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Rete di sicurezza - approfondimento.

26 November 15

DESCRIZIONE:

Le reti di sicurezza sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto, costituiti da reti e da intelaiature di sostegno.
Sono costituite da una connessione di maglie di nylon o materiali plastici sostenuta da una fune sul bordo ancorata con idonei elementi al fine di fermare la caduta di persone.

 

CLASSIFICAZIONE SECONDO UNI EN 1263 :

Le reti di sicurezza sono classificate secondo la UNI EN 1263-1: 2003 in base a due parametri:
1. classe;
2. sistema.


Classificazione per classe
La classe definisce le dimensioni della maglia e la resistenza della rete.
Le reti vengono divise in quattro classi (A1, A2, B1, B2) che si distinguono per la massima dimensione delle maglie (lM) e per i valori caratteristici dell’energia (E) che può agire su di esse.
Classe A1 lM = 60 mm E = 2,3 kJ
Classe A2 lM = 100 mm E = 2,3 kJ
Classe B1 lM = 60 mm E = 4,4 kJ
Classe B2 lM = 100 mm E = 4,4 kJ


Classificazione per sistema
Il sistema indica la tipologia del supporto della rete e la diversa modalità d’impiego.
Le reti di sicurezza vengono divise in quattro sistemi, due per l’impiego orizzontale (Sistema S e Sistema T) e due per l’impiego verticale (Sistema U e Sistema V).
 

Sistemi per l’impiego orizzontale (S, T)
Sistema S è la rete di sicurezza con fune sul bordo che incornicia e rinforza la zona perimetrale e alla quale vengono collegati i cavi di sollevamento e ancoraggio. Essa viene messa in opera in posizione
orizzontale per proteggere da cadute una zona ampia dell’area di lavoro generalmente interna alla struttura da proteggere.
Le reti di sicurezza del Sistema S devono avere una superficie minima di 35 mq e lato corto non inferiore a 5 mSistema T è la rete di sicurezza attaccata a consolle (telaio metallico di supporto) per utilizzo orizzontale; a differenza del Sistema S ha un minore sviluppo superficiale e si presenta come una mensola agganciata alla parete esterna del manufatto.

 

Sistemi per l’impiego verticale (U, V)
Sistema U è la rete di sicurezza attaccata a una intelaiatura di sostegno per utilizzo verticale; essa può avere o non avere un telaio proprio, fornito dal costruttore, e viene vincolata e agganciata all’intelaiatura
di sostegno tramite idonea fune o cinghia .
Sistema V è la rete di sicurezza con fune sul bordo attaccata a un sostegno a forca; è a installazione verticale e protegge da cadute sia laterali che verticali che si verificano da due piani .

CARATTERISTICHE:

Permettono nelle varie soluzioni possibili di utilizzo, di impedire cadute accidentali degli operatori e/o cadute di materiali sugli operatori.
Le condizioni delle reti devono essere verificate prima di ogni montaggio a cura del responsabile dell’impresa-montatore.

La marcatura di una rete di sicurezza conforme alla UNI EN 1263-1, deve riportare le seguenti indicazioni:

-denominazione;

-norma di riferimento;

-sistema;

-classe;

-tipologia e dimensioni (in mm) della maglia;

-dimensioni (in m) della rete;

-modalità di controllo della produzione (se è applicabile l’allegato B della UNI EN 1263-1: 2003 “Ongoing production inspection”). Il livello di ispezione può essere L o M a seconda che il controllo della qualità di produzione sia eseguito dal costruttore in conformità alla EN ISO 9000 (livello L) o da un organismo notificato (livello M).

 

IMPIEGO:

Per lavori sui solai, sui tetti, sui ponti, sui viadotti o di scavo, anche ad integrazione di parapetti e di altri DPC.

SPECIFICITA':

DISPOSITIVO DI PROTEZIONE COLLETTIVO che permette di eliminare e/o ridurre il rischio di infortunio per caduta dall’alto.

 CRITICITÀ:  

*Montaggio non corretto.

*Valutazione dell’abbassamento della rete per caduta di operatore o sulla possibilità di urti sulle strutture.

*Deve essere valutato in cantiere l’ancoraggio alla struttura portante.

ALTERNATIVE:  

Impalcati e/o parapetti.

ISPEZIONI:

Le condizioni degli elementi devono essere verificati durante l’uso a cura del responsabile dell’impresa-montatore seguendo le indicazioni del costruttore. 

Per i componenti metallici essa prevede:

- la verifica dello stato superficiale;

- la verifica dell’usura;

- la verifica dei danni dovuti alla corrosione;

- la verifica dello stato delle saldature;

- la verifica dello stato di viti, perni e bulloni;

- il serraggio dei bulloni;

- la verifica del periodo di servizio.

Per i componenti in tessuto essa prevede:

*la verifica sulla presenza di tagli;

*la verifica sulla presenza di abrasioni;

*la verifica dell’usura;

*la verifica dei danni dovuti al calore e a sostanze aggressive (acidi, solventi);

*la verifica del deterioramento dovuto ai raggi del sole;

*la verifica dello stato tensionale;

*la verifica della modifica del colore;

*la verifica del periodo di servizio.

SISTEMI E PROCEDURE COMPLEMENTARI:

Verifica delle condizioni di ancoraggio alle strutture

Congruità con le indicazioni d’impiego del costruttore

NORME DI RIFERIMENTO: 

DPR 224/98 Responsabilità del produttore per danni provocati al consumatore da prodotti difettosi

Circ MLPS n. 13, 20 gennaio 1982 Mezzi anticaduta e montaggio prefabbricati: Parte II

Circ MLPS n. 25 13.09.2006 Obblighi del datore di lavoro relativi all’impiego dei ponteggi – Contenuti minimi del Piano di Montaggio, Uso, e Smontaggio (PIMUS)

UNI EN 1263-1 Reti di sicurezza parte 1: Requisiti di sicurezza, metodi di prova

UNI EN 1263-2 Reti di sicurezza parte 2 Requisiti di sicurezza per messa in opera di reti di sicurezza

UNI EN 13374 Sistemi di protezione temporanea dei bordi – Specifiche di prodotto e metodi di prova

Linee guida ISPESL per la scelta, l’uso e la manutenzione dei Sistemi collettivi di protezione dei bordi

 

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Testo a cura di: Regione Toscana, D.G. Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Settore Prevenzione Igiene e Sicurezza sui luoghi di lavoro, che ne coordina l'attività (ing. Irene Chirizzi), affidata agli operatori dell'Azienda USL10 (coordinati da dr. Maurizio Baldacci) di Firenze per il sistema editoriale, all'. Arch. Roberto Angioni e Arch. Ilaria Saratti per conto della Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto per la parte dei contenuti, previa validazione da parte della Regione Toscana coadiuvata da ASL3 (ing. Massimo Selmi), ASL5 (ing. Andrea Cini), ASL7 (dr Rolando Giomarelli) e ASL10 (ing. Alessandro Matteucci).

 

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