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PLE “Piattaforme di lavoro mobili elevabili” - tipologie e normativa.

15 November 16

VIDEO IMBRACATURA ANTICADUTA

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PIATTAFORME DI LAVORO MOBILI ELEVABILI (PLE)

Dispositivo Esterno Non Permanente

Non adatta allo sbarco di persone in quota

DESCRIZIONE

Sono mezzi mobili per l’accesso aereo di persone con attrezzi che devono eseguire lavori temporanei in quota oltre 2 metri e fino a oltre 100 metri di altezza dal piano terra. Sono specificamente progettati per consentire un veloce posizionamento dei lavoratori a qualsiasi quota desiderata e raggiungibile dalla macchina scelta. Sono comandati direttamente dalla piattaforma di lavoro senza dover usare scale. Le persone sulla piattaforma sono sicure e protette contro il rischio di caduta.

PLE “Piattaforme di lavoro mobili elevabili”

PLE è il termine ufficiale che identifica le macchine comunemente conosciute come “piattaforme aeree” o “cestelli” e che si dividono in varie categorie:

Le piattaforme di lavoro mobili elevabili sono suddivise in due gruppi principali:

· Gruppo A: le piattaforme di lavoro mobili elevabili nelle quali la proiezione verticale del baricentro del carico è sempre all'interno delle linee di ribaltamento.

· Gruppo B: le piattaforme di lavoro mobili elevabili nelle quali la proiezione verticale del baricentro del carico può essere all'esterno delle linee di ribaltamento.

Relativamente allo spostamento, le piattaforme di lavoro mobili elevabili sono suddivise in tre tipi:

· tipo 1 Lo spostamento è consentito solo quando la piattaforma di lavoro mobile elevabile è in posizione di trasporto;

· tipo 2 Lo spostamento con la piattaforma di lavoro sollevata è controllato da un punto di comando sul telaio;

· tipo 3 Lo spostamento con la piattaforma di lavoro sollevata è controllato da un punto di comando sulla piattaforma di lavoro.

Hanno caratteristiche diverse e altezze diverse di lavoro raggiungibili, in commercio si trovano:

1. Autocarrate con braccio telescopico e/o articolato, allestite su veicolo indipendente adatto per trasferimento su strada con patente B o C, con stabilizzatori idraulici.
Hanno una torretta girevole e sono in grado di sbracciare su 360°. Disponibili anche su trattori e veicoli speciali.Arrivano fino a circa 100 m di altezza lavoro. Operano soltanto con stabilizzatori piazzati.

2. Semoventi cingolate tipo ragno con braccio telescopico e/o articolato, con stabilizzatori idraulici articolati, motore diesel o bivalente, per applicazioni esterne ed interne. Hanno una torretta girevole e sono in grado di sbracciare su 360°. Arrivano fino a circa 50 m di altezza lavoro. Operano soltanto con stabilizzatori piazzati e possono essere livellate su elevate pendenze del terreno

3. Semoventi a braccio telescopico e/o articolato, gommate o cingolate, con motore diesel, elettrico o bivalente, con o senza stabilizzatori idraulici, per applicazioni
esterne o interne. Hanno una torretta girevole e sono in grado di sbracciare su 360° e traslare a bassa velocità con piattaforma di lavoro sollevata. Arrivano fino a circa 40 m di altezza lavoro

4. Semoventi verticali a pantografo, gommate, con motore diesel, elettrico o bivalente, con o senza stabilizzatori, per applicazioni esterne o interne. Hanno un movimento verticale e sono in grado di traslare a bassa velocità con piattaforma di lavoro sollevata. La piattaforma di lavoro può essere traslabile o allungabile. Arrivano fino a circa 35 m di altezza lavoro

5. Trainabili su rimorchio con braccio telescopico e/o articolato, allestite su rimorchio stradale o industriale con stabilizzatori meccanici o idraulici, con motore elettrico da batterie o da rete o motore a scoppio per i movimenti del braccio. Hanno una torretta girevole e sono in grado di sbracciare su 360°. Arrivano fino a circa 25 m di altezza lavoro. Operano soltanto con stabilizzatori piazzati, per applicazioni esterne o interne.

6. Sollevatori verticali di persone a colonna idraulica, con o senza braccetto articolato idraulico, semoventi oppure a spostamento manuale, con motore elettrico a batterie o da rete per applicazioni interne, con o senza stabilizzatori meccanici. Hanno un movimento verticale più sbraccio se muniti di braccetto articolato idraulico. Arrivano fino a circa 12 m di altezza lavoro

PLAC “Piattaforme di lavoro autosollevanti”

PLAC  termine ufficiale che identifica le macchine comunemente conosciute come piattaforme autosollevanti che possono essere fornite e montate in varie configurazioni a una, due o più colonne per trasportare e posizionare al lavoro persone e materiale.

CARATTERISTICHE

PLac “Piattaforme di lavoro autosollevanti”
Protetto con parapetto fisso su tutti i lati aperti sul vuoto, ripiano protetto, colonna/e cremagliera di scorrimento motorizzato del piano, base/i di appoggio a terra ed elementi di ancoraggio delle colonne alla facciata, impianto di movimentazione verticale e sistemi di comando, che può essere azionato verticalmente sulla facciata fino alla copertura.
Esistono dispositivi con ripiani di contenute dimensioni e che possono spostarsi verticalmente per altezze ridotte sostenute da monocolonna e piattaforme di maggiori dimensioni (circa 25 mt di lunghezza) che possono raggiungere altezze elevate (circa 100 mt d’altezza) che scorrono su una doppia colonna ancorata alla facciata.
Il sistema presenta comandi sul piano e deve essere impiegato unitamente a DPI anticaduta.

PLE “Piattaforme di lavoro mobili elevabili” 
Consiste in piattaforma chiusa per il lavoro in quota, sostenuta da dispositivi che consentono, generalmente, la movimentazione sia verticale che laterale (ad esclusione della piattaforma a pantografo). La base è dotata di stabilizzatori che bloccano al suolo il sistema durante il suo impiego. Protetto con parapetto fisso su tutti i quattro lati, ripiano protetto da sistema anti-oscillazioni, elemento di sostegno e movimentazione motorizzato con comandi sul cestello, base di appoggio a terra ed elementi stabilizzanti.
A seconda delle altezze da raggiungere e dal tipo di base di appoggio si distinguono:
-    cestello telescopico su base semovente su ruote gommate;
-    cestello telescopico su base semovente su cingoli;
-    cestello su automezzo;
-    piattaforma a pantografo.
Il sistema presenta comandi sul cestello e deve essere impiegato unitamente a DPI anticaduta.

IMPIEGO

PLAC “Piattaforme di lavoro autosollevanti”
Sistema adatto ad attività manutentive sul perimetro della copertura o come via di accesso esterna e provvisoria alla stessa (solo con piattaforma elevabile certificata dal costruttore per tale impiego). 
Il ponte elevabile dovrà essere impiegato esclusivamente secondo le modalità di montaggio/smontaggio e utilizzo previsti dal costruttore e in tal senso certificato.

PLE “Piattaforme di lavoro mobili elevabili” 
Adatto alle attività indicate per la piattaforma elevabile.
Il cestello, se non certificato per lo sbarco in quota, non può essere impiegato come sistema di accesso alla copertura e l’attività dell’operatore deve essere eseguita sempre all’interno del cestello, con imbracatura agganciata.

SPECIFICITÀ

PLAC “Piattaforme di lavoro autosollevanti”
Dispositivo efficace contro il rischio di cadute dall’alto e di caduta dall’alto di materiali e utensili. Può trovare impiego anche per facciate e coperture collocate a notevole altezza dove la realizzazione di un ponteggio fisso o con trabattello ancorato diventano impossibili.
Garantisce velocità di montaggio e consente di risolvere esigenze di accesso dal fronte esterno alla copertura (solo con piattaforma elevabile certificata dal costruttore per tale impiego).

PLE “Piattaforme di lavoro mobili elevabili” 

Dispositivo per il lavoro in quota efficace e di immediato impiego, non richiede attività preparatoria a terra o sulla facciata (a parte la delimitazione dell’area di lavoro per il rischio di caduta utensili), ed è pertanto adatto ad attività urgenti su facciate, cornicioni, coperture di non eccessiva profondità (per la parte raggiungibile dall’operatore agendo dall’interno del cestello).

Consente la manovrabilità del piano di lavoro, in alcuni casi a 360 gradi (tipologia a braccio articolato) e, comunque la movimentazione del cestello sia in altezza che lateralmente (ad esclusione della piattaforma a pantografo che può avere movimentazione solo verticale).

CRITICITÀ

Piattaforma elevabile.
Non è sistema in dotazione dell’opera. 
Normalmente richiede ancoraggio alla facciata delle colonne-cremagliera (piattaforma elevabile), non sempre di facile realizzazione ad edificio completato.
Il suo impiego come luogo di lavoro è limitato al solo bordo della copertura raggiungibile dall’operatore senza sporgersi dai parapetti laterali.

PLE “Piattaforme di lavoro mobili elevabili” 
Come il precedente non è sistema permanente e limita l’operatività dell’operatore alle componenti raggiungibili dall’interno del cestello. 
Se non certificato per lo sbarco in quota non può essere impiegato come dispositivo per l’accesso alla copertura. 
Il dispositivo può essere utilizzato solo da uno o due operatori a bordo del cestello e con carichi d’esercizio di circa 200 daN (circa 200 kg). Non è consentito il suo impiego per il trasporto di materiali o attrezzature se non quelle espressamente indicate dal costruttore e munite di aggancio compatibile.

ALTERNATIVE

1. Ponteggio fisso

2. Scale

ISPEZIONI

Come indicato dal libretto d’uso e manutenzione del costruttore.

SISTEMI E PROCEDURE COMPLEMENTARI

· Verifica della planarità e consistenza del piano di appoggio, congruità con le indicazioni d’impiego del costruttore.

· Verifica delle condizioni di aggancio alla facciata, congruità con le indicazioni d’impiego del costruttore (solo per la piattaforma elevabile).Installazione di sistemi di delimitazione della base di attacco a terra.

NORME DI RIFERIMENTO

D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81,

·  Allegato VI, disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro; art. 4. disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro che servono a sollevare persone

· Allegato VII, verifiche di attrezzature

DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010 , n. 17 - Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori.

 

UNI EN 280

UNI EN 1495

UNI EN 1580

UNI EN 1808

 

Nell’area download dell’articolo è disponibile la Pubblicazione edita da CPT Milano, Lodi, Monza Brianza PLE Piattaforme di lavoro mobili elevabili (Ing. Marco Antonio Fusco) con un’ampia descrizione fotografica delle tipologie di PLE e criticità.

Testo a cura di: Regione Toscana, D.G. Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Settore Prevenzione Igiene e Sicurezza sui luoghi di lavoro, che ne coordina l'attività (ing. Irene Chirizzi), affidata agli operatori dell'Azienda USL10 (coordinati da dr. Maurizio Baldacci) di Firenze per il sistema editoriale, all'. Arch. Roberto Angioni e Arch. Ilaria Saratti per conto della Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto per la parte dei contenuti, previa validazione da parte della Regione Toscana coadiuvata da ASL3 (ing. Massimo Selmi), ASL5 (ing. Andrea Cini), ASL7 (dr Rolando Giomarelli) e ASL10 (ing. Alessandro Matteucci). (foto di copertina tratta dalla pubblicazione)

 

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