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ADDETTI AI LAVORI > COORDINATORE PER LA SICUREZZA

Regolamenti beni comuni e sicurezza sul lavoro, una strada piena di buche.

02 November 16

Abbiamo analizzato alcuni dei Regolamenti beni comuni presenti nelle varie realtà locali italiane ponendoli sotto la lente di ingrandimento delle normative legate alla sicurezza sul lavoro con una diagnosi oggettiva che esula da ogni valutazione che non sia riferibile ad ambiti tecnici.

Questo lo stato dell’arte in merito ai Regolamenti beni comuni e/o Patti di collaborazione approvati dai Comuni e quelli in corso di approvazione per i capoluoghi di provincia:

Regolamento beni comuni/Patti di collaborazione

 ADOTTATO

Regolamento beni comuni/Patti di collaborazione

IN CORSO DI ADOZIONE

BOLOGNA

SIENA

L’AQUILA

ORVIETO

BRINDISI

BARI

TRENTO

TERNI

RAVENNA

GROSSETO

SONDRIO

REGGIO CALABRIA

TORINO

ALESSANDRIA

PORDENONE

MONZA

BERGAMO

PESCARA

MACERATA

LECCO

PAVIA

AGRIGENTO

ALGHERO

CALTANISSETTA

CASERTA

CATANZARO

COSENZA

FERRARA

FORLÌ

GELA

GENOVA

LECCE

MESSINA

MILANO

MODENA

NOVARA

PALERMO

PERUGIA

PISA

PISTOIA

POTENZA

PRATO

RAGUSA

ROMA

TERAMO

TRANI

TREVISO

TRIESTE

VERCELLI

1.         

 

INQUADRAMENTO

Prima di iniziare con l’analisi, ritorniamo alla definizione di cantiere e committente così come indicato dal T.U. D.Lgs. 81/2008:

 

CANTIERE - «1. I lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro.

2. Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.»

 

COMMITTENTE - «il soggetto per conto del quale l’intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel caso di appalto di opera pubblica, il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto.»

 

Da una verifica preliminare, la struttura di molti dei Regolamenti beni comuni è assolutamente simile; procediamo quindi con l’analisi di dettaglio del Regolamento beni comuni di Torino al fine di prendere come riferimento diretto un documento sviluppato da un Comune che è anche Capoluogo di Regione e che quindi possiede una propria (consistente) organizzazione amministrativa. Con il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani”, si nota subito da una semplice ricerca che il termine sicurezza appare solo una volta in tutto il testo, breve cartina di tornasole che fa presagire un analisi non così semplice e scontata. Le Azioni e possibili interventi previsti nel Patto di Collaborazione (art. 6 del Regolamento Beni Comuni) sono:

 

«1. La collaborazione tra Amministrazione e cittadini attivi può prevedere differenti livelli di intensità e complessità, ed in particolare…

c) manutenzione, restauro, riqualificazione di beni mobili. Manutenzione, restauro, riqualificazione di beni immobili, a patto che gli interventi non trasformino l'immobile in maniera irreversibile impedendone eventualmente diverse destinazioni (pubbliche e comuni) future.».

 

IL COMMITTENTE

Unendo le definizioni del T.U. D.Lgs. 81/2008 con quelle indicate in alcuni degli articoli del Regolamento Beni Comuni di Torino, appare chiaro come gli interventi di cui si va a dare descrizione siano, in alcuni casi, un cantiere che per sua natura avrà un Committente che in questo caso è proprio il Comune di Torino.

In base alla tipologia di intervento c’è solo da valutare se il Comune di Torino sarà solo Committente puro o Committente/Datore di Lavoro considerata anche la possibilità stabilita alla lettera k – comma 1, art. 5 di «affiancamento del personale comunale nei confronti dei cittadini».

 

IL CITTADINO ATTIVO

Il Regolamento beni comuni di Torino indica per cittadino attivo «tutti i soggetti, singoli, associati o comunque riuniti in formazioni sociali, anche informali, anche di natura imprenditoriale» e con questi due termini prosegue nel testo indicando tra le altre cose che «I cittadini attivi possono svolgere interventi di cura, gestione condivisa e rigenerazione dei beni comuni come singoli o attraverso le formazioni sociali in cui esplicano la propria personalità, stabilmente organizzate o meno».

Iniziamo con il ricordare che il T.U. D.Lgs. 81/2008 definisce il LAVORATORE come la «persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione» e quindi il cittadino attivo singolo o associato/riunito in formazioni sociali è un lavoratore.

Mantenendo costante l’ipotesi che le attività in analisi siano riconducibili al cantiere il Comune (Committente) si rivolge:

1.a cittadini singoli rientranti come volontari del Comune stesso (equiparati al lavoratore autonomo);

2.a cittadini associati in formazioni sociali (inquadrati come volontari in OdV);

3.a cittadini associati in formazioni sociali imprenditoriali.

 

Queste tre forme implicano per loro natura percorsi ben diversi ed è chiaro come ogni altra valutazione dettagliata nel Regolamento (es. assicurazione, responsabilità per danni ecc.) non possa essere quindi ricondotta ad accordi soggettivi definiti in un mero Patto di Collaborazione tra Ente e cittadino ma che gli stessi siano definiti dalle vigenti normative sul lavoro e sulla sicurezza sul lavoro in base alle casistiche definite per i punti riportati sopra.

 

PREVENZIONE DEI RISCHI

E’ il Comune che procede a:

- dare opportuna informazione sui rischi per gli ambienti oggetto di collaborazione;

- dare opportuna informazione sulle misure di emergenza adottate (o da adottare);

- indicare gli opportuni DPI;

 

art. 14 “Materiali di consumo e dispositivi di protezione individuale

«Il Comune, nei limiti delle risorse disponibili, può fornire in comodato d'uso gratuito i beni strumentali ed i materiali di consumo necessari per lo svolgimento delle attività, compresi, per attività di breve durata, i dispositivi di protezione individuale. Tali beni, salvo il normale deterioramento dovuto all'uso, devono essere restituiti in buone condizioni al termine delle attività.»

 

«i cittadini attivi sono tenuti ad utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale che, sulla base della valutazione dei rischi, il Comune ritiene adeguati ed a rispettare le prescrizioni contenute nei documenti di valutazione dei rischi.»

 

Inoltre deve essere individuato un supervisore che verifichi l’utilizzo corretto dei DPI previsti nel caso di intervento di “più cittadini attivi” che, come indicato all’inizio dell’analisi, potrebbero anche far attivare le procedure di nomina di un Coordinatore per la Sicurezza nel momento in cui siano presenti due o più cittadini attivi definiti come formazioni sociali imprenditoriali.

 

CONCLUSIONI

Tutto il sistema si basa in sintesi sulla possibilità normativa di assimilare il normale cittadino ad un lavoratore autonomo e ci chiediamo quanto sia realmente lungimirante tutto ciò perché al di là di ogni aspetto normativo, bisognerebbe tener conto che oltre alla sicurezza normativa esiste anche una sicurezza “reale” maturata dall’esperienza che si ha nell’eseguire quotidianamente anche le lavorazioni più elementari per non parlare poi del fatto che tali lavorazioni comunque rappresentano (rappresenterebbero) spesso una quota consistente del reddito per le numerose micro realtà lavorative nell’edilizia, settore ormai asfittico.

Non vorremmo infatti che i Regolamenti dei beni comuni, assolutamente meritori in senso assoluto, possano avere nel prossimo futuro un carattere “ordinario” e non “occasionale” nella soluzione di alcune problematiche di gestione dei beni comuni che per caratteristiche e definizione si possano assimilare a un cantiere; a nostro avviso dovrebbero rappresentare solo uno strumento di implementazione una tantum rispetto a quanto l’Ente Pubblico può fare con risorse proprie o per mezzo di appalti.

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