ADDETTI AI LAVORI > R.L.S.

Rischio esposizione a temperature elevate.

16 July 15

Il rischio derivato dalle temperature elevate a cui i lavoratori sono esposti e la corretta valutazione preliminare per una corretta programmazione e vigilnza.

Abbiamo trattato nel precedente articolo LAVORATORI OUTDOOR, COLPO DI CALORE ED ESPOSIZIONE A RAGGI UV (clicca e Leggi)  i rischi inerenti l’esposizione degli operatori a fattori di rischio “esterni” nelle opere all’aperto.

Il prolungarsi di una stagione particolarmente anomala per quanto concerne la media delle temperature e l’unione di queste ultime a particolari condizioni di umidità ed esposizione a fattori come raggi UV ed Ozono devono comportare da parte dei soggetti interni all'Impresa, responsabili della sicurezza dei lavoratori (Datore di Lavoro - Preposto - RLS - RSPP - Medico competente) un’attenta analisi sul sopravvenuto rischio in cui possono incorrere i lavoratori, al di fuori di quanto previsto in via ordinaria all’interno della Documento di Valutazione dei Rischi, ed attivare modifiche in merito agli orari di lavoro al fine di ridurre l'esposizione dei lavoratori fino all'eventualità di interrompere le lavorazioni per la giornata.

Nell’applicazione al cantiere la figura del Coordinatore, nelle more in cui lo stesso può essere nominato, non ha particolari obblighi normativi su tale argomento, detto ovviamente che il buon senso deve essere almeno pari al rispetto delle norme. Nei casi in cui vi siano rischi di colpo di calore e simili, dovuti alle condizioni sopra richiamate, unitamente ad un loro aggravio rispetto al luogo di lavoro (es. realizzazione di terrazze a tasca, realizzazione di coperture) o nel caso in cui il colpo di calore o altre problematiche similari si siano verificate per la prima volta nei confronti dei lavoratori il Coordinatore può convocare una riunione di coordinamento alla presenza del Datore di Lavoro/Preposto e del RLS (Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza) al fine di valutare le considerazioni che questi ultimi possono evidenziare sul tema, su un lasso di tempo che riguardi l’immediato/breve periodo.

Non è compito del Coordinatore valutare tale tipologia di rischio, né tantomeno intimare condizioni di modifiche di orario e simili al fine di ridurre l’esposizione dei lavoratori; queste previsioni sono in carico alla filiera sulla sicurezza interna all’Impresa e possono scaturire direttamente dal Datore di Lavoro o dal RLS e devono essere sottoposte all’attenzione del RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) e del Medico Competente se non già avanzate da questi ultimi nei confronti del Datore di Lavoro.

Le decisioni in merito e il conseguente aggiornamento della documentazione scaturiscono quindi da un confronto interno all’impresa e sono sottoposte all’attenzione del coordinatore per la sicurezza (se nominato) e/o del Direttore dei Lavori che devono verificare che le stesse siano applicabili relativamente a:

-           Regolamenti comunali inerenti orario di lavoro;

-           Regolamenti specifici dell’edificio;

-           Contratto di Lavoro applicato ai lavoratori.

A tale riguardo segnaliamo che a sostegno delle iniziative a protezione dei lavoratori, tra le integrazioni salariali ordinarie sono previste anche le “intemperie stagionali” che vanno ad incidere appunto sul normale svolgimento del lavoro; come evidenziato dal messaggio 28336 del 28.07.1998, queste sono comunemente usate per motivi di precipitazioni, neve, gelo, nebbia o foschia, oscurità, vento e TEMPERATURE ECCESSIVAMENTE ELEVATE.

Come evidenziato all’interno dell’art. 50 del D.Lgs. 81 del 2008 “Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”:

“1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:

a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;

b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;

c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;

d) è consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’articolo 37;

e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;

f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;

g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall’articolo 37;

h) promuove l'elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;

i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito;

l) partecipa alla riunione periodica di cui all’articolo 35;

m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione;

n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;

o) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.”

l’RLS ha un ruolo basilare ai fini della tutela dei lavoratori in generale ed ancor più nello specifico quando possano intervenire condizioni eccezionali e di “breve durata” non previste e/o prevedibili e comunque fuori dai canoni di valutazioni ordinarie.

Può accadere infatti che per:

-problematiche inerenti le tempistiche contrattuali con cui portare a termine l’opera;

-la brevità unita all’eccezionalità di tali rischi;

-la difficoltà di delineare quando il rischio di esposizione per lavori sull’esterno possa effettivamente essere nocivo e pericoloso;

possono portare il Datore di Lavoro e/o il Preposto a rimandare la valutazione del rischio sopraggiunto facendo operare i lavoratori a prescindere dalle condizioni meteorologiche.

E’ evidente come a differenza dei motivi meteorologici (pioggia, foschia, ecc) che sono facilmente riscontrabili, l’esposizione esterna ad agenti quali UV, temperature, Ozono, sia una valutazione che non può essere fatta ad "occhio nudo" e anche con temperature poco al di sotto dei 35° possono intervenire ulteriori condizioni (UV-Ozono) in aggravio del rischio.

Il ruolo del RLS è quindi di particolare importanza per segnalare e/o vigilare in merito al mantenimento dei requisiti di sicurezza che devono essere garantiti ai lavoratori.

 

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