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Il cantiere stradale deve avere una segnalazione, adeguata alla normativa, ma la stessa non garantisce rispetto ad una condotta spericolata degli automobilisti; la Cassazione con sentenza n. 29291/2018 analizza un incidente mortale in cui le colpe sembrano distribuirsi in egual modo tra conducente e titolare del cantiere.

IL FATTO – OMICIDIO COLPOSO

Lungo una S.P. si stava procedendo a lavori di allargamento della sede stradale; il conducente di una vettura, procedendo ad una velocità di molto superiore al limite consentito (km/h 108 rispetto al limite di 30), effettuava un sorpasso e nel rientrare all’interno della carreggiata si trovava davanti un cartello segnalatore di una buca che altro non era che un tombino su cui erano in corso interventi di riparazione che non rientravano nei lavori di allargamento della carreggiata.

Questo ulteriore cantiere stradale era semplicemente segnalato con quattro paletti infissi a terra confinati da fettuccia di segnalazione bianco/rossa; il conducente della vettura non riusciva a rientrare all’interno della carreggiata (transitando alla destra del tombino) ma irrompeva nella carreggiata opposta generando un incidente con altra vettura che stava transitando in senso opposto e la relativa morte del conducente.

Oltre al conducente veniva rinviato a giudizio il Legale Rappresentante dell’Impresa che aveva in carico la lavorazione di riparazione della rete idrica (ci dui al tombino richiamato) per omicidio colposo con violazione del Codice della Strada e della normativa sulla sicurezza in cantiere; nello specifico si contestava la mancata segnalazione del cantiere stradale secondo quanto previsto dal Codice della Strada e suo Regolamento d’attuazione.

Sia in Primo Grado che in Corte d’Appello il Legale Rappresentante veniva condannato e ricorreva dunque in Cassazione contestando la mancanza di motivazione ma non i fatti ricostruiti nelle sentenze di merito; valutati gli atti di rilievo tecnico dell’incidente, le tracce di frenata del veicolo rispetto al tombino, sarebbe “conseguentemente irrilevante la presenza, irregolarmente segnalata, del cantiere stradale relativo al tombino” (cit.).

Intendendo come:

  • elemento dinamico: lavori di allargamento carreggiata, segnalazione orizzontale di questi ultimi e l’assenza di illuminazione notturna;
  • elemento dinamico: velocità elevatissima dell’autovettura, la manovra del conducente che si dirigeva a sinistra dell’ostacolo invece di rientrare nella sua carreggiata e la traiettoria rettilinea dell’autovettura;

dalla valutazione degli elementi richiamati appare evidente come la presenza della perimetrazione del tombino sulla sede stradale, pur non segnalata secondo normativa, sarebbe irrilevante rispetto all’intera dinamica dell’incidente.

“esistendo «un divieto assoluto di sorpasso, non si può affermare che se il cantiere stradale fosse stato segnalato correttamente, l’evento non si sarebbe verificato. Del resto, anche in punto di prevedibilità delle possibili concotte poste in essere da conducenti indisciplinati di autovetture, non sembra che facilmente esse potevano essere astrattamente ipotizzabili, dai momento che, in quelle condizioni, si dovevano possedere capacità divinatorie anche per solo pensare che si potesse giungere a tanto, da parte di un conducente di autovettura come il A.A.»” (cit.)

DIRITTO

Preso atto delle motivazioni del ricorso, la Cassazione evidenzia come anche se la sentenza di condanna non dedichi uno specifico paragrafo al tema di ricorso qui presentato dal Legale Rappresentante, si rinviene comunque una seppur breve risposta all’interno della sentenza impugnata che può ritenersi logica e congrua alla motivazione presentata dal ricorrente.

All’interno della sentenza si legge come sia un concorso di cause colpose indipendenti ad aver originato la morte del conducente; all’interno sono elencate anche le plurime omissioni della Ditta incaricata all’intervento sul tombino.

In sentenza viene data si priorità alla condotta spericolata del conducente ma viene altresì ricordato che quest’ultimo si trovava all’improvviso di fronte all’ostacolo sulla strada (tombino) e lo individuava solo tramite i fari dell’autovettura vista l’assenza di preventiva segnaletica che avrebbe comunque potuto generare nello stesso conducente maggior cautela nella guida.

Il fatto che l’ostacolo rappresentato dal cantiere stradale fosse limitato perché l’estensione della perimetrazione era di ridotte dimensioni, così come asserito dal Legale Rappresentante, non coglie nel segno in quanto non è la dimensione ma la posizione e la totale mancanza di visibilità dello stesso. La Cassazione rigetta dunque il ricorso.

In sintesi quindi la segnaletica di un cantiere stradale deve essere assolutamente in linea con la normativa di riferimento e ogni dispositivo deve essere installato correttamente, a prescindere dall’estensione della perimetrazione del cantiere; solo questo principio regolarmente messo in atto, oltre alla salvaguardia degli operatori sul campo, può esimereun DdL ed un eventuale Coordinatore Sicurezza da condanne per inadempienze.

DIRITTO – GIURISPRUDENZA SINISTRO STRADALE

«In tema di responsabilità per omicidio colposo da sinistro stradale, la circostanza aggravante della violazione della normativa sulla circolazione stradale è ravvisabile non solo quando la violazione della normativa di riferimento sia commessa da utenti della strada alla guida di veicoli ma anche nel caso di violazione di qualsiasi norma che preveda a carico di un soggetto, pur non impegnato in concreto nella fase della circolazione, un obbligo di garanzia finalizzato alla tutela della sicurezza degli utenti della strada (Fattispecie in cui è stata ritenuta configurabile l’aggravante nei confronti del caposquadra incaricato di dirigere i lavori di manutenzione della strada, il quale, omettendo di apporre idonea segnaletica temporanea, determinava l’insorgenza di una situazione di pericolo, costituita dalla presenza di un dosso non visibile, a causa del quale si verificava il sinistro stradale in cui perdeva la vita un motociclista)» (Sez. 4, n. 44811 del 03/10/2014, Salvadori, Rv. 260643)

«In tema di responsabilità colposa per fatti lesivi o mortali derivanti da violazione delle norme sulle circolazione stradale, in caso di incidente originato dall’assenza delle misure di sicurezza stradale, previste dagli artt. 31 e ss. del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, per il segnalamento e la delimitazione dei cantieri, nessuna efficacia causale può essere attribuita alla imprudente velocità tenuta dalla parte offesa, nel caso in cui tale condotta sia da ricondurre proprio alla mancanza delle suddette cautele che, se adottate, avrebbero neutralizzato il rischio del comportamento del conducente (Nella specie, la Corte ha stabilito che, pur in presenza di segnaletica verticale, la mancata installazione in prossimità del cantiere dei coni e dei delineatori flessibili, previsti dall’art. 31, comma quinto del regolamento cit., aveva impedito al conducente di rendersi conto della presenza del restringimento della carreggiata e di adeguare la velocità allo stato dei luoghi)» (Sez. 4, n. 26394 del 20/05/2009, Agnello e altri, Rv. 244509).

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