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Il Direttore dei Lavori e la sicurezza del cantiere sono al centro della sentenza n. 49900/2019 (sez. IV della Cassazione) in cui gli Ermellini faranno molto discutere i Professionisti.

IL FATTO

La Corte di appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grago in dui il Direttore dei Lavori che era stato condannato a seguito dell’infortunio mortale in cantiere di un lavoratore seppellito dalla frana di un fronte di scavo. Il DL veniva riconosciuto anche come “responsabile di fatto ai fini anti-infortunistici”, con colpa consistita:

  • nella mancata nomina del Coordinatore Sicurezza;
  • nella mancata verifica dell’ITP delle imprese esecutrici;
  • assenza POS imprese esecutrici.

RICORSO DEL DIRETTORE DEI LAVORI

Il Direttore dei Lavori propone ricorso in Cassazione adducendo le seguenti motivazioni:

  1. Motivazione illogica e carente, con travisamento della prova in ordine alla consapevolezza dell’azione simultanea di due imprese in cantiere, dell’assenza di armature nello scavo e relativa condotta della vittima;
  2. non rivestiva il ruolo di Responsabile dei Lavori e che lo stesso non aveva avuto ingerenze con l’organizzazione delle lavorazioni salvo aver raccomandato di prestare la massima attenzione.

Dall’analisi degli elementi probatori si evince come: doveva essere presente un’unica impresa (e non due – ndr), lo scavo fosse poco profondo e che la vittima aveva autonomamente ignorato l’indicazione del DL di puntellare.

DIRITTO

La Cassazione ritiene di non dover accogliere il ricorso presentato dal Direttore dei Lavori a partire dal primo punto della motivazione, in cui viene proposta una diversa ricostruzione dei fatti, che evita di confrontarsi però con le dettagliate motivazioni dei giudici di merito. Per tale motivo non può essere presentata una denuncia di illogicità.

Il Direttore dei Lavori era inoltre informato dell’ingresso di una seconda impresa in cantiere a partire dal fatto che il Datore di Lavoro della prima impresa, proprio in accordo con il DL, aveva indicato che si sarebbe avvalso di un’ulteriore soggetto esecutore per procedere in modo più celere con la lavorazione (fatto confermato proprio dalla testimonianza del DdL della prima impresa).

PRODONFITA’ DELLO SCAVO

A prescindere da quanto indicato dal CTP nominato dal Direttore dei Lavori, esistono tavole progettuali in cui la stessa si evidenzia in 157 cm. ed era stata proprio la profondità dello scavo ad originare del Direttore dei Lavori la richiesta di puntellarlo, socì come previsto dall’art. 120 del D.Lgs. 81/2008

COMPORTAMENTO ABNORME DELLA VITTIMA

La Cassazione evidenzia come l’assenza di indicazioni specifiche su come eseguire la lavorazione in sicurezza, rivolte all’operaio deceduto, unite alla mancata nomina del Coordinatore Sicurezza, sono motivi che rendono la condotta del lavoratore deceduto NON abnorme.

può definirsi tale solo il comportamento imprudente che sia posto in essere del tutto autonomamente e in un ambito estraneo alle mansioni affidate, per cui esuli da ogni prevedibilità, oppure che rientri nelle mansioni affidate ma sia consistito in qualcosa di radicalmente, ontologicamente, lontano dalle ipotizzabili e, quindi, prevedibili, imprudenti scelte nella esecuzione del lavoro. (Sez. 4, n. 7188 del 10/01/2018 ud. – dep. 14/02/2018, Rv. 272222 – 01)

 Anche il secondo motivo del ricorso del Direttore dei Lavori risulta infondato secondo i giudici della Suprema Corte, che hanno definito corretta l’applicazione del principio legato al ruolo del Direttore dei Lavori in ambito di sicurezza in cantiere.

Pur svolgendo normalmente una attività limitata alla sorveglianza tecnica attinente all’esecuzione del progetto nell’interesse di questi, risponde dell’infortunio subito dal lavoratore qualora gli venga affidato il compito di sovrintendere all’esecuzione dei lavori, con possibilità di impartire ordini alle maestranze in virtù di una particolare clausola inserita nel contratto di appalto o qualora, per fatti concludenti, risulti la sua concreta ingerenza nell’organizzazione del lavoro (da ultimo, in questo senso, Sez. 3 n. 19646 del 08/01/2019 ud. – dep. 08/05/2019, Rv. 275746 – 01)

 In tema di sicurezza cantiere il fatto che il Direttore dei Lavori fosse stato a conoscenza dell’ingresso della seconda impresa in cantiere e che, ai lavoratori presenti in cantiere, avesse raccomandato “cautela”, rende corretto quanto applicato dai giudici di merito.

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