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Analizziamo la sentenza della Cassazione n. 20095/2018 inerente la responsabilità del Progettista e DL a seguito del crollo parziale di un edificio durante i lavori, ferma restando la presenza del coordinatore sicurezza.

IL FATTO – crollo e condanne

Il caso in esame è relativo a lavori di ristrutturazione di un vecchio edificio commissionati dalla Società XXX (L.A. legale rappresentante) all’Impresa YYY (M.M. legale rappresentante) mentre i Professionisti coinvolti a vario titolo erano:

-L.G. nella sua qualità di Ingegnere DL strutture;

-L.S. nella sua qualità di Geometra DL architettonico;

-D.G. nella sua qualità di Ingegnere Coordinatore Sicurezza.

Venivano condannati dal Tribunale di Lucca M.M. quale legale rappresentante dell’impresa affidataria, L.G. quale DL strutture e L.S. quale DL architettonico per i reati agli artt. 81, comma 1, 449, 434 e 590, comma 3, cod. pen. a seguito del crollo di una porzione della copertura di detto edificio unitamente al cedimento di due solai di calpestio interpiano e di una porzione del muro portante centrale.

Il crollo originava un infortunio al lavoratore U.M. della YYY impresa affidataria ed esecutrice; quest’ultimo al suo primo giorno di lavoro veniva incaricato dal datore di lavoro M.M. di recarsi al piano secondo dell’edificio per la prosecuzione di lavori di rimozione del pavimento, insieme ad altro lavoratore, mentre un terzo operaio stava realizzando una serie di fori in fondazione.

Il crollo si originava dalla disgregazione di parte del muro portante che innescava la caduta dei solai e di parte della copertura.

L’istruttoria aveva evidenziato come l’origine del crollo era da imputarsi a lavori in corso di esecuzione inerenti l’abbassamento del pavimento del P.T. lungo tutto il perimetro della muratura portante con una profondità fino a 50 cm; questo generava una nuova quota di imposta del pavimento che terminava al di sotto della struttura muraria portante senza che la stessa fosse stata preventivamente consolidata e puntellata.

L’abbassamento della quota era stato eseguito proprio dal titolare dell’Impresa YYY (M.M.) che nei giorni precedenti al crollo aveva eseguito scavi così come indicato dal DL strutture e dal DL architettonico; questi ultimi avevano infatti predisposto (in tempi diversi) specifici elaborati grafici in cui avevano indicato come quota non superabile ai fini della sicurezza:

-cm. 50 il DL strutture;

-cm. 70 il DL architettonico.

A seguito dell’avvenuto crollo e delle successive indagini, veniva riscontrata la “erroneità e fallacia di entrambi i progetti” (cit.) e delle relative istruzioni impartite all’impresa affidataria-esecutrice;

Dal giudizio di primo grado (così come confermato dalla Corte d’Appello) emergeva come il DL strutture e DL architettonico (che erano a loro volta Progettisti dell’opera ciascuno per le sue mansioni):

“erano titolari di una specifica posizione di garanzia che imponeva loro di operare nell'osservanza delle norme cautelari sia nella fase progettuale, da accompagnare alle necessarie verifiche sulla situazione reale dello stato delle fondazioni, sia nella fase esecutiva che doveva avvenire secondo le prescrizioni di sicurezza presenti nel POS, oltre allo svolgimento di un efficace monitoraggio volto a garantire immediati interventi mirati a porre rimedio allo stato di fatto manifestatosi” (cit.)

IL FATTO – le motivazioni del ricorso dei DL

Il DL strutture ricorre in Cassazione evidenziando come i suoi contributi progettuali devono intendersi incompleti anche perché non erano ancora depositati al Genio Civile; gli elaborati comunque indicavano una profondità (cm. 50) a cui il Titolare dell’Impresa YYY non voleva attenersi, per arrivare ad una quota di – 70 cm. senza ulteriori saggi o approfondimenti preliminari alla lavorazione.

Il DL architettonico contesta la parte di sentenza inerente la culpa in vigilando avendo lui rivestito il solo ruolo di DL architettonico, a prescindere da quanto indicato nel cartello di cantiere erroneamente preso in considerazione, mentre la parte strutturale e di verifica delle condizioni di sicurezza dovevano essere in capo al DL strutture; non possono essergli altresì mossi addebiti aventi come oggetto opere che esulano dalle competenze professionali del Geometra.

DIRITTO – premessa della Cassazione

La Cassazione in premessa evidenzia le parti salienti della ricostruzione dei fatti di cui ai precedenti gradi di giudizio; M.M. titolare dell’impresa affidataria-esecutrice dopo aver realizzato uno scavo di profondità pari a cm. 30 invitava il DL strutture e il DL architettonico per un sopralluogo.

Entrambi i Professionisti davano il loro benestare alla prosecuzione dell’opera fino alla profondità di cm. 50 e al contempo L.G. consegnava a M.M. il progetto strutturale completo.

Lo stato dell’edificio e il successivo crollo a seguito di alcune lavorazioni non può non evidenziare una inadeguatezza tecnica dei contributi progettuali forniti dai professionisti soprattutto per la parte inerente le fondazioni; valutato lo stato manutentivo dell’edificio (indicato anche all’interno della Relazione Tecnica progettuale architettonica) sarebbero stati necessari saggi ed un concreto approfondimento tecnico, anch’essa necessità posta in evidenza all’interno della Relazione di Progetto.

DIRITTO – motivazioni della Cassazione

Relativamente alle doglianze del DL strutture, la Corte d’Appello ha rigettato, con motivazione congrua, la parte inerente il cronologico temporale sostenuto secondo cui i saggi si sarebbero dovuti eseguire successivamente alla consegna del progetto strutturale; gli elaborati grafici sequestrati presso gli studi del DL strutture e del coordinatore sicurezza riportano in calce la data di avvenuta consegna e tra gli elaborati grafici sequestrati in cantiere subito dopo il crollo vi era proprio la tavola inerente carpenteria delle fondazioni. Gli altri motivi addotti dal DL strutture risultano “privi di fondamento” (cit.).

Per i motivi di ricorso del DL architettonico la Cassazione sottolinea le considerazioni già fatte per il collega.

Osservazioni

Dalla sentenza della Cassazione emergono alcuni aspetti di diretto interesse per il coordinatore; in primis l’importanza di ottenere contezza della trasmissione degli elaborati progettuali da parte dei Professionisti incaricati alle imprese e proprio al Coordinatore. In seconda battuta non è compito del coordinatore sicurezza il dover accertarsi delle condizioni statiche degli elementi portanti costituenti l’edificio nel caso non siano previste estese demolizioni che implicherebbero la predisposizione di un vero e proprio PIANO DELLE DEMOLIZIONI.

F.to Redazione Tecnica

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