cassazione committente responsabile dei lavori
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Analizziamo la sentenza 17223/2019 Sezione IV della Cassazione in cui viene affrontato il ricorso di un Committente a seguito dell’infortunio mortale per folgorazione avvenuto durante lavori in prossimità di un elettrodotto. La nomina del Coordinatore esonera il Committente da ogni responsabilità?.

IL FATTO

Veniva condannato dalla Corte di appello de L’Aquila il committente di ristrutturazione di un edificio per aver cagionato in cooperazione colposa con altri il decesso di un lavoratore che, operante su un ponteggio esterno, urtava cavi dell’alta tensione restando folgorato.

La colpa individuata consisteva nell’inosservanza della diffida ricevuta a mezzo raccomandata dalle Ferrovie dello Stato relativamente alla prosecuzione dei lavori e realizzazione di costruzioni nella zona interessata dall’elettrodotto. Inoltre il comportamento del committente era negligente per non aver informato l’impresa esecutrice dei lavori rispetto ai pericoli connessi alla zona di lavoro ed alla mancata distanza di sicurezza con lo stesso elettrodotto.

RICORSO DEL COMMITTENTE

Le motivazioni del ricorso in Cassazione da parte del Committente/Responsabile dei Lavori possono essere riassunti in 2 aspetti principali:

  1. Errata applicazione dell’art. 93 del D.Lgs. 81/2008 valutato che il committente aveva incaricato il Coordinatore per la Sicurezza trasferendo così compiti e responsabilità con espresso esonero delle responsabilità penali.
  2. Il ricorrente aveva acquistato l’immobile dal Comune di Avezzano che non aveva mai segnalato il problema della linea di alta tensione essendo quindi inconsapevole del rischio di folgorazione.
  3. Di non essere il soggetto responsabile degli obblighi di legge relativi alla previsione/adozione di misure atte alla mitigazione dei rischi durante le lavorazioni.

DIRITTO

La Cassazione, analizzando le motivazioni della Corte d’Appello evidenzia come il Committente avesse mantenuto le responsabilità a lui ascritte dalla normativa nella considerazione che aveva nominato il Coordinatore Sicurezza ma non un Responsabile dei Lavori, unica figura a cui lo stesso Committente può trasferire i compiti di alta vigilanza a lui ascritti dalla norma.

 “in una situazione quale quella emergente dagli atti, in cui il committente/responsabile dei lavori non aveva neppure valutato e/o fatto valutare il rischio specifico, per il quale aveva ricevuto formale diffida dalla RFI, relativo alla vicinanza del fabbricato ai cavi elettrici di alta tensione, l’avvenuta nomina di un coordinatore per l’esecuzione (peraltro, riguardante unicamente lavori di rifacimento intonaci esterni, demolizione e ricostruzione di un balcone e sistemazione gronde) non fosse affatto idonea a trasferire a tale figura tecnica le competenze e le responsabilità in ordine alla alta vigilanza”

La nomina del Coordinatore era anche relativa a lavorazioni in facciata che non riguardavano interventi in copertura (luogo in cui ha avuto origine l’infortunio mortale).

 l’imputato era rimasto responsabile per l’omessa osservanza del divieto della RFI, ricevuto già nel 2010, di proseguire le opere di ristrutturazione del fabbricato di sua proprietà, non collocato a distanza di sicurezza dalla linea di corrente ad alta tensione, e per l’omessa informazione dell’appaltatore di tale situazione di pericolo

LA LOGICITA’ DELLA SENTENZA RISPETTO AL D.LGS. 81/2008

La Cassazione rimarca come la decisione della Corte d’Appello sia conforme alla normativa con particolare riferimento al D.Lgs. 81/2008Ai sensi dell’art. 90 comma 1 e del rinvio all’art. 15, sul committente grava, unitamente al Datore di Lavoro:

l’obbligo di assicurare le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro e, dunque, di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza (lett. a) e di eliminare i rischi e, ove ciò non sia possibile, di ridurli al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico (lett. c)

 

il committente deve fornire all’appaltatore dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui deve operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività, sicché, come precisato dalla giurisprudenza di legittimità, tra gli obblighi specifici a cui resta limitata la responsabilità del committente, in tema di sicurezza sul lavoro, va ricompreso quello dell’informazione sui rischi dell’ambiente di lavoro e sulla cooperazione nell’apprestamento delle misure di protezione e prevenzione (Sez. 3, n. 6884 del 18/11/2008 ud. – dep. 18/02/2009, Rv. 242735 – 01)

La Cassazione ritiene il ricorso inammissibile perché, oltre alle motivazioni sopra indicate, l’esposizione dei due motivi di ricorso non si confronta con le argomentazioni dei giudici di merito.

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