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Cassazione: verifica dell’ITP previo affidamento del sub-appalto e successiva vigilanza.

23 May 18

Analizziamo la sentenza della Cassazione inerente gli obblighi dell’appaltatore in regime di subappalto, dalla verifica dell’ITP (idoneità tecnico professionale) al controllo del cantiere; come viene inquadrata l’impresa appaltante e quali compiti deve adempiere?.

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IL FATTO – mancata verifica ITP e procedure

Era stato condannato dal Tribunale di Firenze l’Amministratore Delegato della Società XXX per il reato di cui all’art. 590 comma 3 (lesioni personali colpose) in quanto lo stesso non aveva verificato in via preliminare al subappalto affidato ad altra impresa, l’idoneità tecnico professionale (ITP) e tollerandooperazioni gravemente imprudenti ed imperite” (cit.). Il tutto con particolare riferimento ai seguenti articoli del D.Lgs. 81/2008:

 

Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione

2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori: a) cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto; b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.

 

Articolo 36 - Informazione ai lavoratori

Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:

a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale;

 

Articolo 97 - Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria

1. Il datore di lavoro dell’impresa affidataria verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento.

2. Gli obblighi derivanti dall’articolo 26, fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 96, comma 2, sono riferiti anche al datore di lavoro dell’impresa affidataria. Per la verifica dell’idoneità tecnico professionale si fa riferimento alle modalità di cui all’ALLEGATO XVII.

3. Il datore di lavoro dell’impresa affidataria deve, inoltre: a) coordinare gli interventi di cui agli articoli 95 e 96; b) verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione.

3-bis. In relazione ai lavori affidati in subappalto, ove gli apprestamenti, gli impianti e le altre attività di cui al punto 4 dell’allegato XV siano effettuati dalle imprese esecutrici, l’impresa affidataria corrisponde ad esse senza alcun ribasso i relativi oneri della sicurezza.

3-ter) Per lo svolgimento delle attività di cui al presente articolo, il datore di lavoro dell’impresa affidataria, i dirigenti e i preposti devono essere in possesso di adeguata formazione.

La condanna era stata confermata anche in Corte d’Appello; la condotta del committente-datore di lavoro si ripercuoteva su uno degli operai dell’impresa in subappalto si infortunava ad un arto durante operazioni di taglio di una mattonella. Anche la Società del Amministratore Delegato veniva chiamata a rispondere di illecito amministrativo perché non dotata di procedure su verifica e scelta dei sub-appaltatori ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

 

IL FATTO – ricorso del committente-datore di lavoro

L’Amministratore Delegato ricorre in Cassazione con le seguenti motivazioni tecniche:

  1. L’obbligo dell’impresa affidataria era solo quello di coordinare e coordinarsi con l’unica Ditta presente in regime di subappalto; il richiamato art. 26 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che la responsabilità dell’appaltatpre sia connessa ad infortuni originati dal mancato coordinamento con le imprese, mentre l’art. 36 del D.Lgs. 81/2008 individua nel datore di lavoro l’obbligo di fornire adeguata informazione/formazione ai propri dipendenti e non a quelli di altra Impresa.
  2. Gli operai dell’impresa in subappalto avevano in dotazione anche una sega a banco con cui avrebbero potuto svolgere la medesima operazione in condizioni di sicurezza, rendendo così nulla la situazione di pericolo immediatamente percepibile.

 

DIRITTO – analisi della Cassazione

I giudici della Suprema Corte, analizzando i motivi del ricorso presentato dall’A.D. (committente-datore di lavoro) ritengono questi ultimi infondati; i giudici di merito hanno ricostruito l’intera vicenda a partire dall’originaria necessità di realizzazione di più edifici, con i lavori appaltati all’Impresa, di cui il soggetto condannato risulta essere l’Amministratore Delegato, che era intervenuta per l’attività costruttiva principale affidandosi poi al regime di subappalto per le rifiniture.

L’infortunio occorso al dipendente della Ditta operante in regime di subappalto durante le fasi di realizzazione di una pavimentazione esterna si originava da un utilizzo scorretto di attrezzatura portatile, non adibita al il taglio della pavimentazione perché mancante del dispositivo di sicurezza che avrebbe garantito il fissaggio del pezzo da tagliare, senza necessità di esposizione dell’arto.

La Cassazione sottolinea che il Tribunale di Firenze aveva correttamente ritenuto ininfluente accertare se fosse presente o meno sul cantiere la sega circolare a banco che poteva, in ipotesi, essere usata in alternativa per lo svolgimento di tale lavorazione” (cit.).

L’impresa appaltatrice, di cui il soggetto condannato era l’Amministratore Delegato, risulta adeguatamente motivato ed in linea con i principi di diritto elaborati dalla giurisprudenza di legittimità; la Cassazione ribadisce come:

in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il committente è titolare di una posizione di garanzia idonea a fondare la sua responsabilità per l'infortunio nel caso di omesso controllo dell'adozione da parte del sub-appaltatore delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e, comunque, quando si manifesti una situazione di pericolo immediatamente percepibile che non sia meramente occasionale

 

DIRITTO – commento alla Cassazione

Valutando il testo della sentenza della Suprema Corte risulta una zona d’ombra relativa all’inquadramento dell’impresa di cui il condannato risultava essere Amministratore Delegato; in alcuni passaggi l’impresa viene inquadrata come committente-datore di lavoro mentre in altri come impresa appaltatrice sia affidataria che esecutrice di una parte del lavoro.

Il passaggio finale della sentenza risulta a nostro parere mancante di un termine specifico che può trarre in inganno il lettore che andiamo ad evidenziare in rosso riproponendo l’intero periodo:

in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il committente (/ DATORE DI LAVORO – n.d.r.) è titolare di una posizione di garanzia idonea a fondare la sua responsabilità per l'infortunio nel caso di omesso controllo dell'adozione da parte del sub-appaltatore delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e, comunque, quando si manifesti una situazione di pericolo immediatamente percepibile che non sia meramente occasionale

Non è dato purtroppo sapere quali conseguenze sono state previste per il committente dell’opera.

 

F.to Redazione Tecnica

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ARGOMENTI: CASSAZIONE DATORE DI LAVORO COMMITTENTE SUBAPPALTO IMPRESA AFFIDATARIA ITP