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La demolizione della Spina di Borgo e la nuova Via della Conciliazione.

17 December 14

Il periodo più rilevante per le riqualificazioni urbanistiche di alcune delle più grandi città italiane è stato sicuramente quello antecedente la seconda Guerra Mondiale e il periodo post bellico.

Nella Capitale però fin dal 1870 sono iniziate estese “rivisitazioni” del tessuto urbano con interventi di non poco conto che hanno lasciato cicatrici indelebili e hanno distrutto anche immobili il cui pregio storico/architettonico proveniva direttamente dal rinascimento.

Una delle demolizioni più estese e impattanti fu sicuramente quella della cosiddetta “Spina di Borgo”, nucleo urbano inserito all’interno del quartiere romano “Borgo”, al confine tra “Borgo Vecchio” e “Borgo nuovo”.

Dal 1936, per volere del regime fascista in accordo con lo Stato Pontificio, sulla base del progetto sviluppato dagli Architetti Piacentini e Spaccarelli, iniziò la demolizione della Spina, ed in meno di dodici mesi era stata resa libera la linea visiva che collegava Castel Sant’Angelo a Piazza San Pietro.

I risultati più immediati dei lavori furono:

- la deportazione della gran massa di popolazione che viveva all’interno della Spina di Borgo, che fu dislocata nella prima periferia agricola di Roma;

- la perdita appunto di molti immobili storici, solo in parte ricostruiti ai lati della nuova via;

- l’assenza praticamente totale di un rilievo della Spina relativo allo stato antecedente la demolizione; i progettisti non avevano svolto alcun rilievo specifico;

- la perdita dell’idea prospettica che il Bernini voleva dare al visitatore, regalando la sorpresa di uscire dalla Spina o comunque dal quartiere passando da una zona particolarmente complessa costituita da piccole vie e una serie di palazzi incastonati l’uno con l’altro, alla meraviglia di trovarsi dentro l’enorme Piazza con davanti la Basilica.

Ritornando alla cronologia delle opere, le demolizioni furono completate in meno di dodici mesi ma poi il progetto fu sospeso a causa della Guerra.

Dopo la fine del conflitto i lavori furono ripresi e portati a conclusione nel 1950, come da nuovi accordi tra lo Stato Italiano e la Santa Sede, creando così la nuova Via della Conciliazione, la cui etimologia derivava appunto dagli accordi sottoscritti con i Patti Lateranensi.

Di seguito alcuni interessanti scatti fotografici ed un bel video realizzato da repubblica.it.

QUANDO ROMA CAMBIO' VOLTO

(fonte foto: wikipedia - istituto luce)

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