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Il voucher è stato introdotto nell’anno 2008 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per il settore dell’agricoltura e sviluppato nel corso degli anni per quelle operatività aventi breve durata e di tipo occasionale/accessorio i cui soggetti riconosciuti possono essere ad esempio:

*lavoratori part-time;

*extracomunitari;

*casalinghe;

*pensionati.

Le statistiche in uscita da parte dell’Osservatorio sul Precariato INPS sottolineano come l’uso dei voucher sia forse “sfuggito di mano” alle reali finalità del legislatore che riteneva lo stesso voucher come strumento utile al fine di combattere la piaga del lavoro nero e dare sostegno a tutte quelle categorie di lavoratori più esposti alle leggi del “libero” mercato.

Queste statistiche analizzano l’emissione di voucher nel periodo gennaio-febbraio per l’anno 2014, 2015 e 2016 e dipingono un incremento dell’utilizzo dei buoni lavoro che vanno da un totale di 35.797.229 del 2014 a 84.350.315 per l’anno in corso.

Purtroppo non è possibile indicizzare l’analisi ai settori lavorativi maggiormente interessati ma non è difficile riscontrare tra gli addetti ai lavori del settore edile, sempre più richieste in merito all’utilizzo di operatori inquadrati con voucher, siano esse provenienti da committenza e (purtroppo) imprese.

Il messaggio sdoganato da questa possibilità di remunerazione, tralasciando per un momento i fini utilitaristici legati all’utilizzo di questa metodologia di retribuzione, è sicuramente troppo semplicistico agli occhi del cittadino comune a cui pare di aver trovato la soluzione a tutti i problemi, al fine di crearsi un “risparmio” rientrando comunque nelle regole.

In realtà, come evidenziato dalla Legge 92/2012, sottolineiamo che intanto il presupposto di partenza è un rapporto di lavoro diretto tra committente e prestatore di lavoro senza che siano presenti intermediari; questo può essere sì il requisito base (ammesso che il lavoratore “temporaneo” rientri all’interno dei parametri stabiliti dal legislatore per l’uso del voucher) ma non andrebbe dimenticato dal committente (ed è qui che la criticità prende forma) che per prestazioni di lavoro in cui sia presente l’obbligo di formazione professionale qualificante, l’uso del voucher non è più ammesso.

Nella pratica utilizzando un esempio banale, se il Sig. Rossi necessita di una sistemazione di una porzione della pavimentazione del marciapiede di casa, può procedere ad incaricare un operatore il cui riconoscimento economico avverrà tramite voucher.

Se invece il Sig. Rossi, necessita di una revisione anche localizzata del manto di copertura dell’abitazione, non potrà avvalersi dello stesso operatore (con trattamento economico a voucher) perché trattasi di lavoro in cui si necessita formazione specifica.

L’utilizzo del voucher in edilizia ha quindi confini molto ben delimitati e casistiche che non sono così ampie ma situazioni sempre più comuni in cantiere e dati statistici INPS alla mano dimostrano che ormai l’utilizzo dei voucher è stato ampiamente “sdoganato” anche in questo settore.

Nella tabellazione proposta dall’INPS l’area nazionale che ha avuto l’incremento maggiore nell’arco temporale 2014-2016 è stata quella del CENTRO Italia, con un numero di emissioni passato da 6.227.238 (2014) a 15.399.755 (2016).

La riforma varata all’inizio dell’estate “Voucher lavoro” ecco le nuove correzioni avrà probabilmente apportato un miglioramento dei dati statistici censiti dall’INPS (arco temporale gennaio-luglio) ma sembrerebbe opportuna una regolamentazione maggiormente di dettaglio sul tema voucher che pur nato per risolvere la problematica del lavoro nero, è applicato in edilizia in modo “sleale” da:

*committenze (sovente scarsamente informate);

*operatori occasionali (che si pongono in condizioni di concorrenza sleale con Ditte o Lavoratori Autonomi);

*Imprese (che cercano di adeguare all’opportunità, la loro forza lavoro).

C’è da auspicare sicuramente una revisione dei provvedimenti e delle regolamentazioni, a partire da un’eventuale esclusione di alcuni settori per l’utilizzo di voucher che, dati alla mano, stanno portando effetti negativi nel medio/lungo periodo.

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