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Il rischio di caduta dall’alto dei lavoratori.

10 March 17

Il rischio medico per la caduta dall’alto durante operatività in quota è stato ampiamente affrontato con la definizione di SINDROME DA SOSPENSIONE INERTE.

La caduta infatti può determinarsi con due tipologie aventi gradi di rischio ben diversi e può essere prevista/ consapevole oppure imprevista; per il primo caso il soggetto ha la possibilità seppur per un tempo infinitesimale, di rendersi conto prima dell’immediata conseguenza, riuscendo così a cercare di evitare movimenti scoordinati, diminuendo in modo consistente la possibilità di lesioni gravi. Per la caduta imprevista non vi è possibilità di reagire in via preliminare e la stessa quindi può comportare un alto rischio lesivo.

Il soggetto incidentato, comunque in assenza di traumi evidenti dovuti alla caduta a prescindere che essa possa essere stata “prevista” o “imprevista”, può manifestare sintomi di allarme quali: sudorazioni, vertigini, oppressione toracica, nausea, malessere generale, ecc. veri e propri allert che porteranno nell’arco di alcuni minuti allo stato di shock del soggetto ed alla successiva perdita di conoscenza fino all’ischemia celebrale a distanza di qualche minuto.

Lo sviluppo della sindrome in un tempo così limitato e l’esito mortale della stessa rende necessario l’immediato monitoraggio del soggetto contestualmente alla chiamata dei numeri di emergenza. 

La sindrome da sospensione inerte o ““Harness Hamg Syndrome o Suspension Trauma” può colpire i soggetti che operano su fune, a prescindere dal loro effettivo ed antecedente stato di salute e dalla tipologia di imbracatura utilizzata (full body o torace o “la vita”).

La sindrome da sospensione inerte si può manifestare attraverso l’utilizzo di dispositivi di protezione collettiva att a ridurre il rischio del lavoratore.

Il rischio può originarsi in varie fasi lavorative e segnaliamo a riguardo la pubblicazione INAIL – LE CADUTE DALL’ALTO DEI LAVORATORI che analizza i dati statistici, fattori di rischio e misure preventive per le seguenti tipologie:

*caduta per sfondamento di copertura;

*caduta da scale portatili;

*caduta da parte fissa di edificio;

*caduta da ponteggi ed impalcature fisse;

*caduta all’interno di varco;

*caduta da mezzi di sollevamento o per lavori in quota.

Di seguito il collegamento alla pubblicazione:

 

INAIL – LE CADUTE DALL’ALTO DEI LAVORATORI

 

F.to Redazione Tecnica


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