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La pubblicazione delle “Linee di indirizzo per la sicurezza nei cantieri di autocostruzione e di autorecupero” da parte della Regione Toscana ci ha già dato modo di iniziare ad affrontare tale argomento, con l’articolo Regione Toscana – AUTOCOSTRUZIONE ha permesso di analizzare anche la parte del documento inerente le prime indicazioni per quanto concerne la sicurezza nei cantieri di autocostruzione. Abbiamo voluto sviluppare l’argomento intervistando l’ Architetto Laura Pommella  e l’Ingegnere Maria Angela Pucci  rispettivamente Presidente e consigliere di A.R.I.A. Familiare, associazione legata al mondo dell’autocostruzione, cercando di approfondire questa tematica proprio con chi si adopera per poter far da ponte tra la cittadinanza, le imprese e le amministrazioni.

COSA SI INTENDE PER AUTOCOSTRUZIONE E QUALI BENEFICI PUO’ COMPORTARE IN UNA EVENTUALE NUOVA “FILIERA” COSTRUTTIVA?

Per “autocostruzione” intendiamo l’approccio al processo edilizio in cui il committente/i partecipa attivamente alla fase di costruzione o di ristrutturazione dell’immobile. ARIA in particolare si occupa dell’’autocostruzione “familiare”, aggettivo con il quale abbiamo voluto indicare che l’attenzione è rivolta alla singola abitazione, al nucleo di più famiglie, al co-housing o agli spazi che piccoli gruppi di persone vogliono realizzare o recuperare per abitarli o svolgervi le proprie attività. La dimensione è quindi una scala medio-piccola che rappresenta un ambito escluso dall’autocostruzione istituzionalmente riconosciuta in Italia. Da noi infatti l’autocostruzione viene “permessa” (e spesso solo fino alla categoria manutenzione) ai proprietari dell’immobile attraverso la forma dell’economia diretta, con l’aiuto dei familiari conviventi di primo grado; oppure ad un certo numero di soci riuniti in cooperativa edilizia (in genere edifici plurifamiliari attraverso l’autocostruzione assistita). Aria Familiare intende colmare il vuoto esistente per quelle situazioni in cui l’economia diretta risulta troppo stretta e la cooperativa edilizia troppo abbondante, cercando di delineare una formula che risulti più inclusiva, attraverso la partecipazione di altri soggetti (amici, partenti, vicini, sodali, etc), e più sostenibile economicamente (rispetto alla cooperativa che comporta importanti costi di gestione). L’autocostruzione familiare è rivolta a quelle situazioni in cui troviamo persone/famiglie che hanno a disposizione un terreno edificabile o una casa da ristrutturare ed un minimo di capacità economica da destinare al progetto. Con l’autocostruzione familiare il costo di costruzione della casa si riduce all’acquisto dei materiali, abbattendo completamente o in parte i costi della manodopera. Nel caso di autocostruzione totale (compreso la struttura) si può arrivare ad un risparmio del 50-60% sul costo di costruzione. Comunque costruirsi la propria casa richiede una forte motivazione perché rappresenta un percorso impegnativo, difficile ma anche unico ed appagante. Parliamo di un’attività con una diffusione ancora tutta da esplorare ma siamo convinti, perché l’abbiamo già sperimentato, di tutta una serie di effetti positivi che vanno dalla diffusione della sensibilità ecologica dei materiali, al loro uso responsabile, alla capacità di riappropriarsi della manualità, alla condivisione e la trasmissione del saper-fare, alla creazione materiale di spazi  e, contemporaneamente, alla costruzione – in senso relazionale e sociale – della comunità che li abiterà ed animerà.

ANDANDO NEL DETTAGLIO, QUAL’E’ L’ATTIVITA’ DELLA VOSTRA ASSOCIAZIONE?

Dalla sua fondazione ARIA ha lavorato su più fronti:

1) messa a punto di un modello organizzativo dell’associazione “madre” e della “federata“ che fa capo ad un singolo cantiere, dotandosi di un REGOLAMENTO che descrive:

  • le modalità di funzionamento della federata;
  • gli adempimenti ai fini della sicurezza;
  • i criteri di accogliemento dei progetti;
  • gli accordi tra autocostruttore e volontario;
  • la facilitazione via web.

2) recepimento della normativa relativa alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro all’interno della forma organizzativa di aria;

3)  lavoro in rete con altre associazioni;

4)  pressione sulla Regione Toscana per arrivare ad un accordo su autocostruzione familiare.

PASSIAMO QUINDI ALL’INTERROGATIVO PIU’ OVVIO,  COME SI ORGANIZZA UN CANTIERE IN AUTOCOSTRUZIONE?

ARIA è nata dall’esperienza maturata in Edilpaglia che è un’associazione che si occupa di costruzioni naturali in legno e paglia i cui cantieri – pur rimanendo luoghi di lavoro ad alto rischio come sono classificati tutti i cantieri edili – sono progettati a misura di autocostruttore. In tali cantieri si utilizzano poche e semplici attrezzature, materiali “dolci” adatti ad essere maneggiati da persone con media prestanza fisica, ed hanno un grado di difficoltà adatto a persone non specializzate. Quando il progetto e la scelta della tecnica edilizia sono progettate fin dall’inizio, come avviene per chi si rivolge ad Edilpaglia, possiamo avere cantieri in quasi totale autocostruzione, eccezion fatta per opere di fondazione (a seconda delle caratteristiche di intervento). In sostanza i cantieri di ARIA sono luoghi dove i committenti autocostruiscono l’edificio con l’aiuto di soci volontari e si inseriscono nella stessa normativa di riferimento per i cantieri convenzionali con la differenza che durante l’autocostruzione al posto della ditta o del lavoratore autonomo troviamo il volontario inquadrato secondo quanto prevede l’articolo 3 comma 12 bis del D.Lgs 81/2008, così come modificato dal d.lgs. 106/2009 e dalla legge 98/2013. E’ una sorta di economia diretta allargata a soggetti che sono comunque formati, informati ed addestrati, coperti da assicurazione, e che operano nell’ambito di una stessa associazione. I committenti auto-costruttori, oltre agli obblighi di competenza del committente (non delegabili secondo il Regolamento di ARIA) devono assolvere ad alcuni adempimenti del datore di lavoro, dato che in tal caso viene a coincidere con il committente stesso. In realtà, fin dall’inizio, sono arrivate moltissime richieste per interventi sul patrimonio edilizio esistente soprattutto per opere di autorecupero, come d’altronde era prevedibile considerando il patrimonio edilizio italiano. Abbiamo dunque iniziato a pensare come poteva essere organizzato un cantiere in semi-autocostruzione, dove cioè fossero previste delle fasi che per il loro grado di rischio o complessità, avessero richiesto l’intervento di un’impresa specializzata. Una cosa fondamentale è che non deve mai verificarsi nessuna interferenza: quando in cantiere interviene l‘impresa esso è assolutamente precluso agli auto costruttori/volontari e viceversa. Questa è un’estrema sintesi dell’organizzazione tecnico/normativa dei cantieri di ARIA, ma ciò che distingue lo spirito dell’autocostruzione è ben altro, infatti l’obiettivo e le ricadute sono più ampie dell’edificio che si realizza. Al centro di tutto c’è l’accoglienza delle persone, la partecipazione,  il clima di reciproco apprendimento, il ritmo che segue la misura del cantiere e delle persone che lo vivono, il laboratorio di comunità e di pratiche condivise che si viene a creare.

QUAL’E’ IL PARERE DELL’ASSOCIAZIONE IN MERITO ALLE LINEE GUIDA SVILUPPATE DALLA REGIONE TOSCANA?

Le linee guida della Regione Toscana rappresentano un primo traguardo di fondamentale importanza perché per la prima volta si riconosce la figura dell’autocostruttore semplice, non inquadrato in una cooperativa edilizia. Il documento è scarno e carente di indicazioni, ma si rivolge ad una fase di sperimentazione e ad un lavoro in corso che sarà seguito da un nucleo tecnico di valutazione, in particolare le linee si rivolgono ai cantieri che hanno ricevuto il finanziamento del bando regionale del 2012 sull’autocostruzione e autorecupero.  ARIA Familiare, dal canto suo, ha messo a punto un Regolamento ed un Vademecum per l’autocostruttore a cui dovranno attenersi i cantieri federati all’associazione. Non è detto che la Regione non prenda in considerazione questo modello. Quando presentammo il nostro documento al Dipartimento prevenzione e sicurezza cantieri della Regione esso fu accolto da un sostanziale apprezzamento. Qualche perplessità è stata invece sollevata dall’ispettorato del Lavoro, ma siamo certi che si tratta solo di punti di vistaNon si può infatti paragonare un cantiere in autocostruzione (dove i committenti sono aiutati da volontari amici, vicini, sodali. etc), ad un cantiere dove lavorano imprese che seguono altre logiche. Se vogliamo davvero trovare soluzioni e applicare il principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione allora le istituzioni pubbliche hanno il dovere di sostenere i cittadini che promuovono iniziative di interesse generale e semplificare le procedure burocratiche. Naturalmente questo deve avvenire nel rispetto delle leggi vigenti, e ARIA agisce legittimamente: non esiste alcun divieto che impedisca ad una famiglia o ad un gruppo organizzato di costruirsi un tetto nel rispetto delle norme urbanistiche, edilizie, della sicurezza e del lavoro.

ALCUNI ADDETTI AI LAVORI VEDONO L’AUTOCOSTRUZIONE IN MODO MOLTO SOMMARIO COME L’ENNESIMO TENTATIVO DI BY-PASSARE LE FIGURE INTERMEDIE DELLA FILIERA EDILE, COME VI PONETE IN MERITO ALLE PRIME OSSERVAZIONI/CRITICHE CHE VENGONO FATTE DAI PROFESSIONISTI E DALLE IMPRESE CHE OPERANO NEL SETTORE?

Non abbiamo che una vaga idea di quali critiche possano giungere, finora abbiamo incontrato solo tante persone entusiaste che ci hanno incoraggiato. Persone provenienti da ambienti diversi: cittadini, tecnici, artigiani; e non deve sorprendere l’aver riscontrato interesse anche da parte di funzionari, dirigenti di uffici pubblici e amministratori. L’impressione è che non aspettassero altro che un gruppo di cittadini seriamente motivato e animato da responsabilità e competenza si facesse avanti, per prendere la fiducia ed il coraggio necessari a supportare la loro azione. Le norme sulla sicurezza in Italia non possono costituire un ostacolo in quanto rappresentano il recepimento di direttive europee: nel resto d’Europa si autocostruisce pacificamente in percentuali variabili che in alcuni paesi arrivano a coprire quasi il 30% del settore edile. Per quanto riguarda la qualità e la regola d’arte di un edificio autocostruito sono spesso superiori a quelli costruiti convenzionalmente, in quanto sono gli stessi committenti a lavorarci ed hanno tutto l’interesse a fare bene il lavoro, così come le persone che li aiutano. L’edificio non segue regole di mercato nelle lavorazioni e nelle tempistiche. Il cantiere è comunque seguito da un direttore dei lavori e, nelle parti che necessitano certificazioni, dai rispettivi professionisti o artigiani abilitati. Vorremmo inoltre sottolineare che l’autocostruzione non costituisce un elemento di concorrenza sleale nel mercato edilizio. Essa va incontro a bisogni reali delle famiglie che altrimenti non potrebbero essere soddisfatti, e crea delle economie alternative dove in certe fasi possono regolarmente trovare spazio anche le imprese convenzionali.

QUALI SARANNO LE PROSSIME ATTIVITA’/INCONTRI DELL’ASSOCIAZIONE?

Organizzeremo gruppi locali di Aria Familiare nelle varie regioni con lo scopo di promuovere presso le amministrazioni locali la pratica dell’autocostruzione familiare. A tale scopo utilizzeremo i prossimi cantieri di autocostruzione familiare che si apriranno a breve (Emilia Romagna, Marche, Veneto, Piemonte, Lazio) come testa di ponte per far conoscere l’autocostruzione familiare e per creare dei “precedenti”. Per il prossimo autunno-inverno stiamo organizzando convegni, incontri, open-spaces in tutta Italia con l’obiettivo di:

  • promuovere e far conoscere l’autocostruzione familiare;
  • formare gli aspiranti autocostruttori rendendoli consapevoli di tutte le responsabilità e oneri che il loro ruolo comporta;
  • raccogliere suggerimenti da parte degli autocostruttori per migliorare creare reti locali di autocostruttori che possano aiutarsi a vicenda;
  • sensibilizzare le amministrazioni sul tema dell’autocostruzione familiare e promuovere progetti di autocostruzione e autorecupero familiare in collaborazione con le amministrazioni.

Cercheremo inoltre di continuare il dialogo con la Regione Toscana per seguire da vicino e possibilmente entrare a far parte del nucleo tecnico di valutazione che dovrà supervisionare la fase di sperimentazione. C’è ancora molto da fare ma noi siamo fiduciosi e l’entusiasmo che si é creato intorno ad ARIA FAMILIARE ci aiuta ad andare avanti con tenacia e determinazione. Di fronte a tutte le difficoltà, scetticismi e perplessità ci sostiene l’idea che quello che stiamo facendo é giusto e risponde a bisogni concreti e che le modalità che abbiamo trovato per realizzare l’autocostruzione familiare sia un modo non solo per costruire case confortevoli e sane a costi contenuti ma anche per ricostruire comunità. E poi del resto……”Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo. In fondo è cosi che è sempre andata”  (Margaret Mead).

Ogni ulteriore informazione può essere rinvenuta sul sito WWW.ARIAFAMILIARE.IT.

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