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Si poteva dire già da qualche tempo che era nell’aria anche a seguito delle recenti sentenze della Corte di Cassazione sulla diversificazione delle competenze professionali ma ora questo argomento potrebbe davvero rappresentare un intoppo burocratico di non poco conto.

Dando per appurato il contenuto delle sentenze richiamate sopra in cui (in sintesi) si individua l’Architetto come unico soggetto professionale che ha i requisiti per intervenire su immobili a vincolo monumentale e rilevando quanto riportato anche all’interno delle Linee Guida (n. 1) “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architetture e all’ingegneria” approvate con Delibera ANAC n. 973 del 14 settembre 2016, si può dire che ormai il dado è tratto, salvo opportuni e successivi prossimi chiarimenti.

Anche ANAC sottolinea come:

“Qualora la progettazione di cui alla classe I categorie a), b), c), d) ed e) riguardi immobili di interesse storico artistico sottoposti a vincoli culturali la progettazione è riservata ai laureati in architettura o muniti di laurea equipollente che consente l’iscrizione all’Albo degli Architetti, sez. A (art. 52 del regio decreto 23 ottobre 1925, n. 2537)”

Ribadendo appunto l’assunto delle ultime sentenze della Cassazione; fin qui nulla di nuovo e nulla da eccepire se non ci fermiamo a valutare attentamente la portata del periodo precedente e la applichiamo alla normativa inerente il T.U. D.Lgs. 81/2008 e le normative locali riferite alla progettazione dei sistemi anticaduta su lavori di manutenzione in copertura e facciate (le casistiche possono variare da Regione a Regione o da Regione a Provincia come nel caso della Provincia autonoma di Trento).

Richiamando in sintesi le normative che riguardano quest’ultimo argomento, vediamo come spesso sia il Coordinatore per la Sicurezza il soggetto incaricato dell’obbligo previsionale e progettuale di tale apprestamento.

Si tratta a tutti gli effetti di una progettualità e altresì riconducibile alla definizione di tabellare di cui al d.m. 17 giugno 2016, TAVOLA Z-1 “CATEGORIE DELLE OPERE – PARAMETRO DEL GRADO DI COMPLESSITA’ – CLASSIFICAZIONE DEI SERVIZI E CORRISPONDENZE” a cui fa riferimento ANAC all’interno delle sue Linee Guida “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architetture e all’ingegneria”.

Quindi con il combinato disposto di:

-ultime sentenze Cassazione;

-Linee Guida ANAC “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architetture e all’ingegneria”;

-opera rientrante all’interno della definizione di “cantiere” e con caratteristiche tali da attivare la nomina del C.S.P. e/o C.S.E.;

-interventi manutentivi in copertura e/o facciata (in base alla normativa locale di riferimento su sistemi anticaduta) rientranti come tipologia tra quelli sottoposti ad obblighi normativi regionali/provinciali in materia di progettazione sistemi anticaduta;

– edificio sottoposto a vincolo monumentale;

solamente la figura dell’Architetto può quindi essere nominata come Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione o Esecuzione di questa tipologia di intervento, relativamente ad appalti pubblici.

La lettura potrebbe essere allargata anche all’inclusione dei professionisti iscritti agli Ordini degli Ingegneri, per opere private, in base a quanto riportato nelle ultime sentenze della Cassazione.

In un perdurante trascinarsi di necessità di chiarimenti in merito alle competenze professionali di Tecnici Laureati e Diplomati, questa può diventare realmente una spiacevole lettura normativa che siamo convinti non tarderà a far proseguire questa lunga diatriba nelle varie sedi.

Sarebbe opportuno un chiarimento nel merito da parte degli Organismi nazionali competenti perché è evidente come vi siano parti di normative nazionali che vanno in collisione reciproca e se possibile in ulteriore collisione con normative regionali e con i principi di trasparenza e libero mercato.

Porre infine un combinato disposto che vada ad inficiare le caratteristiche indicate all’interno del T.U. D.Lgs. 81/2008 per il ruolo di Coordinatore Sicurezza, impone assolutamente la necessità di un urgente chiarimento per garantire l’operatività di stazioni appaltanti, committenti privati e professionisti.

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