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Analizziamo la sentenza Cassazione 710/2016 (Sezione IV), di particolare interesse per il CSE, in cui la Suprema Corte chiarisce il concetto di limite spazio-temporale di un cantiere e la correlata durata delle responsabilità del Professionista. E’ necessario altresì un verbale di fine lavori?. Con Sentenza n. 104/2015 il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Larino dichiarava il non luogo a procedere nei confronti del committente e coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione CSE, relativamente all’infortunio occorso ad un operatore durante le fasi di rimozione delle casseforme per la realizzazione di un pilastro.

RICORSO DEL CSE

Avverso a tale sentenza propongono ricorso in Cassazione il Procuratore Generale (Corte d’Appello di Campobasso) e gli avvocati delle parti civili, per vizi motivazionali in relazione ai due prosciolti a partire dalla contraddizione del GUP (Giudice per l’Udienza Preliminare) per aver richiamato la Sentenza n. 3809 – Sezione IV della Cassazione, in cui viene affermato il principio secondo cui un cantiere non può ritenersi concluso solo perché sono terminate le opere edili in senso stretto. Difatti il cantiere non poteva ritenersi concluso, in quanto erano in corso una serie di attività come lo scassero delle casseforme per i pilastri.

 

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