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Norma CEI 11-27 (IV edizione) - lavori su impianti elettrici (in vigore dal 01.02.2015).

03 February 15

Il 1 febbraio è entrata in vigore la IV edizione della norma CEI 11-27 che sostituisce integralmente la Norma CEI 11-27-2005-02 e che integra in ambito nazionale la Norma CEI EN 50110-1 per tener conto della legislazione nazionale applicabile. La struttura della Norma CEI 11-27, IV edizione, è stata completamente modificata e, per quanto possibile, resa identica come numerazione degli articoli, dei paragrafi ecc. alla Norma CEI EN 50110-1. In questo modo, è agevole verificare le differenze tra la norma italiana e quella europea ed è più semplice riscontrarne le parti aggiunte relativamente alle procedure di lavoro, alla formazione e alle specificità richieste alle persone che svolgono attività di lavoro, diretta o indiretta, sugli impianti elettrici. È stato introdotto in questa revisione della Norma CEI 11-27, edizione IV, l’allineamento delle distanze di lavoro sotto tensione (DL) e delle distanze di prossimità (DV) con la Norma CEI EN 50110-1. Ciò ha comportato una ridefinizione di tutti i valori di tali distanze per i livelli di tensione, dalla Bassa all’Alta tensione. Si mette in evidenza che per la Bassa Tensione la distanza DL che delimita esternamente la zona di lavoro sotto tensione è stata azzerata. Si ricorda che nella Norma CEI 11-27, III edizione, questa distanza era stata stabilita, diversamente da quanto indicato nella Norma CEI EN 50110-1, in 15 cm per questioni storiche. Il lavoro sotto tensione in BT, perciò, è ritenuto tale soltanto se si entra in contatto con la parte attiva interessata.

Richiamato il D.Lgs. 81/2008 e nello specifico l’art. 83 comma 1 che recita “Non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell’ALLEGATO IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi” e il citato ALLEGATO IX:

“In relazione alla loro tensione nominale i sistemi elettrici si dividono in:

- sistemi di Categoria 0 (zero), chiamati anche a bassissima tensione, quelli a tensione nominale minore o uguale a 50 V se a corrente alternata o a 120 V se in corrente continua (non ondulata);

- sistemi di Categoria I (prima), chiamati anche a bassa tensione, quelli a tensione nominale da oltre 50 fino a 1000 V se in corrente alternata o da oltre 120 V fino a 1500 V compreso se in corrente continua;

- sistemi di Categoria II (seconda),chiamati anche a media tensione quelli a tensione nominale oltre 1000 V se in corrente alternata od oltre 1500 V se in corrente continua, fino a 30 000 V - compreso;

- sistemi di Categoria III (terza),chiamati anche ad alta tensione, quelli a tensione nominale maggiore di 30 000 V.

Qualora la tensione nominale verso terra sia superiore alla tensione nominale tra le fasi, agli effetti della classificazione del sistema si considera la tensione nominale verso terra. Per sistema elettrico si intende la parte di un impianto elettrico costituito da un complesso di componenti elettrici aventi una determinata tensione nominale.

Tab. 1 Allegato IX - Distanze di sicurezza da parti attive di linee elettriche e di impianti elettrici non protette o non sufficientemente protette da osservarsi, nell’esecuzione di lavori non elettrici, al netto degli ingombri derivanti dal tipo di lavoro, delle attrezzature utilizzate e dei materiali movimentati, nonché degli sbandamenti laterali dei conduttori dovuti all’azione del vento e degli abbassamenti di quota dovuti alle condizioni termiche.

Un (kV)

D (m)

≤ 1

3

1 < Un ≤ 30

3.5

30 < Un ≤ 132

5

> 132

7

Il D.Lgs 81/2008 al comma 2 dell’arte. 83 recita “Si considerano idonee ai fini di cui al comma 1 le disposizioni contenute nelle pertinenti norme tecniche”.

In relazione alla loro tensione nominale i sistemi elettrici si dividono in:

 

Sistemi di categoria 0 (zero)

Chiamati anche a bassissima tensione

Sistemi di categoria I (prima)

chiamati anche a bassa tensione, quelli a tensione nominale da oltre 50 fino a 1000 V se in corrente alternata o da oltre 120 V fino a 1500 V compreso se in corrente continua.

Sistemi di categoria II (seconda)

chiamati anche a media tensione quelli a tensione nominale oltre 1000 V se in corrente alternata od oltre 1500 V se in corrente continua, fino a 30 000 V compreso.

Sistemi di categoria III (terza)

chiamati anche ad alta tensione, quelli a tensione nominale maggiore di 30 000 V.

 

L’edizione aggiornata della norma CEI individua, per la sicurezza dei lavori elettrici, quattro ruoli aventi specifiche responsabilità:

1. (URI) - Unità (o Persona) responsabile di un impianto elettrico (si veda EN 50110-1): la URI è il proprietario dell’impianto elettrico, ad esempio: • di un privato, • di un Datore di lavoro di un’azienda, • di Società strutturate e/o di grandi dimensioni (staff tecnico). Ad essi fanno capo le responsabilità complessive dell’impianto elettrico durante l’esercizio normale dello stesso (in assenza di lavori di qualunque natura). Sono inoltre i soggetti che sono portatori delle necessità di manutenzione o, più in generale, di effettuazione di lavori sull’impianto elettrico.

2. Responsabile Impianto, RI) - Persona designata alla conduzione dell’impianto elettrico (EN 50110-1): diversamente da quanto contenuto nella III edizione della Norma CEI 11-27, è la persona responsabile della sicurezza dell’impianto elettrico durante un’attività lavorativa; viene designata dalla URI in occasione di un lavoro sull’impianto stesso (manutenzione compresa). Secondo la Norma CEI 11-27, IV edizione, il RI ha tutti i compiti necessari allo svolgimento in sicurezza del lavoro.

3. (URL) - Unità responsabile del lavoro: Per le Società strutturate o di grandi dimensioni, questa Unità (staff tecnico) ha il mandato di progettare ed eseguire un lavoro. Nelle imprese con minore struttura o dimensione (detta Unità può essere ricondotta anche a una singola persona: il Preposto ai Lavori (PL). Tra le responsabilità si citano:

* verifica preliminare e condivisione con il RI della scelta metodologica e organizzativa del lavoro attraverso un eventuale sopralluogo;

* predisposizione dell’eventuale Piano di intervento;

* verifica della disponibilità di procedure, attrezzature, dispositivi di protezione, mezzi di supporto relativi alla corretta realizzazione del lavoro;

* verifica della formazione ed dell’eventuale idoneità degli operatori addetti al lavoro.

(riproduzione vietata a fini commerciali - tutti i diritti sono riservati)

(documento riassuntivo e non esplicativo, si rimanda comunque alla lettura completa della Norma)

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