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Linee vita - tipologia ed analisi della distanza di caduta.

23 December 16

L'aspetto inerente la corretta valutazione dell'effettiva distanza di caduta deve essere affrontato concretamente ai fini della corretta progettazione di sistemi anticaduta in copertura.

Come già indicato nell’articolo LINEE VITA – ELENCO NORMATIVE REGIONI, sono per alcune Regioni e per la Provincia autonoma di Trento è in vigore una specifica normativa inerente la progettazione e l’installazione di sistemi anticaduta a seguito di lavori eseguiti in copertura.

L’analisi progettuale deve avvenire in primis dallo stato attuale dell’edificio comprensivo di eventuali modifiche di sagoma/altezza, mentre sarebbe auspicabile una progettazione condivisa (architettonica-impiantistica-sistemi di sicurezza) per quanto concerne le nuove edificazioni.

Il Professionista chiamato alla progettazione dei sistemi anticaduta deve quindi valutare l’immobile nella sua interezza, partendo dalle caratteristiche della copertura (tipologia e misure) e dal rilievo delle distanze presenti rispetto a terra o a ostacoli che potrebbero interferire con la caduta dell’operatore.

Quest’ultima, definita DISTANZA LIBERA DI CADUTA (vedi figura 1) è la distanza libera tra la linea di gronda dell’edificio e gli eventuali ostacoli in facciata (Es. terrazze e pensiline) o da “terra” in assenza di ostacoli fissi.

Si definisce invece DISTANZA DI ARRESTO quella misurata dal punto di caduta al punto di equilibrio dopo l’arresto dell’operatore (vedi figura 1).

Il TIRANTE D’ARIA è la sommatoria tra la DISTANZA DI ARRESTO e 1 metro di spazio libero al di sotto del punto di equilibrio dell’operatore, nell’ambito del sistema anticaduta è definita dalle norme UNI come la distanza minima misurata in verticale necessaria ad arrestare in sicurezza il lavoratore (vedi fig. 1).

E’ quindi direttamente conseguente alla distanza di arresto del sistema utilizzato e si calcola valutando:

“*la distanza di partenza e della eventuale freccia della linea vita di ancoraggio dopo la caduta (si calcola in base al valore della flessione della linea stessa, fornito dal fabbricante);

*la lunghezza del dispositivo di collegamento;

*l’estensione del sistema di assorbimento di energia; 

*l’altezza dell’attacco dell’imbracatura rispetto al piede della persona, convenzionalmente si assume il valore di 1,5 m.;

*lo spazio residuo minimo di 1 m, di sicurezza sotto i piedi dell’utilizzatore dopo l’arresto caduta.

Il valore riferito alla flessione degli ancoraggi varia in funzione del tipo di ancoraggio utilizzato, questo, infatti potrà essere costituito da:

-punto fisso singolo di ancoraggio

-linea rigida orizzontale o verticale

-linea flessibile orizzontale o verticale.

La valutazione del tirante d’aria costituisce parte integrante dell’analisi del rischio che il progettista dovrà effettuare per l’individuazione del sistema anticaduta più adeguato, costituito da: elementi di ancoraggio + dispositivo di collegamento o trattenuta + dispositivo di protezione individuale (UNI EN 363). (fonte progetto coperturasicura-Regione Toscana”.

Riportiamo sotto alcuni esempi di calcolo sviluppati dalla Regione Toscana, D.G. Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Settore Prevenzione Igiene e Sicurezza sui luoghi di lavoro, che ne coordina l'attività (ing. Irene Chirizzi), affidata agli operatori dell'Azienda USL10 (coordinati da dr. Maurizio Baldacci) di Firenze per il sistema editoriale, all'. Arch. Roberto Angioni  e arch. Ilaria Saratti per conto della Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto per la parte dei contenuti, previa validazione da parte della Regione Toscana coadiuvata da ASL3 (ing. Massimo Selmi), ASL5 (ing. Andrea Cini), ASL7 (dr Rolando Giomarelli) e ASL10 (ing. Alessandro Matteucci):

SISTEMA DI ARRESTO CADUTA CON DISPOSITIVO DI TIPO RETRATTILE UNI 360 (fig. 3)

Il tirante d’aria è univocamente determinato dalle caratteristiche prestazionali richieste dalla norma UNI 360 che ammette per un dispositivo retrattile certificato che la sua escursione massima sia al massimo di 200 cm. prima dell’arresto.
il Tirante d’aria, essendo il dispositivo libero di scorrere per tutta la sua massima escursione sarà:

Ta= 100+150 + 200 + X ≥ 450 cm.

Dove x è la freccia dovuta al possibile sistema flessibile utilizzato che deve essere sempre indicata dal produttore del sistema.

SISTEMA DI ARRESTO CADUTA CON DISPOSITIVO COMPOSTO DA CORDINO UNI  E ASSORBITORE DI ENERGIA-UNI 354-355 (fig. 4)

Il valore massimo del tirante d’aria con un cordino di lunghezza massima pari a 200 cm è dato da:

Ta= 100+150 + 175 + X + 200 ≥ 625 cm.

Dove x è la freccia dovuta al possibile sistema flessibile utilizzato che deve essere sempre indicato dal produttore del sistema

SISTEMA DI ARRESTO CADUTA CON DISPOSITIVO DI TIPO GUIDATO UNI 353.2 (fig. 5)

Il valore massimo del tirante d’aria con un dispositivo di tipo guidato e cordino di collegamento è determinato dagli spazi di arresto richiesti dalla norma Uni 353.2.

La distanza di arresto prevista al punto 4.5 della norma prevede che l’altezza massima sia determinata da H < 2 L + 1 m con:

L = Lt per un cordino comprendente un assorbitore di energia.

L =Ll per un cordino senza assorbitore di energia.

L = lunghezza di un connettore per un dispositivo senza cordino e assorbitore di energia.

Il tirante massimo, concependo il cordino massimo di 100 cm è pertanto determinato da:

Ta= 100+150 + 100 + 100 + X  ≥ 450 cm.

Dove x è la freccia dovuta al possibile sistema flessibile utilizzato che deve essere sempre indicata dal produttore del sistema.

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Documentazione fotografica – parte del contenuto dell’articolo: coperturasicura.toscana.it

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ARGOMENTI: COPERTURE UNI TIRANTE D'ARIA SISTEMI ANTICADUTA DISTANZA DI ARRESTO DISTANZA LIBERA DI CADUTA