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Analizziamo la sentenza 30539/2019 in cui viene analizzata la posizione dell’impresa affidataria, rispetto ad un infortunio mortale avvenuto in cantiere, di un lavoratore facente parte di un’impresa sub-appaltatrice.

IL FATTO

Veniva condannato dal Tribunale di Viterbo alla pena di € 2.500,00 di ammenda il Datore di Lavoro dell’impresa affidataria di lavori riguardanti l’abbattimento di barriere architettoniche presso il Liceo Buratti in Viterbo. La condanna scaturiva dalla mancata verifica delle condizioni di sicurezza dei lavori affidati, di cui:

  • all’articolo 97 comma 1 del D.Lgs. 81/2008;
  • all’articolo 159 comma 2 del D.Lgs. 81/2008;

RICORSO

Il ricorso del Datore di Lavoro dell’impresa affidataria è basato su un unico motivo. Il Tribunale di Viterbo ha riconosciuto all’imputato la qualifica di Datore di Lavoro così come indicata dal Testo Unico D.Lgs. 81/2008:

Datore di Lavoro

 il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.

Nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.

In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice medesimo

In capo all’appaltatore (impresa affidataria) non vi è una posizione di garanzia, a prescindere dal dovere di verifica delle norme antinfortunistiche. Questo perché l’attività era stata affidata in sub-appalto ad una ulteriore impresa esecutrice

tale attività era stata posta in essere nell’ambito di un assetto organizzativo attribuito alla responsabilità dell’unità produttiva facente capo esclusivamente all’impresa subappaltatrice.

DIRITTO

A seguito dell’infortunio mortale per caduta dall’alto durante i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche, gli Organi Ispettivi si recavano in cantiere e constatavano:

  1. la presenza dell’impresa esecutrice in sub-appalto;
  2. violazioni in materia di sicurezza relative al rischio caduta dall’alto (mancanza parapetti e punti di ancoraggio non certificati).

Il ricorrente motiva il ricorso con un contenuto che non ha pregio. Anche se il cantiere è stato interamente allestito dall’impresa esecutrice (sub-appaltatrice), sull’impresa affidataria gravano comunque gli oneri di cui all’art. 97 comma 1 del D.Lgs. 81/2008:

Il datore di lavoro dell’impresa affidataria verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento.

GIURISPRUDENZA CONSOLIDATA

il committente, anche nel caso di subappalto, è titolare di una posizione di garanzia idonea a fondare la sua responsabilità per l’infortunio, sia per la scelta dell’impresa, sia in caso di omesso controllo dell’adozione, da parte dell’appaltatore, delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, specie nel caso in cui la mancata adozione o l’inadeguatezza delle misure precauzionali sia immediatamente percepibile senza particolari indagini (Sez. 4, n. 7188 del 10/01/2018 – dep. 14/02/2018, Bozzi, Rv. 272221; Sez. 4, n. 10608 del 04/12/2012 – dep. 07/03/2013, Bracci, Rv. 255282).

CONCLUSIONI DELLA CASSAZIONE

Nel caso in analisi il Tribunale di Viterbo ha evidenziato come fossero immediatamente percepibili le carenze antinfortunistiche indicate in precedenza. Da tale circostanza il Tribunale ha loogicamente ricostruito come l’impresa affidataria e quindi il suo Titolare, non avesse verificato il cantiere e le condizioni minime di sicurezza riferibili ai rischi originati dalla tipologia delle lavorazioni.

La Cassazione rigetta il ricorso.

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