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Cassazione – da quando inizia il compito di alta vigilanza del coordinatore?.

27 September 17

L’infortunio occorso durante la realizzazione di opere stradali, permette alla Cassazione con sentenza n. 42294/2017 (Sez. IV) di chiarire alcuni aspetti legati alla figura del coordinatore sicurezza. Da quando iniziano i compiti normativi previsti quando lo stesso coordinatore può giustificarsi lamentando una scarsa informazione da parte degli appaltatori?.

 

IL FATTO

Durante opere di riqualificazione eseguite nel centro storico inerenti il rifacimento del manto stradale, avveniva l’infortunio di un cittadino che transitando sulla strada, a seguito di un parziale cedimento della stessa, si infortunava con una prognosi di giorni 30. Dalla Corte d’Appello di Catania veniva quindi condannato il coordinatore sicurezza per “colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, nonché nella violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro “ (cit.).

Il coordinatore sicurezza ricorre in Cassazione con le seguenti motivazioni di carattere tecnico:

  1. L’appaltatore non aveva comunicato l’inizio dei lavori non permettendo al coordinatore di poter adempiere ai propri doveri normativi e nemmeno aveva inviato il POS;
  2. La stazione appaltante comunicava alla Ditta appaltatrice il nominativo del coordinatore sicurezza (CSP e CSE) quattro giorni dopo l’infortunio;
  3. Il disciplinare di incarico, che era stato sottoscritto dal coordinatore sicurezza con la stazione appaltante circa quattro mesi prima dell’infortunio, non poteva aver valore considerate le risultanze di cui sopra.

Il coordinatore sicurezza contesta l’assunto della Corte Territoriale secondo cui a prescindere dalla mancata informazione della Ditta Appaltatrice sull’inizio dei lavori, il coordinatore non poteva esimersi dagli obblighi normativi a suo carico.

 

DIRITTO

Analizzati i motivi di ricorso del coordinatore (di cui abbiamo riportato quelli puramente legati alla normativa sulla sicurezza, tralasciando la parte più squisitamente legale) la Cassazione analizza il ricorso con le seguenti osservazioni:

*“non ha decisivo rilievo probatorio” (cit.) il fatto consistente nell’invio della notifica preliminare (effettuato dal committente pubblico) sei giorni dopo l’avvenuto infortunio (04 agosto) e comunque in ritardo rispetto alla data indicata dell’inizio dei lavori (02 agosto) e che la posizione di garanzia del coordinatore sicurezza ha inizio dalla data di sottoscrizione della convenzione (mese di marzo).

*Il ricorrente coordinatore afferma che i lavori erano stato consegnati nel mese di aprile, la mancata redazione del POS “lungi dall'esimere l'imputato da ogni responsabilità” e che anzi doveva essere già stata segnalata dal coordinatore all’impresa appaltatrice.

*Dai rilievi probatori i lavori si trovavano in uno stato d’avanzamento considerevole.

La Cassazione rigetta dunque il ricorso evidenziando come l’eventuale assenza di opportuna informazione dell’Impresa Appaltatrice, non esime il coordinatore sicurezza dai suoi doveri normativi di alta vigilanza a maggior ragione quando lo stesso ha sottoscritto una convenzione con la Stazione Appaltante ed i lavori sono consegnati.

 

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