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Volontariato e sicurezza sul lavoro – OdV e il volontario.

28 October 16

E’ considerata attività di volontariato «quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte. Senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà» così come stabilito dalla Legge 266/91 “Legge quadro sul volontariato” che impone alle OdV (Organizzazioni di Volontariato) l’obbligo di assicurare il volontario contro infortuni e malattie connesse allo svolgimento delle mansioni previste.

Rapporti di lavoro autonome o subordinato, risultano incompatibili con qualsiasi attività di volontario.

Le attività di volontariato sono quindi entrate anche all’interno del campo di applicazione del T.U. D.Lgs. 81/2008, così come previsto al comma 12 bis dell’art. 3 che estende le inclusioni previste dalla richiamata Legge 266/91 anche a:

 

“….delle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni sportive dilettantistiche di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, e all'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, nonché nei confronti di tutti i soggetti di cui all'articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 21 del presente decreto. Con accordi tra i soggetti e le associazioni o gli enti di servizio civile possono essere individuate le modalità di attuazione della tutela di cui al primo periodo…”

 

Riassumendo:

- volontari delle Associazioni di Promozione Sociale (APS) di cui alla legge 383/2000;

- volontari delle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) di cui alla legge 398/1991;

- volontari delle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro di cui all'articolo 90 della legge 289/2002;

- direttori artistici e collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche (ai sensi dell'articolo 67 del D.P.R. 917/1986);

- soggetti che realizzano esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche del CONI, delle Federazioni sportive nazionali, dell'Unione Nazionale per l'Incremento delle Razze Equine (UNIRE), degli enti di promozione sportiva e di qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto’ (ai sensi dell'articolo 67 del D.P.R. 917/1986)”.

Il richiamo all’applicazione dell’art. 21 del T.U. D.Lgs. 81/2008, inquadra il volontario alla stregua di lavoratore autonomo e deve quindi:

* utilizzare attrezzature di lavoro conformi;

* dotarsi di DPI ed utilizzarli come indicato al titolo III del d.Lgs. 81/2008;

* beneficiare della sorveglianza sanitaria (con oneri a proprio carico);

* partecipare a corsi di formazione (con oneri a proprio carico).

Valutata la possibilità che OdV e volontario concordino l’attuazione delle misure di cui sopra, la trasposizione di tali accordi deve essere realizzata per scritto in modo da tutelare le parti sia da un punto giuridico che organizzativo.

Il T.U. D.Lgs. 81/2008 sempre al comma 12 bis dell’art. 3 prevede anche la possibilità che il volontario di una OdV inquadrata tra quelle indicate, operi nell’ambito di un organizzazione di un datore di lavoro:

 

“…Ove uno dei soggetti di cui al primo periodo svolga la sua prestazione nell'ambito di un'organizzazione di un datore di lavoro, questi è tenuto a fornire al soggetto dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti nei quali è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla sua attività. Egli è altresì tenuto ad adottare le misure utili a eliminare o, ove ciò non sia possibile, a ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del soggetto e altre attività che si svolgano nell'ambito della medesima organizzazione.”

 

Il luogo su cui ricade l’organizzazione di un datore di lavoro ha per sua natura già attivato gli adempimenti previsti dal T.U. (misure di emergenza e tutela, valutazione dei rischi) a cui si dovrà aggiungere un’analisi delle eventuali interferenze dovute al volontario e l’informativa a quest’ultimo sui rischi dell’ambiente di lavoro in cui va ad operare. L’OdV deve quindi procedere ad un confronto con il datore di lavoro (del luogo oggetto dell’operatività dei suoi volontari) che deve informare l’OdV:

-sui rischi diretti a cui possono andare incontro i volontari;

-sui rischi interferenziali con le attività del luogo di lavoro e gli operatori del Datore di Lavoro;

-sulle misure di tutela (esistenti e da implementare);

-sulle misure di emergenza.

Quest’ultima dovrà procedere a trasmettere le informazioni recepite ai propri volontari in base agli accordi stipulati per scritto con questi ultimi, in merito ai contenuti dell’art. 21 T.U. D.Lgs. 81/2008 richiamato sopra.

 

Facciamo un esempio che possa descrivere nel dettaglio quanto riportato sopra; prendiamo in considerazione la un Patto di collaborazione tra un Comune ed una specifica Associazione (tra quelle riconosciute) per l’implementazione del servizio di manutenzione di una zona a verde di quartiere.

In questo caso il luogo di lavoro è la stessa zona a verde, in cui in regime ordinario vanno ad operare gli inservienti comunali con compiti di manutenzione e pulizia. Per i motivi sopra richiamati il Comune avrà quindi previsto ogni misura e valutazione dei rischi per i propri operatori. Nel caso di accordo sottoscritto con l’Associazione, il Comune procederà ad analizzare eventuali rischi interferenziali tra gli operatori volontari dell’associazione ed i lavoratori interni all’Ente e fornirà tutte le informazioni attraverso gli opportuni documenti sviluppati, in sede di sottoscrizione del Patto con la richiamata Associazione.

L’Odv trasmetterà le informazioni recepite dal Comune ai propri volontari così come indicato nell’accordo sottoscritto vicendevolmente.

 

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