficio Comunale.

La Cassazione evidenzia comunque che l’operatore aveva eseguito una lavorazione non del tutto estranea al processo produttivo e/o alle mansioni affidategli, inquadrando quindi il suo come comportamento NON abnorme e mantenendo quindi inalterate le responsabilità del condannato.

Per il secondo motivo di ricorso la Cassazione evidenzia come a norma dell’art. 2 lett b) del D.Lgs. 81/2008 il Datore di Lavoro è:

Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attivita’, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa

 Nelle Pubbliche Amministrazioni si intende per Datore di Lavoro:

il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa

 

l’attribuzione della qualità di datore di lavoro a persona diversa dall’organo di vertice non può che essere espressa, anche perché comporta i poteri di gestione in tema di sicurezza. Sono gli organi di direzione politica che devono procedere, dunque, all’individuazione, tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici, non essendo per tale ragione possibile una scelta non espressa e non accompagnata dal conferimento di poteri di gestione alla persona fisica. La conseguenza della eventuale mancata indicazione è la conservazione in capo all’organo di direzione politica della qualità di datore di lavoro.

 

L’incarico Dirigenziale risultava formalizzato dal Sindaco del Comune con specifico Decreto che inquadrava lo stesso dirigente come Datore di Lavoro.

La Cassazione ha rigettato dunque il ricorso ritenendo i motivi infondati.

 

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