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Il rischio terremoto in cantiere – Coordinatore Sicurezza e Piano di Emergenza.

23 November 16

Le tragiche azioni del terremoto sono state portate nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica a seguito degli eventi nefasti che hanno purtroppo caratterizzato l’ultimo trimestre; la mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale evidenzia come tutta la penisola è praticamente da considerarsi zona sismica con diverse criticità, soprattutto per la dorsale appenninica e una parte delle Alpi orientali.

L’effetto di un terremoto può risultare quindi funesto per popolazioni e beni immobili ed in tutti quei casi in cui sia attivo un cantiere che può essere colpito insieme a tutti gli operatori interessati; nel video in testa all’articolo sono evidenziati i danni che il terremoto può fare su un cantiere di restauro della copertura di un edificio (durante le ore diurne).

Le immagini, riprese in una delle località del Comune di Valle Castellana (TE) posizionato nell’arco inferiore immediatamente confinante con le località tristemente note quali Amatrice, Arcuata del Tronto, Accumuli, dimostrano come in pochi secondi possa modificarsi irrimediabilmente la condizione di lavoro del cantiere portando a rischi gravissimi per i lavoratori (nel caso in esame fortunatamente non si sono verificati infortuni).

Come agire quindi in merito alla valutazione di questo rischio e quali soggetti devono procedere affinché siano previste tutte le procedure necessarie per abbattere le eventuali conseguenze?.

Il Coordinatore Sicurezza deve valutare l’incidenza dell’azione del terremoto tra le variabili che costituiscono il Piano di Emergenza del cantiere, verificare la linearità tra i contenuti indicati e quanto previsto dal Datore di Lavoro dell’Impresa Esecutrice all’interno del DVR e processare eventualmente un servizio di emergenza in comune tra più soggetti esecutori dell’opera.

Ai sensi del D.Lgs. 81/2008 Allegato XV CONTENUTI MINIMI DEI PIANI DI SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI:

 

1.DISPOSIZIONI GENERALI

1.1 Definizioni e termini di efficacia

1.1.1 Ai fini del presente Allegato si intendono per:

e) misure preventive e protettive: gli apprestamenti, le attrezzature, le infrastrutture, i mezzi e i servizi di protezione collettiva, atti a prevenire il manifestarsi di situazioni di pericolo, a proteggere i lavoratori dal rischio di infortunio ed a tutelare la loro salute.

 

 

2.PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

2.1.2 Il PSC contiene almeno i seguenti elementi:

….

h) l’organizzazione prevista per il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, nel caso in cui il servizio di gestione delle emergenze è di tipo comune…..il PSC contiene anche i riferimenti telefonici delle strutture previste sul territorio al servizio del pronto soccorso e della prevenzione incendi.

 

Quindi il Coordinatore Sicurezza non può esimersi dal valutare il manifestarsi di situazioni di pericolo (terremoto) e deve indicare all’interno del PSC sia la previsione di questo rischio, sia l’organizzazione comune del cantiere per ovviare a situazioni di emergenza.

Ovviamente il rischio terremoto sarà direttamente proporzionale alla SISMICITÀ DELL’AREA in cui insiste il cantiere e dovrà essere data massima importanza alla progettualità delle vie di esodo previste in caso di emergenza oltre alle norme di buona pratica anche in caso di terremoto.

Le indicazioni operative in caso di terremoto riguardano sia l’ambito generale del cantiere come luoghi interni agli edifici o spazi aperti costituenti l’area di cantiere, sia gli operatori nel caso di utilizzo di opere provvisionali come ponteggi e simili.

In quest’ultimo caso, come dimostra il video in testa all’articolo, potrebbe non essere sufficiente individuare ed informare gli operatori sulle vie di esodo ma anche indicare comportamenti da tenere nel caso sia impossibile la discesa in sicurezza dall’opera provvisionale.

Diamo quindi una sintesi non esaustiva di buone procedure informative che possono essere indicate dal Coordinatore Sicurezza in caso di terremoto per gli operatori, ad integrazione di quanto previsto dalle procedure di ciascun soggetto esecutore e delle relative figure coinvolte (es. Preposti e Addetti all’Emergenza):

 

SU AUTOMEZZO

1.       Arrestare il veicolo se in movimento.

2.       Verificare che la zona di stazionamento sia a cielo aperto e alla massima distanza possibile da edifici e/o attrezzature di cantiere (es. gru) e senza presenza di linee elettriche aeree o in corrispondenza di scavi o terreni instabili.

3.       Allontanare il mezzo se lo stesso staziona su strutture (es. ponte).

 

SU OPERA PROVVISIONALE

1.       Procedere verso il punto di esodo più vicino.

2.       Se l’evento ha causato il cedimento di una porzione della struttura ove posizionato il punto di esodo, procedere verso altra uscita o se la struttura non lo consente, cercare di posizionarsi su parte sicura della stessa in attesa dei soccorsi.

 

A TERRA SU SPAZIO APERTO

1.       Allontanarsi da edifici, reti aeree, attrezzature verticali di cantiere e dirigersi (se possibile) verso il punto di raccolta individuato sul layout di cantiere

 

A TERRA IN LUOGO CHIUSO

1.       Vietato utilizzare ascensore o scala.

2.       Mantenersi al piano di lavoro (se diverso dal piano terra) e ripararsi in corrispondenza delle parti portanti dell’edificio attendendo che la scossa termini.

3.       Uscire su spazio aperto solo se siamo al piano terra e procedere allontanandosi dall’edificio su spazio aperto.

 

Tutte le indicazioni in caso di emergenza (anche per terremoto) sono esemplificabili dal PSC al Layout di cantiere, che può diventare uno strumento utilissimo in questa circostanza, se ben sviluppato e contenente quindi:

-vie di esodo;

-allacci reti da poter porre in OFF;

-uscite “di emergenza”;

-punto (o punti) di raccolta.

A prescindere dalla consistenza del cantiere e dal numero si soggetti coinvolti da un punto di vista esecutivo, è propedeutico poter posizionare in punti diversi dell’area di lavoro una serie di tavole che possano consentire proprio in caso di terremoto (o altra emergenza) di concedere agli operatori un rapido colpo d’occhio per procedere all’esodo.

Infine ovviamente queste risultanze dovranno essere presenti anche all’interno di una complessiva valutazione dei rischi che il Datore di Lavoro di ciascuna impresa avrà sviluppato con l’aiuto del Servizio di Prevenzione e Protezione.

Il terremoto, proprio per il grado di rischio sismico dell’intera penisola, è ormai un fattore che deve essere tenuto assolutamente in considerazione.

 

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ARGOMENTI: TERREMOTO COORDINATORE SICUREZZA EMERGENZA PIANO DI EMERGENZA PSC CANTIERE