dispositivi di sicurezza carotatrici
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Sono di seguito riportate le indicazioni in merito alle caratteristiche di sicurezza che le carotatrici su piedistallo devono possedere, individuate quasi sempre sulla base di quanto previsto dalla
norma tecnica UNI EN 12348 relativa alla sicurezza di questa macchina.

PROTEZIONE DEGLI ORGANI IN MOVIMENTO

Gli organi rotanti, ad eccezione del lato mandrino (mandrino più corona), devono essere dotati di ripari fissi per evitare il contatto; i ripari devono poter essere aperti solo con l’uso di attrezzi o chiavi. L’estremità del mandrino deve essere costruita in modo da prevenirne l’autosganciamento durante le normali operazioni di perforazione e da consentire il montaggio dell’utensile e degli eventuali relativi accessori di collegamento, in modo sicuro.

L’unità di perforazione deve essere bloccabile in qualsiasi posizione della colonna; essa deve poter essere rimossa dalla colonna solo con un’azione intenzionale. La leva per l’avanzamento manuale dell’unità di perforazione si trova a distanza di sicurezza dall’utensile perforatore. Sulla colonna, in corrispondenza delle sue estremità, devono essere presenti dei finecorsa in corrispondenza delle due estremità della corsa di avanzamento della perforatrice sulla colonna.

STABILITÀ

Il piedistallo delle carotatrici è dotato di dispositivi di fissaggio che ne consentano l’ancoraggio rigido e sicuro alla struttura da perforare. I dadi o le viti per la regolazione della posizione del piedistallo devono essere allentabili solo mediante un’azione intenzionale.

PROTEZIONE DEI COMANDI

Il dispositivo di comando di avviamento e di arresto per l’azionamento del mandrino sono situati sul trapano motore o nella sua prossimità (comandi su cavo): l’avviamento deve essere possibile solo mediante un’azione intenzionale.

Arresto di emergenza

Il pulsante di arresto di emergenza deve essere presente nelle carotatrici ad avanzamento motorizzato, mentre non è richiesto per quelle ad avanzamento manuale poiché non è appropriato e funzionale rispetto ai pericoli dell’attrezzatura di lavoro e del tempo di arresto normale (in pratica, non riduce il tempo di arresto della carotatrice in modo da impedire l’eccessivo
avvicinamento dell’operatore all’unità di perforazione).

Frizione

In genere, le carotatrici in commercio sono dotate di una frizione meccanica che “scollega” il mandrino dal motore, nel caso in cui la corona rimanga bloccata all’interno del foro. Le carotatrici sono, in genere, dotate di una frizione di sicurezza, ad esempio integrata nel supporto dell’unità di perforazio ne, che serve per assorbire eventuali colpi e sovraccarichi dovuti all’azione di carotaggio.

PROTEZIONE ELETTRICA

L’involucro dei comandi elettrici deve fornire una protezione almeno di grado IP 54. L’interruzione dell’alimentazione di energia elettrica e il relativo ripristino dopo l’interruzione non devono comportare una situazione pericolosa; in particolare, per il riavvio deve essere necessaria un’azione intenzionale. Le perforazioni “a umido” possono essere eseguite solo se il cavo di alimentazione è dotato di interruttore di protezione differenziale (chiamato anche interruttore di protezione RCD) con una corrente di disinnesto (sensibilità) di 0,03 A. Per le macchine ad alimentazione elettrica trifase deve essere presente un dispositivo che consenta l’inversione di fase (che assicuri la corretta rotazione dell’utensile).

Nota: Le carotatrici a motore elettrico con potenza minore o uguale a 4 kW devono rispondere ai requisiti di sicurezza della EN 61029-1:2000 (CEI EN 61029-1 “Sicurezza degli utensili elettrici a motore trasportabili”) e del prEN 61029-2-6 (CEI EN 61029-2-6 “Norme particolari per trapani elettrici con corona diamantata con raffreddamento ad acqua”). Le carotatrici a motore elettrico con potenza maggiore di 4 kW e corrente minore di 16 A devono rispondere ai requisiti di sicurezza della EN 60204-1 (vedere capitolo III “Equipaggiamento elettrico delle macchine”).

Protezione dalle parti calde

Le impugnature e le altre superfici sottoposte a contatto continuo dell’operatore devono avere una temperatura di superficie non maggiore di 43 °C. Le parti elettriche che possono essere soggette a surriscaldamento e che possono essere toccate dall’operatore, anche non intenzionalmente, devono essere situate a una distanza di sicurezza (maggiore di 12 cm) dalle impugnature oppure devono essere protette da schermi in materiale termicamente isolante. 

In ogni caso il motore deve essere protetto da adeguati dispositivi di protezione (ad esempio sensore termico) che arrestino il motore in caso di sovraccarichi. Il riavvio del motore elettrico è possibile solo quando la temperatura è rientrata nei parametri previsti (in genere dopo qualche minuto).

Il trapano motore può essere dotato di un indicatore luminoso (spia), che segnala quando la velocità di avanzamento è eccessiva; se il segnale permane acceso per un lungo tempo è necessario arrestare il motore per evitarne il sovraccarico e conseguentemente l’intervento del dispositivo di protezione contro i sovraccarichi.

Protezione dalle polveri

Le macchine utilizzate per i carotaggi “a umido” devono essere dotate di un dispositivo di alimentazione acqua, direttamente da rete idrica o da serbatoio di acqua pulita.Il  volume di acqua che arriva all’utensile deve essere sufficiente per una adeguata eliminazione/abbattimento della polvere e per il raffreddamento/lavaggio dell’utensile perforatore. Le macchine utilizzate per carotaggi “a secco” devono includere un dispositivo orientabile, di forma e dimensioni idonee, per l’aspirazione della polvere.

 

Bibliografia: CPT Torino

 

 

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